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Una nave che viaggia verso la tempesta con un equipaggio che non la governare

Un Paese che potrebbe essere ma che non è

 

Abbiamo ricevuto da parte della band siciliana Elektra Simphony  un amaro commento sullo stato in cui versa la coltura delle arance in Sicilia dal quale si evince un profondo amore di questi ragazzi per la loro terra.

Gli Elektra Simphony

Gli Elektra Simphony

Ciò ci ha indotto a scrivere di getto  questa lettera aperta.

Gentilissimi Elektra Simphony

da  quanto ci dite, ma anche andando in giro qua e là per vedere lo stato delle Grandi Opere Pubbliche e soprattutto per constatare la mancanza di certi lavori pubblici , che invece sono necessari ed altresì nel sentire dalla gente la richiesta di servizi, scuole, asili, di un’assistenza sanitaria dal volto più umano, di strutture per il tempo libero ed ancora vedendo costruzioni enormi abbandonate nel deserto che avrebbero dovuto essere, ad esempio, centri d’accoglienza, stadi, ospedali, completamente abbandonate e ormai prigioniere di una vegetazione che avanza, e allora di fronte a tutto questo ci viene da dire: “Ma come abbiamo fatto a ridurci in questo stato, prigionieri anzi schiavi, peggio che sudditi, di una classe politica indegna di tale nome, arrogante, tutta rinchiusa nella difesa dei suoi privilegi. Quasi come se fosse una nuova nobiltà che sente come suo quello che invece è di tutti!” .

zattera della medusa

 

 

Rinchiusi nella nostra trincea

 

E’ questo quello che noi ci chiediamo continuamente qui a  L’inchiostro fresco. Siamo pochi e sappiamo benissimo che ciò che pensiamo, ciò che diciamo, le nostre azioni contano ben poco, perché spariscono di fronte a quel mare magnum nel quale nuotiamo tutti i giorni. Quel mare dell’individualismo nel quale la nostra società, come una barca senz’ormai una rotta, naviga inconsapevole verso una bufera che la trascinerà nel più profondo degli abissi. Qui all’inchiostro tutto sommato ci sentiamo più fortunati di altre persone che magari, così come noi, vedono e soffrono per quello che sta accadendo. Ci sentiamo fortunati perché per lo meno possiamo scrivere e lanciare,  sia sulle colonne del nostro giornale in formato cartaceo, sia attraverso la rete tramite il nostro sito e i nostri contatti social, questi nostri sentimenti, queste nostre paure, queste nostre denunce. E la nostra segreta speranza è che forse possano servire a qualcosa.

We have a dream

festa_popoli

Ma non demordiamo dai nostri sogni perché, proprio per quelle carenze e per quelle domande che prima ricordavamo, l’Italia, se fosse bene governata, potrebbe diventare, forte della sua Storia passata, uno dei Paesi più belli del mondo, dove, proprio per la struttura geografica stessa di questo meraviglioso Paese, gente proveniente da diversi posti potrebbe, tutta insieme, amalgamarsi creando una nuova e ancora più vasta cultura: una cultura cosmopolita che ci porrebbe all’avanguardia e al di sopra dei contrasti tribali che oggi stanno dividendo il mondo. Un sogno questo? Certamente sì per noi contemporanei, ma forse tra le nuove generazioni vi sarà un qualcuno che, ribellandosi a questo nostro attuale modo di vivere, potrà, assieme ad altri volenterosi, creare le basi per riprogettare in termini migliori più giusti e più equi la nostra società.

Robespierre
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