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L'editoriale di Carmelo Balbi

Lettera ad un assessore di Busalla…

Trattandosi di una lettera scritta in forma letteraria come lettera aperta si sarebbe dovuto chiamarla secondo i canoni epistola.

Non si è voluto però creare i soliti equivoci quando la missiva o il breve scritto capita all’attenzione di chi o non vuol capire o proprio non è in grado di cogliere il significato delle parole.

La lettera aperta ha il vantaggio di rivolgersi prioritariamente ad una singola persona e nello stesso tempo di informare lealmente di ciò che in essa è contenuto una pluralità di soggetti in qualche misura interessati agli argomenti trattati.

Nel mondo finanziario la lettera contiene il prezzo al quale chi vuol vendere è disposto a farlo, ma non è questo il caso.

Nell’ambito di ciò che si muove all’interno della municipalità la lettera aperta ad un assessore non ha ovviamente un prezzo, non può essere una richiesta, una candidatura, una presentazione d’altri: è il tentativo trasparente di segnalare qualche prima impressione sulla rinnovata Giunta e sul Sindaco ritornato in sella dopo dieci anni di intermezzo.

Di fare qualche bonario richiamo, di mettere sull’avviso, di richiamare l’attenzione dell’amministratore sugli impegni assunti con l’elettorato.

Sembra uno scherzo, ma scendendo a piedi da Piazza Enrico Macciò, si ritrova il discusso allargamento del marciapiedi, in vista di una diversa circolazione a Busalla, proprio come Loris Maieron l’aveva lasciata, con la medesima pericolosa tentazione di allora di progettare una sala polivalente nel locale ceco degli evaporati mezzi comunali.

Bisogna prendere atto che certe fissazioni, beninteso coltivate da menti sanissime, stentano ad essere cancellate, ma su questo argomento del sottile confine tra slanci di fantasia creativa e sintomi di qualche patologia della mente s’intende ritornare brevemente nel proseguo per dare conto dell’armamentario screditario di taluni personaggi dei quali sarebbe interessante avere veritiero curriculum.

Al nostro assessore si suggerisce subito di evitare un eccessivo presenzialismo che potrebbe portarlo a dover esprimersi su questioni per lui decisamente ostiche: per esempio sulla drammatica storia della tangenziale e sulle prospettive di una sua ripresa in considerazione, per altro da non escludere.

In altri termini sembra intelligente selezionare gli incontri ed evitare le situazioni pericolose : riuscendoci, si può porre mente che altri assessori di un recente passato sono transitati pressoché indenni tra le critiche piovute copiose sul Sindaco e sulla Giunta stessa, riuscendo anche, per ovvie circostanze, ad indossare l’agognata fascia tricolore in occasione della Processione del Santissimo Nome di Maria ed altre.

C’è invece molto da fare nelle così dette piccole cose che poi non sono così facili da sistemare: il problema di un miglior servizio della raccolta e del conferimento dei rifiuti solidi urbani deve vedere l’impegno di tutta la Giunta e non ci si può sottrarre.

Così come un ripasso sulla “via dello smaltimento” deve essere fatto per avere coscienza delle conseguenze e dei possibili rimedi quando avverrà, si dice presto,la saturazione della discarica controllata così detta della “Birra”.

Sul punto è importante il contributo di idee delle minoranze consiliari e in particolare di quella che, avendo una lunga storia nel DNA di gestione amministrativa in Vallata, in Provincia e in Regione Liguria, ha svolto, a suo tempo, un ruolo determinante nella scelta cervellotica del sito nel quale scaricare in modo controllato tanti rifiuti senza preoccuparsi responsabilmente negli anni successivi di individuare una soluzione praticabile per “il dopo” che non debba gravare eccessivamente sul costo complessivo del servizio, a danno dei cittadini inermi.

Anzi, proprio su questo tema e su quello di un pressoché inesistente Servizio Sanitario Pubblico a Busalla, l’assessore al quale è rivolta questa epistola potrebbe testimoniare che chi, come il latore della presente, si è preso la libertà di avanzare qualche motivata riserva è stato definito fuor di testa, pazzo o giù di lì.

Al tale anatema sembrava sufficiente rispondere, avendo discreta idea degli autori, con una popolare figura retorica nel caso sempre valida e cioè la storia dell’asino che da del cornuto al bue !

Ma poi riflettendo, come l’assessore sa fare, qualche dubbio sulla originalità o meno della triste invettiva inevitabilmente viene !

E il pensiero va alle frequentazioni assidue di taluni personaggi con chi avrebbe “l’obbligo di osservare il segreto su tutto ciò che gli è stato confidato, che vede o che ha veduto, inteso o intuito”.

Comunque stiano le cose non sono certo queste sottili valutazioni che devono indurre l’assessore a tenere la guardia alta. E’ il momento delle profonde perplessità !

Certo è che la lettera ad un assessore deve avere un’estetica. Dovrebbe formare un involucro e poi sigillata con una striscia di carta detta “nizza”o, come avveniva in passato, con ceralacca o l’”ostia”.

L’assessore deve contentarsi del frutto di un computer e delle poche idee che accompagnano un sostanziale apprezzamento per l’ attività svolta assieme a qualche raccomandazione.

Dott. Carmelo Balbi
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1 commento

  1. La possibilità di leggere / dialogare e’ sempre molto importante, anche quando ci possono essere idee contrastanti, però si denotano purtroppo in queste “epistole” mediocri concetti personalizzati di difficile comprensione, in cui la lettura alla fine non Ti lascia che, purtroppo, l’esposizione di un giudizio dell’argomento che possa essere analizzabile nel fatto: in sintesi “MA COSA HA VOLUTO DIRE”?.
    La vera cultura, cosa che di certo non ho io, e’ quella di riuscire in poche righe a trasmettere concetti e/o spiegare situazioni facilitando il lettore, irrudendolo con poco a una chiara presa visione di un determinato argomento.
    Certo che la semplicità nell’espressione, non consente l’esposizione culturale dello scrivente, in compenso però aiuta il lettore all’interpretazione, anche perchè l’importante non e’ leggere ciò che c’e’ scritto, ma e’ riuscire a capire ciò che vuol dire chi scrive!!!!!!!
    lL medicina ideale per curare certe fome e’ meno saggezza e più semplicità.
    Grazie e saluti

    M.Tamagno

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