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Marco Bagnasco analizza il pensiero di Marco Travaglio sul partito “Centro Democratico”

Parole al veleno ma a per informare

Riceviamo e pubblichiamo

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Si può non condividere (e io sono di quelli) molte intemperanze e molte posizioni di Marco Travaglio, ma non l’acutezza di certe osservazioni che – strappandoti un sorriso amaro – ti fanno riflettere.
Mi rifaccio all’ultimo pezzo dal titolo “Sali e Tabacci” (il riferimento è al leader del Centro Democratico, partito che nei sondaggi è rappresentato alla voce “altri”) dove il giornalista del Fatto Quotidiano, oltre ad ironizzare sull’accordo-non accordo tra Renzi e Berlusconi sull’Italicum – legge elettorale che a mio modesto avviso è e resta orribile perché garantisce la nomina da parte di pochi di oltre 400 dei 630 deputati dopo aver reso non eleggibile il Senato – ironizza, giustamente, sulla pletora di sedicenti leader che affollano le riunioni delle maggioranze, di destra o sinistra o centro poco importa.
Le sigle più improbabili finiscono per avere dignità di parola (e qualche volta di posto in lista) con “rappresentanti” che, in realtà, non rappresentano nessuno se non le proprie personalissime speranze di ricollocazione.
E questo non avviene solo a livello nazionale. Con la conferma – un disastro – di un listino di 6 nominati alle regionali liguri (gente che vincerà la lotteria senza pagare neppure il biglietto) si aprirà una guerra senza esclusione di colpi alla quale parteciperanno senza alcuna vergogna ma con grande impeto le varie formazioni “zerovirgola”.
Lo dico da convinto assertore di uno sbarramento basso per l’accesso alle assemblee, diciamo il 3%. In fondo a livello nazionale sono più di un milione di voti, mica noccioline.
Il PD busallese (1400 voti alle ultime europee) aveva – come noto – chiesto tre cose chiare e nette: rinvio delle primarie ad una data più accettabile, eliminazione del listino e doppia preferenza di genere.
Niente da fare.
Ora magari sarebbe utile sapere – come chiesto da “Punto… a capo” (900 cittadini in fondo ci hanno messo la X) che ne sarà della RSA, del Piano Urbanistico e della Raccolta differenziata, tre cose che credo interessino ai cittadini più delle alchimie dei “cambiatori di maglietta” seriali.
Il luogo deputato a discuterne è il Consiglio Comunale: poi di sicuro il confronto pubblico può avere altre sedi – anche virtuali come i siti o su facebook – ma, onestamente, non mi sembrano rilevanti le elucubrazioni della premiata ditta locale “Sali e Tabacci” che ha portato a casa meno preferenze delle dita delle mani.
Cinque anni fa il sindaco uscente si candidò con il sostegno – si fa per dire – di 3 partiti che oggi, messi assieme, non arrivano al 2% e i cui rappresentanti locali nel frattempo sono migrati verso altri lidi. E l’esito delle comunali né è stata la più chiara prova.
Che questi “ex-tutto” (per dirla con Travaglio) attacchino il PD si può capire, è l’unico partito organizzato a livello locale che esprime posizioni politiche: che abbiano tanto spazio senza proporre nulla di più coerente dell’eco delle peggiori battute raccolte nei bar dopo la quarta birra è mistero degno della Madonna di Fatima.

Marco Bagnasco Busalla Democrati
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