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Impugnano anche il primo lotto del terzo valico.

Afa, pro natura e numerosi cittadini

Riceviamo e pubblichiamo

Le associazioni Amici delle Ferrovie e dell’Ambiente – Afa, Pro Natura e vari cittadini della Vallemme, di Arquata Scrivia e di Novi Ligure hanno impugnato davanti al Tar Lazio la determina con cui il Ministero dell’Ambiente ha approvato la verifica di ottemperanza del primo lotto del progetto esecutivo del Terzo valico dei Giovi. E’ il quarto ricorso presentato dal 2013 a oggi; in precedenza erano stati impugnati l’autorizzazione del medesimo Ministero all’avvio in via anticipata dei lavori, il Piano di utilizzo delle terre da scavo e il Piano di reperimento materiali litoidi, meglio conosciuto come Piano Cave. L’ incarico è stato nuovamente affidato agli avvocati Mattia Crucioli ed Emiliano Bottazzi.

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Si è deciso di ricorrere chiedendo l’annullamento di questo e dei precedenti atti per ribadire l’opposizione a un’opera inutile e dannosa, di cui nessuno ha mai ufficialmente dimostrato l’utilità. Nel dettaglio, dall’analisi del primo lotto sono emerse, ad avviso dei nostri legali e nostro, una serie di violazioni amministrative per le quali si chiede l’espressione del TAR Lazio. In particolare, si ritiene violato il principio di precauzione: nel dare il via libera  all’avvio dei lavori, il Ministero ha indicato 25 prescrizioni alle quali il consorzio Cociv dovrà ottemperare non si comprende bene con che tempi e in che modo; si ritiene che tutte le carenze ancora presenti nei progetti avrebbero dovuto essere risolte definitivamente dall’esecutivo. Queste lacune non avrebbero dovuto, a nostro avviso,  permettere l’avvio delle attività

terzo valico cena 21 novembre

Ad esempio, nel 2006, il Cipe, nell’approvare il progetto definitivo, aveva imposto una serie di campionamenti ante operam di alcuni siti in provincia di Alessandria al fine di rilevare la presenza di sostanze inquinanti. Co.civ non ha ottemperato a tale prescrizione, ma rimanda ad un’ulteriore fase successiva con il benestare del Ministero che si è limitato ad imporre una prescrizione priva di scadenza e  di indicazioni su cosa fare nel caso di ritrovamento di sostanze inquinanti.

Uno degli altri punti sostanziali del ricorso è lì indeterminatezza del tracciato. Infatti, sempre il Cipe, nel 2006, aveva imposto uno studio di fattibilità sulla eliminazione dello Shunt (la “deviazione” del Terzo valico verso la linea per Torino) tra Novi Ligure e Pozzolo Formigaro e quindi sul passaggio dei treni del Terzo valico in città, a Novi. A oggi, con i cantieri avviati, non si sa ancora se questo raccordo verrà fatto. Si tratterebbe di una modifica sostanziale del progetto, un’opera del tutto diversa anche dal punto di vista del Piano cave e soprattutto per l’impatto sull’abitato di Novi in caso si optasse per far transitare i treni AV nel centro abitato. Il tracciato dovrebbe essere un punto fisso non modificabile già dall’approvazione del progetto preliminare, mentre ad oggi i cittadini non sanno quale sarà la soluzione adottata.

I nostri legali hanno chiesto la sospensiva per la determina di approvazione del primo lotto ma è molto probabile che il Tar unifichi questo ricorso a quelli precedenti, pronunciadosi direttamente nel merito a gennaio.

La nostra battaglia legale ha costi elevati, sostenuti da noi senza alcun finanziamento esterno. Cogliamo l’occasione per ricordare che venerdì 21 novembre, al ristorante Jolly di Mornese, si terrà una cena di finanziamento del ricorso organizzata dal circolo Vallemme Terra e libertà di Gavi. Prenotazioni: 347/0679591, 0143/636225, 349/6724348.

 

per info: Gianni Repetto (335/6961367)

Redazione
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