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I duelli de l'inchiostro fresco

Tor Sapienza: scontri sociali nel cuore della Capitale

Con tutti i loro limiti, gli abitanti delle borgate esprimono un malessere legittimo

 

Tor Sapienza? Brutti, sporchi e cattivi. Ma hanno ragione

Tor Sapienza

 

Di recente, gli abitanti del quartiere romano di Tor Sapienza si sono lamentati contro gli immigrati ospiti di un locale centro di accoglienza. La protesta, che ha incluso il lancio di bombe carta, l’incendio di cassonetti ed il danneggiamento di macchine, secondo i residenti è stata motivata dal comportamento degli immigrati.

In stragrande maggioranza, opinione pubblica e politica si sono schierati contro gli abitanti del quartiere, accusandoli di legami con l’estrema destra, di essere al servizio (o di essere loro stessi) degli spacciatori, al meglio di essere burattini ignoranti  nelle mani di manovratori occulti.

Allora, in sintesi gli abitanti di Tor Sapienza sono brutti, sporchi e cattivi? Si, ma lo sono perchè sono i più deboli dei cittadini.

Sono poveri, magari poco istruiti, perchè è difficile che nelle borgate viva un grande chirurgo od un manager.

Sono spacciatori? Alcuni si, probabilmente. Questo basta a squalificare un intero quartiere?

Sono fascisti? Alcuni di loro saranno legati a partiti di estrema destra, altri penseranno magari che un mondo “legge, ordine e manganello” sia meglio della democrazia sgangherata in cui ci troviamo. E perchè non dovrebbero pensarlo? Le borgate romane sono uno dei peggiori esempi di mala politica italiana, un misto di scempi architettonici e di posti pubblici assegnati in cambio di voti. Finita la (brutta) epoca del clientelismo, le borgate sono state abbandonate: dallo Stato in generale, con assenza di servizi e sicurezza, e dalla sinistra in particolare, pronta a disprezzare chi ci vive e lasciarli in cambio della tutela senza se e senza ma del migrante. E’ così strano che i locali provino simpatia per le uniche formazioni che mostrano un minimo di interesse e solidarietà?

Il malessere degli abitanti di Tor Sapienza è sensato e le loro proteste in nome della legalità sono legittime: per quanto brutti sporchi e cattivi, hanno ragione (o almeno, una buona parte).

 

 

 

AGGIORNAMENTO:  ieri, due gruppi di immigrati si sono scontrati: teatro della violenza, il centro di accoglienza dell’Infernetto, altro quartiere di periferia. Anche in questo caso, gli abitanti hanno esternato malcontento. Pericolosi nazifascisti anche loro?

 

Matteo Clerici

 

 

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/11/12/roma-notte-di-scontri-a-tor-sapienza-bombe-carta-contro-polizia/310961/

 

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/11/19/news/infernetto_rissa_in_centro_immigrati_4_feriti-100896518/

 

 

Non lasciamoci prendere la mano (e la testa): le cose, se pianificate, funzionano

Up patriots to arms

tor-sapienza

La guerra tra poveri non mi è mai piaciuta. È una guerra senza alcun tipo di eroismo e in cui si assommano le difficoltà di persone che soffrono ad altre difficoltà di persone che soffrono. A Tor Sapienza (ma dove è questa Sapienza del nome?) si assiste a due diverse guerre: una, l’abbiamo detto, poveriVSpoveri e l’altra tra Stato e Non-Stato. Che cos’è lo Stato bambini cari? Lo Stato è quell’Organo, Ente, Nucleo di Sapienza che dovrebbe governare una società tramite un codice di leggi. Quindi lo Stato sta alla Legge come la Vita, almeno sull’azzurro pianeta Terra, sta all’acqua. A Tor Sapienza c’è uno Stato che non fa lo Stato, cioè esso non governa in modo codificato ma deregolato, attraverso pianificazioni che rasentano la malafede se non si trattasse di semplice, ma tremendamente orrida, dabbenaggine: installare centri per migranti in poche zone, tutte adiacenti, di Roma vuol dire creare un enorme ghetto in cui le tensioni sociale, la differenza culturale e la povertà diffusa si agglutinano per dare vita ad una bomba  (in)civile di proporzioni inaudite. Quindi la colpa ci appare nitidacome un lampo in una notte buia e tempestosa: non sono gli immigrati a sbagliare né gli “autoctoni”. Tutti e due hanno colpe, anche molto gravi, ma non sono responsabili della situazione: è lo Stato ad essere stato tremendamente assente o se presente, del tutto inadeguato.  La Politica non si deve chiamare fuori, ma deve entrarci in modo serio, preparato e deciso: le politiche sociali sono l’unico grimaldello possibile per svellere le tensioni sociali.

L’ayatollah Khomeini per molti è santità

abbocchi sempre all’amo

le barricate in piazza le fai per conto della borghesia

che crea falsi miti di progresso

Cantava Franco Battiato in una famosa canzone, come a dire che i punti di vista sono molti e che per alcuni il Male è il Bene, o viceversa e non siamo certamente noi i tenutari della verità. Non lo è neppure lo Stato ma esso, almeno nel limite della sua giurisdizione, ci deve dare le linee guida del bene e del male, poi starà a noi seguirle o meno.Nel caso nel quale non le seguissimo, beh in quel punto ci punirebbe.

Up patriots to arms, Engagez-Vous.

 

http://www.nilalienum.it/Sezioni/Bibliografia/Antropologia/RemottiIdentita.html

http://www.ilfoglio.it/aginews/v/7253/tor-sapienza-alfano-marino-se-la-sbrighi-con-il-pd-e-roma.htm

 

Mattia Nesto

Matteo Clerici e Mattia Nesto
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