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Il comunicato ufficiale della lista "Viviamo Serra Riccò"

Festa delle Forze Armate, perché non partecipiamo

Viviamo serra riccò Riceviamo e pubblichiamo il comunicato ufficiale dei consiglieri comunali della lista “ViviAMO Serra Riccò”, Cristiano Nattero e Davide Pedemonte, in merito alla Festa Nazionale delle Forze Armate:

Abbiamo deciso di non partecipare alla “Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”.
Il Sindaco ci ha mandato putualmente l’invito per oggi e forse si aspetta che noi, in qualità di consiglieri comunali di Serra Riccò, stiamo nelle istituzioni anche in questi momenti. Noi però non ce la sentiamo: non ci permettiamo di giudicare chi deciderà di partecipare (anzi, alcuni del nostro gruppo ci saranno) ma, per noi, il 4 novembre è una giornata di lutto.
Non riusciamo a tollerare che, invece di commemorare le centinaia di migliaia di vittime della prima guerra mondiale – i milioni di vittime di tutte le guerre! – oggi celebriamo ancora l’assurdo mito della vittoria, l’onore della patria, l’eroismo della guerra. Accettare questa retorica ci avvicina ad accettare tuttele guerre in cui siamo impegnati, anche se le chiamano “missioni di pace” o “operazioni di polizia internazionale”. I nostri governanti ci fanno spendere cifre da capogiro per fare la guerra e per comprare costosissime e tremende tecnologie di morte e poi pretendono di convincerci che “non ci sono soldi“?
Quante risorse sono sottratte in questo modo ai servizi pubblici? Quante alla scuola, alla sanità, ai trasporti, alle famiglie, al lavoro? Col costo di un F35 – circa 122 milioni di euro l’uno – potremmo sistemare tutti i danni del dissesto idrogeologico di tutta la provincia. Ne abbiamo appena ordinati altri 2 ed il piano è di comprarne 90, poi ci sono i 2 miliardi per lo stabilimento produttivo di Cameri e i 3 miliardi per la portaerei Cavour, costruita apposta per gli F35. In compenso, l’esercito si fa pagare profumatamente per intervenire dopo le alluvioni.

Noi non ci stiamo: le Forze Armate servono a fare la guerra, punto. Sono proprio indispensabili, al giorno d’oggi?

Abbiamo deciso di dedicare la mattinata di oggi ad aiutare le persone che stanno ripulendo i nostri rivi dalla vegetazione: è un piccolissimo gesto ma prenderci cura del territorio per cui quei ragazzi furono mandati a morire al fronte ci sembra un modo migliore di commemorarli che non celebrare i gerarchi che li spinsero là anche con esecuzioni sommarie, decimazioni, torture.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali

Costituzione Italiana, Articolo 11

Cristiano Nattero, Davide Pedemonte

 

Lettere alla Redazione
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1 commento

  1. siete dei princianti allo sbaraglio, non si puo’ aggiungere altro.

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