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l noto produttore agricolo di Tiglieto Giorgio Dalpian ci fa scoprire la cultura della terra

Non perdiamoli…saperi e sapori: lo sciroppo di rose “Dalpian”

Premetto non sono un giornalista e non sono un gastronomo, sono semplicemente un cuoco contadino autodidatta. Vorrei però dire ai lettori di tener in vita quelle tradizioni che io chiamo necessità e che i nostri antenati ci hanno trasmesso per anni e anni rispettando la natura. Oggi parliamo di rose e di sciroppo di rose. Quasi tutte le famiglie genovesi che avevano la possibilità di un piccolo pezzetto di terra o un terrazzo sui tetti di Genova coltivavano una pianta di rose. Non le rose da giardino bellissime ma le rose da sciroppo: centofoglie, rugosa, gallica, musciata, forse meno appariscenti ma profumatissime e ricche di proprietà benefiche per l’uomo. Noi genovesi da questi petali raccolti al momento giusto ne abbiamo ricavato un infuso e poi uno sciroppo che per anni nei tempi passati ci invidiava tutta Italia. Con l’evento dei prodotti industriali, la chimica, i coloranti, i cosi detti aromi, si era quasi persa questa bontà naturale che deliziava grandi e piccini nei mesi estivi. Un piccolo gruppo di contadini che avevano mantenuto queste varietà di rosa (che i genovesi avevano importato dal medio Oriente) hanno ripreso a coltivarle negli anni ‘90 e hanno riproposto lo sciroppo. Piano piano il consumatore ha ripreso ad apprezzare e i giovani agricoltori hanno aumentato le colture e lo sciroppo a conquistato una sua piccola quota di mercato. Nel 2004 Slow Food lo ha inserito nell’arca dei prodotti da salvare ed è un presidio. Il presidio riunisce coloro che producono lo sciroppo di rosa secondo la ricetta tradizionale genovese utilizzando i petali delle varietà su elencate, coltivate in modo sostenibile senza pesticidi e fertilizzanti chimici.

Lo sciroppo di rose "Dalpian" in bella mostra nella vetrina della redazione de "l'inchiostro fresco" in via Municipio 20 a Novi Ligure

Lo sciroppo di rose “Dalpian” in bella mostra nella vetrina della redazione de “l’inchiostro fresco” in via Municipio 20 a Novi Ligure

 

 Ricetta

 

Per la ricetta dell’infuso si immergono i petali in acqua precedentemente portata a ebollizione con alcune fette di limoni. Si spegne il fuoco e si lascia macerare il tutto per 24/36 ore. Si filtra il liquido, si torchia la massa dei petali residua e si aggiunge lo zucchero. Si riporta ad ebollizione per 10 minuti. Si versa il contenuto in piccole bottiglie. Lo sciroppo di rosa ha proprietà rinfrescanti, remineralizzanti da bere con l’aggiunta di acqua fresca o tiepida. Oggi è molto apprezzato anche sullo yogurt, sul gelato fior di latte e nel thè. Io l’ho proposto come “bagna” nella torta di compleanno di mia nipote Alessia ed è stato un successo con tutti i suoi amici. Provate!

Dosi per 1 lt. di sciroppo:

g 400 petali                 2/3 fette di limone                  lt 1 di acqua                kg 1 zucchero

 

 

 

Giorgio Dalpian
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