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Il capogruppo della lista ViviAMO Serra Riccò fa il bilancio di sei mesi di opposizione

Cristiano Nattero : Vogliamo una politica più partecipata

cristiano nattero L’Inchiostro Fresco riprende il suo viaggio nella politica dell’entroterra genovese, ricominciando da Serra Riccò, dove abbiamo intervistato il capogruppo dell’opposizione, Cristiano Nattero, che ha parlato della situazione politica nel Comune dell’alta Val Polcevera e dei suoi problemi. A breve intervisteremo il Sindaco, Rosario Amico, per sentire la voce della maggioranza.

Natttero, la lista “ViviAMO Serra Riccò” è rimasta molto attiva anche dopo le elezioni, dove avete ottenuto un risultato sorprendente…

Sì, assolutamente: servono soluzioni ai molti problemi del territorio e le persone che si rivolgono a noi sono sempre di più. Il nostro impegno continua e non riguarda solo gli eletti in Consiglio: abbiamo avviato un movimento ed un’idea di Comune più forti dei singoli attivisti e destinati a durare ben oltre le elezioni.

Alcuni hanno dato una collocazione politica alla vostra lista, cosa c’è di vero?

Siamo indipendenti dai partiti. E’ vero che abbiamo convogliato simpatizzanti di schieramenti diversi, a partire da Tonino Cancelliere, consigliere nella scorsa legislatura per Rifondazione Comunista e tra i primi promotori di questo gruppo, per arrivare ad attivisti del Movimento 5 Stelle ed a persone legate al centro destra. La maggior parte di noi però non si riconosce in nessuno schieramento e non ha neppure mai avuto esperienze nelle istituzioni, prima di questa. Ecco perché rimaniamo coerenti con la nostra scelta di non metterci in testa nessun cappello.

Sicuramente la vostra idea era quella di uno svecchiamento della politica locale…,

Certamente, abbiamo sperimentato metodologie partecipative, partendo dalla società civile. Dall’altra parte avevamo di fronte persone che, cominciando dallo stesso sindaco, sono professionisti della politica di lungo corso. Inoltre, malgrado Amico sia un uomo del Partito Democratico, ha nella sua lista persone che cinque anni fa erano candidate con il centrodestra…

La vostra lista si potrebbe definire come uno dei primi esperimenti di alleanza tra sinistra e pentastellati…

Quando viene detto si arrabbiano sia quelli di SEL e Rifondazione, sia quelli dei Cinque Stelle sia, soprattutto, chi non fa parte di nulla (dice ridendo, ndr). Scherzi a parte, credo che l’esperimento riuscito sia stato lavorare sui metodi e sugli obiettivi. Ci sono altre esperienze di successo di questo tipo in giro per l’Italia, ad esempio io ho amici a Messina, dove l’attuale Sindaco, Renato Accorinti, pacifista ed ativista nonviolento, ha vinto con una lista non molto diversa dalla nostra. In generale concordo con Davide Pedemonte, nostro consigliere, che ci mette sempre in guardia dalle etichette, che dicono cose belle di noi ma ci ingabbiano in ruoli troppo stretti. In questo senso non siamo necessariamente antagonisti ma propositivi, anche in Consiglio Comunale.

Cosa ne pensa di questi primi cinque mesi dell’amministrazione di Rosario Amico?

Le cose che sono venute fuori sono state, secondo me di basso profilo, in linea con la gestione precedente. Il Sindaco ha tenuto la delega ai lavori pubblici ed all’urbanistica: troppo, edilizia privata e pubblica a nostro parere dovrebbero essere distinte. In questi mesi ci sono stati due consigli importanti: l’approvazione del bilancio (con tantissime pratiche in appena tre giorni di preavviso) e delle linee programmatiche, una vera rassegna di obiettivi al ribasso. Sono sicuramente periodi difficili per chi amministra ma mancano due cose: l’apertura alla partecipazione, perché i cittadini sarebbero disposti a collaborare, ed una visione di insieme sul futuro del nostro Comune.

Uno dei vostri punti era quello di aumentare e migliorare la raccolta differenziata, a che punto è attualmente a Serra Riccò?

Molto male, in dieci anni siamo passati appena dal 9 al 17%, e l’Amministrazione era sempre la stessa! La raccolta differenziata, comunque, da se, è un parametro che dice poco, bisogna invece iniziare a considerare la quantità e la qualità dei rifiuti prodotti. Esiste una proposta di legge di iniziativa popolare che si chiama “Rifiuti zero”: se venisse approvata andremmo all’avanguardia in tutta Europa. Ci sono molti comuni italiani, come ad esempio Capannori in Toscana o Ponte nelle Alpi, in Veneto, che eccellono nella gestione dei rifiuti. Ponte nelle Alpi tra l’altro ha una popolazione comparabile con la nostra ma su un territorio più grande, a dimostrazione che la strategia Zero Waste è fattibile: non ci sono scuse per non provarci!

Quali sono gli altri punti su cui ViviAMO Serra Riccò si sta impegnando?

Innanzi tutto la trasparenza: il Comune di Serra Riccò viola i requisiti di legge. Poi la partecipazione attiva delle persone, indispensabile per prendere decisioni che riguardano l’intera comunità. Ad esempio, una delle proposte che abbiamo lanciato nell’ultimo consiglio monotematico sull’alluvione, era di convocare un tavolo dove confrontarci, insieme ai cittadini, sia per definire linee guida da recepire nel PUC, sia per organizzare la manutenzione del territorio, anche ricorrendo ai volontari. Purtroppo l’amministrazione ha respinto la proposta e ci ha concesso solo la convocazione della commissione del territorio in forma aperta. Saranno spaventati dai loro stessi cittadini?

Fabio Mazzari
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