Home | Entroterra Genovese | La semantica e la politica

Carmelo Balbi dentro alla politica valligiana

La semantica e la politica

carmelo balbi Per un banale tentativo di occultare un aspetto rilevante della personalità di uomini che hanno vissuto esponendo con naturalezza e rigore le loro idee, si tenta di ricorrere ad una parte della linguistica che si occupa dello studio del significato delle parole con il trascorrere del tempo : la semantica.
E spiace dover ricorrere ad una scienza così poco conosciuta, anche a chi scrive qui, della quale non si sente cenno neppure nei Circoli evoluti del Paese, sui blog più sofisticati della politica valligiana, tra i personaggi più impegnati nel fare cultura a Busalla e forse anche negli altri Centri dello Scrivia, pur ricca di ricercatori, scrittori, poeti e divulgatori.
Dispiace tirare in ballo la semantica, ma il fenomeno al quale si intende fare prioritariamente riferimento riguarda proprio l’evoluzione del linguaggio corrente e in particolare di quello involuto usato dai nostri politici, fondando su questa circostanza la legittimità del ricorso ad essa.
Diverso il tentativo di nobilitare con la semantica “giochetti delle tre carte” che più che un esercizio di arricchire il vocabolario popolare rappresentano un modo assai poco dignitoso per falsificare la realtà.
Nessuna pretesa dunque di addentrasi nelle varie teorie sulla evoluzione naturale del linguaggio.
Si è inteso solamente esporre una brevissima analisi sulle ragioni di alcuni cambiamenti possibili del linguaggio corrente per orientare i lettori, specialmente quelli più sprovveduti o con un vissuto talmente breve da non sapere, per esempio, che prima della Repubblica Democratica Italiana ci si inchinava ad una Monarchia Sabauda e ad un Dittatore chiamato per brevità Duce.
Le possibilità di constatare cambiamenti linguistici rilevanti nella storia e nella politica dei giorni nostri sono infinite.
I contagi sono come ovvio avvenuti con le lingue delle nazioni che hanno espresso le maggiori perfomance nel campo della scienza e della tecnica.
L’avvento dei modernissimi sistemi di comunicazione di massa, delle sofisticate metodologie per la persuasione, anche occulta, di qualsiasi prodotto sul mercato sempre più ampio di beni e servizi, oltre che del sapere, hanno stravolto il modo di informare e di disinformare, purtroppo anche di disinformare.
Per quanto riguarda il linguaggio, chi non rileva giorno dopo giorno l’esordio nella lingua italiana di termini e di espressioni derivate per lo più dall’inglese?
Jobs act, tanto per fare un esempio di grande attualità, sta per “legge sul lavoro”, che poi, detta così alla buona, è un modo molto raffinato per comprimere sempre di più i diritti di chi lavora in attesa che i molti che non lavorano entrino a far parte di chi lavora e certi diritti non li ha più e poi di non averli neppure loro, in una spirale di superamento di così dette vecchie ideologie che si opponevano, tra l’altro, al potere incontrastato e arbitrario dei padroni di licenziare i propri lavoratori dipendenti a loro piacimento.
Poi si potrebbe prendere in considerazione un’operazione linguistica, qui siamo in verità fuori dalla semantica, consistente nella omissione di determinate parole che pure non cancellino, si badi bene, una determinata figura, ma la presentino in un modo diverso da quello che realmente costui era.
Non sembra per niente difficile far ricorso ad un binomio di defunti personaggi busallesi, oggi ancora abbastanza noti, soprattutto alle vecchie generazioni.
Come potrebbero essere pubblicamente rappresentati, a nuovo, mettendo in mora certe qualità loro attribuite dopo la Liberazione, due personaggi di una Busalla antifascista e ardimentosa in modo che i giovani di oggi non possano riconoscere in loro valori e ideali, comunque degni di una qualche considerazione :

MACCIO’ ENRICO

NATO A BUSALLA NELL’ANNO 1883-

INDUSTRIALE DELLE VITI –

RICCO E AMANTE DELLA BELLA VITA- CON STRANE FREQUENTAZIONI

RECATOSI PER LAVORO IN GERMANIA NEL 1944 DECEDEVA INSPIEGABILMENTE.

SALVAREZZA GIUSEPPE

NATO NELLA FRAZIONE DI SARISSOLA IL1° GIUGNO 1924

SOPRANOMINATO “PINAN” DALL’OMONIMO CIRCOLO–

RITORNATO A CASA DOPO UN PERIODO DI MILITARE SI DEDICAVA A LUNGHE CAMMINATE NEI BOSCHI E

IN LOCALITA’ BOSSOLA DI MONGIARDINO MORIVA PREMATURAMENTE A META’ DICEMBRE.

uomo purtroppo non è più in grado di obiettare. Si veda dunque come è stato, in parte correttamente, illustrato ai posteri:

TORRE FRANCO

CONSIGLIERE COMUNALE E ASSESSORE DELLA COMUNITA’ MONTANA –

UOMO DI PARTITO – MAESTRO DI VITA PER MOLTI GIOVANI ORA CRESCIUTI.

E’ di tutta evidenza che chi ha avuto l’opportunità di conoscere FRANCO TORRE e di apprezzarne le doti di serietà nell’impegno e di coerente adesione al PARTITO COMUNISTA ITALIANO, avrà serie difficoltà a capire le ragioni per le quali la Sezione del Partito Democratico di Busalla- Crocefieschi sia stata dedicata a LUI con la motivazione omissiva che compare, si potrebbe aggiungere pudicamente, nell’epigrafe.
Ecco dunque che la pseudo- semantica può servire a trasformare un uomo d’ideali e di onesta coerenza in un simbolo per chi le sue battaglie sembra rifiutare adesso radicalmente.

Dott. Carmelo Balbi
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina