Home | Appennino | I Comuni gabellieri per lo Stato?

Cosa c'è dietro alle tasse locali, la denuncia di un amministratore

I Comuni gabellieri per lo Stato?

tagli-comuni Le ormai famose tasse locali (IMU, TASI, TARI) sono decisamente poco gradite dalla popolazione, spesso e volentieri i Comuni, nel momento in cui, nella cassetta della posta arrivano le famigerate bollette, vengono letteralmente messi sulla graticola dai cittadini. Ma qual è la verità dietro a queste tasse? Quanto gestiscono e che autonomia hanno realmente i Comuni? Quanto va invece allo Stato?

Abbiamo raccolto la denuncia di un giovane amministratore locale di un Comune dell’entroterra genovese, che ci ha illustrato la situazione nel dettaglio «Molto spesso ci accusano, ma vi è pochissima informazione nella cittadinanza su come vengono gestiti i soldi. Soldi nelle casse comunali ce ne sono pochissimi per via dei continui tagli e, quest’anno i bilanci sono stati dovuti approvare nei mesi di agosto-settembre. Le tasse comunali sono inevitabili per sopravvivere, per vedere quanto diamo allo Stato e quanto ci ritorna indietro basta andare su un sito accessibile a tutti, che si chiama Finanzalocale, dentro al sito del Ministero dell’Interno».

Abbiamo fatto la prova e, abbiamo avuto la conferma di ciò : nella sezione “Alimentazione e Riparto del fondo di solidarietà comunale 2014” possiamo vedere quanto i Comuni danno allo Stato e quanto ricevono in cambio. Nella nostra zona, quella dell’entroterra genovese vediamo che Mignanego da 403.708 € allo Stato e riceve in cambio 118.728 €, Savignone da 383.755 € e riceve appena 5.204 €,  Bargagli da 264.828 € e riceve 157.674 €, Sant’Olcese da 449.178 € e riceve 220.294 € e così via. Abbiamo anche dei casi paradossali, dove la quota del Fondo di solidarietà comunale è addirittura negativa, cioè i comuni devono ancora ulteriori soldi allo Stato, è il caso di Busalla (che da 690.734 € ed ha un importo da recuperare di -97.966 €), di Torriglia (che da 478.961 € ed ha un importo da recuperare di -89.768 €).

Il dubbio dell’amministratore locale è che, il Fondo di solidarietà comunale, venga in realtà utilizzato per coprire il fondo dei Comuni in dissesto finanziario, i dati dello stesso sito riferiti a città medio-grandi in gravi difficoltà finanziarie sembrano in effetti confermare il tutto. Ulteriori dubbi, avanzati dall’amministratore, vengono dalla classificazione delle abitazioni «Il valore catastale non è aggiornato ai tempi attuali, si basa su criteri abbastanza soggettivi, qui nell’entroterra rischiano di essere catalogate come ville semplici case unifamiliari che hanno un giardino di pertinenza, che sono tantissime. Le persone non sanno ad esempio che l’IMU relativo alla categoria “D” ovvero capannoni, opifici, alberghi e pensioni non rimangono sul territorio ma vanno direttamente allo Stato, è una situazione assurda sulla quale sarebbe utile una riforma da cima a fondo».

Fabio Mazzari
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina