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La nota di "ermeneutica politica" a firma di Franco Astengo

VUOTO POLITICO

“Ormai spero nella mobilitazione, non più nel Parlamento, votano di tutto”: questa inaudita dichiarazione, pubblicata dal Manifesto oggi 25 Ottobre, non è stata rilasciata da un ignaro passante ma dal segretario generale della FIOM, Maurizio Landini, colui che nel pomeriggio dovrebbe guidare la “passeggiata romana” organizzata dalla CGIL per protestare “gentilmente” assieme ad una presunta sinistra PD e a un altrettanto presunta SeL contro il governo Renzi: il governo della svolta totalitaria, dell’uomo solo al comando, del partito Unico della Nazione, della gestione della ferocia capitalistica in Italia e in Europa.

La dichiarazione di Landini dimostra, in tutta la sua crudezza, il vuoto di analisi politica in cui si trovano i soggetti residuali del sindacato e della sinistra politica italiana: un vuoto al riguardo del quale paiono davvero esigue le forze capaci di contrapporre una lucida capacità d’analisi e di mobilitazione che dovrebbe essere insieme politica e sociale.

FIOM, "MARCIA PER IL LAVORO" DEI TRE OPERAI DELLA FIAT-SATA DI MELFI Matteo_Salvini_1

Sciopero generale proclamato dall’USB, manifestazione della CGIL, “Leopolda” : sono questi i tre punti attorno ai quali, in questo fine settimana, si è sviluppata la dinamica politica a dimostrazione tra l’altro (nonostante le roboanti dichiarazioni di Renzi al ritorno da Bruxelles) come la partita si giochi prima di tutto qui, all’interno di un “caso italiano” di vera retroguardia rispetto al quadro europeo.

Una situazione da cercare di risolvere, prima di tutto, al nostro interno ponendo con grande chiarezza il tema del “vuoto politico” e cercando, appunto, di sviluppare analisi e proposta.

L’analisi ci dice di un secco spostamento a destra del nostro quadro politico: spostamento a destra che si verifica nel posizionamento dei diversi soggetti attraverso il recupero della Lega Nord che si realizza proprio attraverso di una riappropriazione dei temi originari però in chiave nazionalista e anti-europea.

La crescita della Lega Nord (pronta a trasformarsi in “Lega Italia” raccogliendo tutte le frange dell’estrema destra) riduce in una condizione di completa minorità Forza Italia e frange varie consentendo al PD-R (sigla felicemente coniata da Ilvo Diamanti) di occupare totalmente il centro del sistema: un’occupazione che si verifica affermando i principi fondamentali del potere personale, di una politica di potenza che svilisce e derubrica qualsiasi sistema di valori, afferma un nuovo totalitarismo anche sfruttando l’insieme della subalternità al potere dimostrata ampiamente dal sistema dei mezzi di comunicazione di massa, complessivamente intesi (giornali, TV, web e quant’altro).

Uno straordinario processo di manipolazione collettiva  che poggia le sue fondamenta sulla misera condizione materiale di vita di gran parte della società italiana che, sfinita, non riesce a far altro che affidarsi a quello che cercava da tempo e di cui si era già scritto in tempi meno sospetti: una sorta di Lord Protettore, contornato da una cerchia modellata sull’idea di una vera e propria oligarchia, al centro come in periferia.

L’impoverimento generale non provoca conflitto se non in alcune frange politicamente più coscienti: si possono prevedere esplosioni isolate, ma senza organizzazione non ci potrà essere una “raccolta” complessiva delle istanze di conflitto e un rilancio di un’aggregazione antagonista.

Le voci di contrasto a questo stato di cose appaiono poche e isolate: si ravvede anche da questa parte (come nel caso delle dichiarazioni di Landini appena riportate) un irritante gioco alla mistificazione di chi pensa ancora a ritagliarsi spazi ormai totalmente inesistenti.

In una società nella quale gli spazi di partecipazione e iniziativa politica appaiono davvero drasticamente ridotti e poco (e mal) frequentati c’è un unico tema da porre all’ordine del giorno: quello della costruzione dell’opposizione politica.

Il limite delle manifestazioni indette in molte città d’Italia (il cui esito ha complessivamente dimostrato l’esistenza, perlomeno, di una non trascurabile “avanguardia sociale”) in occasione dello sciopero generale indetto dall’USB è stato quello di non aver posto questa questione: dell’opposizione politica , tra l’altro dopo mesi di disquisizioni sul rapporto tra soggetto politico e soggetto sindacale.

Il vuoto politico presente nel sistema italiano nel suo versante di sinistra è davvero rilevante e potrebbe pregiudicare tutti gli sforzi relegando la protesta nell’ambito della subalternità e dell’ambiguità della CGIL, in un quadro del tutto illusorio di ricostituzione di un fantomatico centrosinistra senza comprendere i caratteri di assoluta novità che si stanno presentando sul piano politico: quelli di un regime totalitario (magari legittimato da un esito elettorale “truccato” attraverso la messa in opera di una formula di tipo plebiscitario) con l’assoluta “via libera” al dominio dei padroni.

Senza un’opposizione coerente, rigorosa, capace di aggregare l’insieme dei soggetti di lotta pur presenti nel Paese attraverso una proposta adeguata di costruzione di soggettività il rischio è quello del precipitare definitivo in un regime autoritario di imposizione capitalistica.

Su questa analisi deve essere chiesta una chiara opinione da parte degli esponenti di quella parte di sinistra comunista, anticapitalista, d’opposizione e d’alternativa che sta cercando forme organizzative incerte, assolutamente al di sotto della necessità dell’ora, tendenti a imitare modelli di “apertura” al confronto che si riducono, alla fine, a esprimere Associazioni il massimo della cui attività consiste nella raccolta di firme.

Le leggi della politica sono impietose: il vuoto viene sempre riempito magari, come in questo caso appare assai probabile, dal peggio di un arretramento storico.

 

Franco Astengo
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1 commento

  1. Gian Battista Cassulo

    Franco, ho letto il tuo pezzo qui in redazione e lo condivido, ma a differenza di te qui non siamo poi molto preoccupati perché, come tu sai, la politica non ammette vuoti. E cioè per dirla a uno come te che abita a Savona e che ha il mare davanti agli occhi, la politica è tutta una serie di onde che non si fermano mai. Vengono una dopo l’altra, come in politica vengono uno dopo l’altro partiti e movimenti. Questa successione di onde, nel caso del PD (tanto per restare in tema), l’abbiamo vista a far data dalla “Svolta della Bolognina” sino ad oggi: l’onda del PDS, l’onda dei DS, l’onda del PD ed ora l’onda della Leopolda. Anche nel Centro-Destra, dopo la caduta del Muro di Berlino, abbiamo visto un susseguirsi di onde, con il MIS divenuto AN, il PSI trasmigrato per buona parte in FI, la DC divisa in mille rivoli etc. Quindi in politica il vuoto non ci potrà mai essere, né a Destra né a Sinistra, perché le onde sono sempre in rapida successione tra di loro. Semmai è sull’impetuosità delle onde che dobbiamo interrogarci, perché esse sono più o meno alte a seconda del vento che le sospinge e addirittura, quando soffia lo Scirocco, le onde rischiano una sorta di calma piatta. Ma le onde ci sono sempre. Onde per cui (scusa il gioco di parole), se oggi dobbiamo interrogarci sull’attuale situazione partitica, a nostro avviso più che sui Partiti (le onde) dobbiamo interrogarci sugli interessi che in questo momento, qui in Italia, si stanno disaggregando e riaggregando, ovvero sul vento. Cosa porterà questo vento? E chi ci sta soffiando sopra? Se tu pensi che ormai i grandi gruppi industriali di tradizione italiana stanno cadendo uno dopo l’altro in mano a poteri economici stranieri (Fiat, Ilva, etc), oppure se pensi alla Guerra contro Gheddafi condotta da Francia e Inghilterra con l’appoggio di Obama, e che sostanzialmente era rivolta contro i nostri interessi, il vento che qui in Italia sta soffiando è quello (a mio modesto parere) mirato ad instaurare un Governo fantoccio per permettere ai grandi interessi internazionali di dominare nel nostro Paese. Da qui la nostra “non preoccupazione” per l’attuale fase politica in quanto, quando la gente sarà materialmente toccata nei propri spiccioli interessi da questa non tanto larvata colonizzazione esterna, allora sì che si creeranno le condizioni “dal basso” per rifondare il nostro Stato su basi più eque e solidali. Cosa che sino ad oggi non sono riusciti a fare i partiti della Sinistra ovvero una vera Rivoluzione Sociale. Un abbraccio, Gianni

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