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Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di...una donna molto "curiosa"

SBIRCIAMO IN PALESTRA

Siete mai entrati in un palestra dove si tengono corsi serali di ginnastica?
No?? Allora non sapete quante cose si possono vedere, quanti tipi strani si possono trovare.
Già entrando negli spogliatoi, spagliate nelle borse potrete trovare le piccole manie o le stranezze delle persone che troverete di sopra.
Nel caos che contraddistingue gli spogliatoi che si rispettino, fa spicco una borsa ordinatissima. Tutto è riposto con cura, i calzini, ripiegati con attenzione amorevolmente, sono “adagiati”  nelle rispettive scarpe: quando verranno nuovamente indossati, la gobba provocata dall’alluce non andrà a deturpare la sagoma del piede andando a finire sul mignolo opposto! La camicia sembra appena uscita dalla scatola. (è quel fico di mamma).
Quasi messa li a bella posta, contrasta una borsa “bazzar”: chissà quanto gusto in più avrà quel panino dopo un’ora di diretto contatto con i calzini!!!.
ed ora vi porto a conoscere i nostri “atleti”. Salendo le scale si incontrano due ragazze che salgono chiacchierando fitto fitto. Sono cicciotelle e frequentano la  palestra per placare i loro rimorsi dietetici.
Arriveranno in ritardo alla lezione per evitare la corsa di riscaldamento.
Chi sorpassa in questo momento sbuffando come un mantice è il “Superjogger” :
spalanca la porta della palestra e si ferma un attimo per dar modo ai suoi compagni di ammirare il suo fisico perfetto. Chiude la porta e comincia a saltellare per sciogliere i muscoli facendoli tremolare come budini.

saunette 2 Saunette
Tutti lo guardano con commiserazione pensando che sia caduto dal quadro svedese battendo la testa.
Tutti ma non un tipo mingherlino con un fisico da ramo secco : i suoi muscoli non tremolano, ma le ossa ad ogni movimento suonano come maracas. Farebbe qualsiasi cosa per avere il fisico di “superjogger” e si ammazza eseguendo esercizi che rischiano di fargli scoppiare la cordite per lo forzo.
Il professore non è ancora arrivato, ma per la palestra si può già vedere scorrazzare una aspirante alla “perfetta forma”. E’ imbottita di saunette a tal punto da sembrare la pubblicità della “Michelin”. Sulle gradinate, aspettando l’arrivo del professore, altri sette o otto “atleti del dopo lavoro”. A differenza degli altri, questi non si fanno notare. Sono quelle facce che ci ricordano qualcuno e dopo mezz’ora che ti scervelli ecco che ti ricordi: è la faccia che vedi tutte le mattine sull’ascensore!
Tra questi troviamo due signorine attempatelle nelle loro tute da gioventù del littorio che vengono in palestra nella speranza di trovare un ragioniere o un avvocato con una discreta posizione col quale, magari un domani…..!
Arriva il professore. E’ giovane, appena uscito dall’I.S.E.F.  e sfoggia di volta in volta un abbigliamento ginnico ricchissimo di “optionals”; ginocchiere da pallavolista, polsini da tennista, fascetta allo Borg, scarpe coloratissime e sempre differenti (né avrà undici paia!) e training “firmatissimo”.
La lezione comincia e le facce via via si “fanno” per la fatica mentre i comandi si susseguono a raffica. Torneranno tutti negli spogliatoi stanchissimi, ma utilizzeranno le ultime forze per correre ad accaparrarsi le
docce: gli ultimi rimarranno ibernati sotto l’acqua ghiacciata.

Una pettegola della palestra.
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