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Una riflessione " a cuore e mente aperte" di Pier Carlo Lava

La vita umana vale sempre meno

In Africa ci sono paesi dove la vita umana non ha alcun valore, dato che praticamente ogni giorno con una facilità impressionante, vengono uccisi o mutilati, uomini, donne e bambini solo perche professano una fede diversa, oppure perchè sono di un altra etnia o per guerre finalizzate alla conquista del potere.

Nell’occidente industriale e civilizzato le riteniamo una barbarie da terzo mondo, atrocità che vengono commesse in paesi non ancora evoluti, dove non esiste un minimo di cultura e di progresso. Value-of-Life-EL2

Questi popoli sono ancora ben distanti dalle conquiste, che invece nel mondo occidentale, abbiamo raggiunto dopo i secoli bui della storia e senza andare tanto indietro nel tempo basti pensare a quello che è successo nel 900, segnato dall’inutile tragedia che ha mietuto milioni di vittime in due guerre mondiali.

Differenze con quello che noi consideriamo terzo mondo e sulle quali però sarebbe il caso di fare un esame di coscienza e una riflessione. Da qualche anno infatti la cronaca del nostro paese ci riporta con una certa frequenza episodi di criminalità più o meno organizzata e in particolare di femminicidio.

Una situazione in crescendo che, considerando il nostro livello di sviluppo industriale e culturale, lascia alquanto perplessi e proprio in considerazione di questo, pur facendo le debite proporzioni, potremmo dire che in fondo forse non ci sono grandi differenze con quanto succede in altri paesi in aree del mondo meno civilizzate.

Il termine Femminicidio è stato coniato da una criminologa statunitense, Diana Russell, nel 1992, ma da noi l’utilizzo di questo concetto è recente.

Il Femminicidio è un neologismo che sottende l’esigenza di definire una particolare forma di violenza perpetrata nei confronti delle donne, una violenza legata alla loro identità di genere. I dati ci dicono che in Italia il femminicidio è la causa principale della morte di donne tra i 14 e i 45 anni e la percentuale più alta di questa forma di violenza si registra al nord: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto.

Trattare i numeri dei femminicidi che avvengono nel nostro paese è complicato dal momento che nessuna istituzione o ente specializzato si occupa in modo specifico e approfondito di questo fenomeno. Dai dati che si possono reperire dai media (ma potrebbero essere sottostimati) si parla di 137 vittime nel 2011, 124 nel 2012 e 128 nel 2013 (oltre a 47 tentati femminicidi) e nel 2014 sono già 90. (il 60% dei delitti avviene nel contesto di una relazione intima tra la vittima e l’autore del reato).

Ogni anno nel mondo sessantaseimila donne e bambine vengono uccise, una cifra impressionante che rappresenta un quinto di tutti gli omicidi. Il dato è relativo al periodo 2004-2009 e viene fornito dalla Small Arms Survey, un progetto che diffonde informazioni imparziali sulla violenza e la diffusione delle armi a livello internazionale, oltre a Stupri e violenze di gruppo sulle donne, compiute anche dalla polizia come ultimamente sta succedendo in India (fonte di tutti i dati Internet).

Alla luce di questo scenario dobbiamo purtroppo concludere, senza tema di smentite, che la vita umana e non solo nei paesi del terzo mondo, man mano che passa il tempo, vale sempre sempre meno.

Pier Carlo Lava
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