Home | Novi Ligure e il Novese | Da che parte tira l’economia?

Un convegno, organizzato in occasione dei cinquant’anni della rivista “Panorama di Novi”, a Novi Ligure per capire le sorti dell’economia cittadina

Da che parte tira l’economia?

Non volevamo fare la classica auto-celebrazione in cui tutti quanti ci si diceva bravi a vicenda. Piuttosto organizzare un qualcosa che potesse essere utile per la città, un evento con gli occhi rivolti al futuro”  ci dice il direttore di “Panorama di Novi Ligure” Alberto Masoero. E la giornata di sabato 15 novembre è stata giustappunto questo, un momento per guardare al futuro, l’occasione per ri-pensare le cause della crisi economia in cui versa la cittadina, per osservare gli esempi positivi che ci vengono da imprenditori e aziende locali e, soprattutto, le soluzioni per uscire “dal tunnel”.

WP_001182 WP_001186

Nonostante un tempo che definire inclemente è dire poco (fortissime precipitazioni e allagamenti in tutte le zone del novese, ovadese e basso Scrivia), l’auditorium della Biblioteca di Novi era gremito da un pubblico attento e partecipato, dove spiccavano gli ultimi tre sindaci della città: Mario Lovelli, Lorenzo Robbiano e Rocchino Muliere. Proprio Muliere ha voluto, nel suo discorso iniziale, ricordare come “Panorama è una voce forte e chiara nell’ottica del pluralismo di voci in città. È un giornale che si legge, non che si sfoglia. Io tutti i venerdì lo leggo avidamente e vi trovo sempre spunti, proposte e critiche costruttive”. Dopo il discorso dell’avvocato Piero Vernetti che “nonostante la crisi si dice fiducioso per il destino di Panorama, almeno per i prossimi cinquant’anni” è iniziato la tavola rotonda. Tavola rotonda che ha visto come moderatore Alberto Masoero, che ha sottoposto domande non scontate agli ospiti: Gino Boggeri (Presidente cda Boggeri spa, Tesoriere Comitato di Presidenza Ance Alessandria), Riccardo Manes (Direttore stabilimento Davide Campari Milano spa Novi Ligure), Massimo Merlano (Presidente Associazione Commercianti Novi Ligure) e infine Luigi Serra (Amministratore Delegato Serra Industria Dolciaria srl, Presidente Sistemi Formativi Confindustria). Durante le varie domande e risposte si è potuto capire come la crisi economica abbia intaccato numerosi settori basilari dell’economia della città. Tuttavia essa rimane forte e salda, soprattutto nel comportato commerciale, dolciario e industriale. Il fatto che numerosi investitori stranieri (dall’Ilva alla Pernigotti) abbiano manifestato interesse per le industrie locali non dev’essere vista come fonte di preoccupazione, bensì di nuove sfide ed opportunità. Ha molto colpito la platea l’intervento di Riccardo Merlano, il quale ha ricordato che “Quando l’Outlet si è installato a 3 km da Novi, americani e canadesi avevano certificato l’azzeramento del tessuto commerciale novese, non sapevano solo la data. Eppure dopo dieci anni sono tornati e ci hanno dato atto di aver saputo resistere alla grande, con idee creative come la solidarietà legata al commercio oppure i Venerdì di Luglio (prima città in Italia ad averli ideati), che ci hanno copiato un po’ tutti dopo”.  Se l’economia di Novi sarà ancora legata ai vecchi schemi, ai vetusti modus operandi e agli antiquati sistemi di sponsorizzazione, avrà “un triste epilogo” brutta fine. La sfida per i prossimi anni è quella di ripensarla senza distruggere ciò che di buono si è fatto nel passato. Il motto della città, “In novitate vivam”, è oggi attuale più che mai.

 

Mattia Nesto
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina