Home | Entroterra Genovese | La “Belle Epoque” di Pipein Gamba a Campomorone

Con una mostra nella Galleria d'Arte "Il Crocicchio"

La “Belle Epoque” di Pipein Gamba a Campomorone

Gli anni ruggenti della Belle Epoque sono in mostra, fino al 21 novembre, alla Galleria d’arte “Il Crocicchio” di Campomorone, la galleria, in occasione del suo quarantesimo anno di attività ha allestito ed organizzato una mostra interamente dedicata a Pipein Gamba, illustratore e narratore.

L’attività di Pipein Gamba, all’anagrafe Giuseppe Garuti, inizia nella centralissima Galleria Mazzini che, dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni della Prima Guerra Mondiale fu il “salotto” della Genova che contava, frequentato e vissuto soprattutto dagli intellettuali, genovesi e non. Negli anni settanta del XIX secolo vennero aperti nella Galleria locali rinomati quali café-chantant, ristoranti e librerie, uno dei più vivaci a livello intellettuale fu il Ristorante della Posta, detto “da Pippo”, allegro e scanzonato, vissuto soprattutto la sera e dagli uomini. Galleria Mazzini, grazie alla vicinanza con il Teatro Carlo Felice e la presenza di questi locali, fu luogo di piacere e svago e di contemporaneità artistica. Anche a Genova si respirava pienamente l’atmosfera “fin de siècle” nel periodo della Belle Epoque, ricco di cambiamenti sociali, di costume e in piena evoluzione economica, prima della brusca fine avvenuta con lo scoppio della Grande Guerra.

Uno degli interpreti degli anni d’oro della Belle Epoque genovese fu proprio Pipein Gamba. Pipein, il cui vero nome era Giuseppe Garuti, nacque a Modena il 10 novembre del 1868, da ragazzo si dedicò al disegno e, ancora minorenne, collaborò a periodici satirici modenesi, nel 1888 si trasferì a Genova, dove visse tutta la vita e dove, nel 1889 iniziò a collaborare con la tipografia Armanino e gli editori Fratelli Tasca e, soprattutto con diverse riviste umoristiche e satiriche.

Nel 1892 Pipein Gamba esordì nel mondo del teatro come scenografo e costumista, nell’opera lirica “Cristoforo Colombo” di Illica e Franchetti, dedicata ai quattrocento anni della Scoperta delle Americhe, che venne rappresentata al Teatro Carlo Felice. Nel 1898 incontrò il grande scrittore di avventura Emilio Salgari, con il quale iniziò un grande sodalizio, sia professionale che personale. Pipein Gamba si specializzò nell’illustrazione delle pubblicità dell’epoca, dei manifesti e, appunto del teatro, diventando anche ispettore scenico-artistico al Teatro Carlo Felice, ruolo che lo portò a collaborare con i più importanti teatri italiani quali la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli e molti altri ancora.

La mostra di Campomorone, che gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale, rimarrà aperta tutti i giorni, ad eccezione del lunedì, fino a venerdì 21 novembre dalle ore 10:00 alle ore 12:30 e dalle ore 16:00 alle ore 19:30.

Fabio Mazzari
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

1 commento

  1. Mattia Nesto

    Magnifica iniziativa, complimenti per l’idea e per il cronista che l’ha “scovata”!

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina