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La redazione de “l’inchiostro fresco” è andata a far visita alla redazione de “l’inchiostrino” della 5°B, presso la Scuola Primaria Giovanni Pascoli di Novi Ligure

Un Natale a misura di bambino

In vista della preparazione del numero cartaceo de “l’inchiostro fresco” che sarà in edicola ai primi di dicembre, la nostra redazione ha fatto visita alla classe 5° B della Scuola Primaria Giovanni Pascoli di Novi Ligure,  per concordare con gli alunni  le pagine natalizie de “l’inchiostrino”.

Gian Battista Cassulo e Mattia Nesto si sono ritrovati all’improvviso in un altro mondo: il mondo di una classe dalla fervida immaginazione e animata da un grande spirito di partecipazione, il tutto stimolato della maestra Gianna Timossi. Gli alunni, oltre all’ovvio entusiasmo per le tradizionali vacanze sotto l’albero di Natale, ci hanno stupito per la loro capacità di sapere unire quello che nell’immaginario collettivo sono le feste del buonismo con il difficile momento economico che stiamo attraversando, non solo limitandosi a questa constatazione, ma anche avanzando proposte di rilancio, nel caso specifico, del “Natale a Novi”. Un bel colpo giornalistico questo, realizzato da bambini nati nel 2004, anch’esso un anno cruciale che ci ricorda la fine della seconda guerra in Iraq, i cui strascichi li stiamo sentendo ancora adesso.

A scuola d'inchiostro In classe si legge l'inchiostro Un saluto dalla 5 B Una classe unita

Si potrebbero organizzare dei cenoni in negozi o edifici adesso abbandonati, così da rendere vivi dei luoghi che ora sono morti” dice una bambina dai capelli castani, subito spalleggiata da una compagna “In questi negozi che oggi hanno le saracinesche abbassate e sono tutti sporchi, si potrebbe installare dei laboratori, magari in collaborazione con la Novi o la Pernigotti, dove bambini e genitori potrebbero cucinare dolcetti, cioccolatini e perché no, anche realizzare palle di Natale, così poi da addobbare un grande albero da piantare al centro di piazza Delle Piane”. L’idea del grande albero di Natale illuminato pare stuzzicare la fantasia dei bambini, soprattutto per rendere più viva la città anche nelle ore serali “Un bell’albero di Natale, alto e maestoso, ai cui piedi possa sorgere il villaggio di Babbo Natale, con gli elfi che accolgono tutti i bambini – ci dice un ragazzo pieno di entusiasmo- Ci si potrebbe mettere d’accordo con i commercianti di Novi: una piazza viva con tanta gente e i negozi aperti anche nelle ore serali sarebbero una bellissima cosa. Non voglio vedere la mia città senza luci e silenziosa durante le sere di festa”.

Molti bambini si sono dimostrati sensibili a proposito del tema della disoccupazione “Perché non prendere le palestre chiuse che ci sono in giro per la città – ipotizza un ragazzo che quasi si lancia dal banco nella foga del discorso – e adibirle a parco giochi al coperto per bambini, mettendoci dentro gonfiabili e scivoli. Il tutto sarebbe sorvegliato da persone disoccupate, così almeno sotto Natale potrebbero guadagnare qualche soldino”. Alle bambine e ai bambini sta molto a cuore il tema di stare assieme durante le feste, organizzando in città luoghi di aggregazione ad hoc “Perché non far girare una specie di slitta trainata da cani di grossa taglia che distribuisca caramelle e dolciumi a tutti i bambini – propone una bambina amante degli animali – E magari farla andare sino in Castello, dove predisporre un campo o uno spiazzo con la neve artificiale, allestendo dei tornei di palle di neve – le fa eco un ragazzo che non vede l’ora di scendere a singolar tenzone con i suoi amici in queste epiche sfide.

Notevole poi è stato per la redazione osservare come tanti ragazzi abbiano dimostrato interesse per il Parco Castello, sentito non come luogo avulso e staccato dalla città di Novi, ma come parte integrante, anche se un poco dimenticata negli ultimi tempi “Si potrebbero costruire anche dei pupazzi di neve, sempre con la neve artificiale. E poi,  – afferma un ragazzino dai capelli sparati –  proprio come nel gioco Angry Birds, fare delle sfide su chi li butti giù prima, magari con fionde o fucili spara-patate”.

Gli alunni, durante le loro proposte, si sono sempre preoccupati di legarli alla loro reale fattibilità, ipotizzandone i costi, sia  torneo di palle di neve del mercatino, dimostrando in tal modo un grande pragmatismo e razionalità. Pragmatismo e  razionalità che ci hanno riconfermato anche nel momento dei saluti, quando la redazione de “l’inchiostro fresco” ha fatto la fatidica domanda “Chi crede a Babbo Natale alzi la mano”. La risposta a questo sondaggio d’opinione non s’è fatta attendere: in una classe di 22 alunni soltanto tre hanno alzato la mano. Gli altri 19 non credono a Babbo Natale.

Una classe solo razionale quindi? Che ha perso la fanciullezza? Sono finiti ormai  i tempi dei sogni d’infanzia? Niente affatto, si sono solo un po’ modificati. E a certificarlo arriva un bambino che, dopo aver detto di non credere a Babbo Natale, si è affrettato ad aggiungere, come se fosse una cosa ovvia “A Babbo Natale non ci credo, credo però nello Spirito Natalizio”. Un bel modo per salutarci da una classe di “giovani e fervide menti”.

Mattia Nesto
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