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Il portavoce provinciale dei Verdi interviene sull'argomento

Scarpino : la posizione di Angelo Spanò

Angelo-Spanò In merito alla vicenda della chiusura ormai imminente della discarica di Scarpino, rinviata a causa degli eventi alluvionali, abbiamo sentito l’opinione di Angelo Spanò, portavoce provinciale della Federazione dei Verdi e da anni attivo nelle battaglie ambientali nel ponente genovese e, in particolar modo, quelle legate al tema della discarica.

«L’essere arrivati al punto di dover conferire i nostri rifiuti al di fuori della Regione Liguria è dovuta all’incapacità dei nostri amministratori, dobbiamo “ringraziare” i nostri politici che hanno delegato nella società AMIU alcune persone che non hanno portato avanti, come si sarebbe dovuto fare, la questione rifiuti» spiega Spanò «Si sarebbe già dovuto partire da tempo con una raccolta differenziata seria, mettere i contenitori dell’umido, della plastica e della carta dove andavano messi e arrivare ad una raccolta porta a porta, in alcune zone si sarebbe già dovuto sperimentarlo, ma è mancata la volontà, si sono fatte altre scelte che ci hanno portato in questa situazione» ci dice il portavoce provinciale dei Verdi, che continua «Nel periodo in cui sono stato consigliere provinciale, ricordo come fosse adesso che l’assessore di allora Sebastiano Sciortino, aveva portato avanti un discorso per realizzare dei siti di compostaggio al di fuori del comune di Genova, ma i sindaci interessati si sono tirati indietro, magari gli stessi che oggi protestano perché Scarpino non può più accogliere i rifiuti. Oggi non abbiamo più centri di comopostaggio in Liguria, perché l’unico che avevamo, in Val Varenna, è chiuso da tre anni per una frana», riguardo agli amministratori locali, Spanò si chiede «Mi chiedo cosa abbiano fatto di positivo l’ingegner Riccardo Casale ed il dottor Pietro D’Alema per l’AMIU in tutti gli anni che sono stati ai vertici dell’azienda. Chi è colpevole di tutto ciò, a mio parere deve fare le valigie, e come colpevoli intendo oltre a Casale e D’Alema, il presidente della Regione Claudio Burlando, l’assessore Raffaella Paita e l’ex assessore regionale Renata Briano che attualmente è al Parlamento Europeo, oltre che gli ex sindaci Marta Vincenzi e Giuseppe Pericu, che addirittura volevano l’inceneritore. Gli unici che davvero hanno lavorato bene sono stati Sciortino in Provincia e Carlo Senesi in Comune, gli altri, mi dispiace, ma sono indifendibili» ci dice Spanò, che conclude «ora, con i rifiuti portati fuori regione, i cittadini pagheranno tasse più care, ma perché devono essere i cittadini, che spesso fanno la raccolta differenziata a pagare di più e non i colpevoli di questo scempio? Inoltre gli stessi contenitori sul territorio non vengono quasi mai lavati, con le conseguenze che si possono immaginare. Spero che lascino lavorare bene il nuovo presidente Marco Castagna, che ha dimostrato di fare un ottimo lavoro al MuVita di Arenzano, AMIU per funzionare bene, ha bisogno di far uscire la politica dai suoi vertici»
Spanò conclude infine il suo intervento sulla questione del percolato «In questi giorni siamo stati fortunati, perché la situazione, al momento, malgrado le forti piogge, è tranquilla, ma in caso di ulteriori precipitazioni rischiamo di trovarci nuovamente il torrente Cassinelle invaso dal percolato, come avvenuto l’anno scorso, dove l’odore era talmente forte da non poter stare sul luogo senza una mascherina! Infine segnalo anche che il ponte tra i torrenti Cassinelle e Chiaravagna, dove passano giornalmente diversi camion per i lavori del Terzo Valico, è altamente pericolante e rischia seriamente di crollare».

Fabio Mazzari
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