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L'editoriale graffiante di Carmelo Balbi sulla Valle Scrivia

“Elogio alla competenza”

carmelo balbi Chi si aspettasse una serie di elogi, a mo dei grani del rosario, per una presunta competenza dimostrata da chi ricopre prestigiosi ed impegnativi incarichi nel Governo nazionale o in quello della nostra Regione Liguria, rimarrebbe deluso.

Intanto perché, per le ragioni delle quali ci si occupa nel breve scritto, gli incarichi di Governo sembrano essere stati assegnati più con una logica spartitoria correntizia di pura conservazione del potere che secondo le specifiche conoscenze delle materie attinenti i vari dicasteri e le esperienze lavorative, ove queste fortunatamente vi fossero, da parte del personale politico o non, chiamato alla responsabilità per la quale, “Ibi tabo”, ciascuno giura la sua fedeltà alla Costituzione nelle mani del Presidente della Repubblica.

Analoghe considerazioni ci si sente di fare per quanto riguarda la Giunta Regionale in pieno travaglio in attesa delle elezioni del 2015, sovrana l’incertezza di molti degli attuali Assessori e Consiglieri di restare sul carro renziano dopo esserci saliti da poco, di scendere, di prendere distanze da ogni parte, di trovare una collocazione nel loro partito che faccia loro evitare un prossimo definitivo pensionamento.

Altra ragione, forse la più consistente e riconducibile ad un impegno di necessaria coerenza e di doverosa modestia, è l’impegno di non spingersi più di tanto fuori dai confini, poi non così angusti, della Valle Scrivia per un benevolo esame della competenza dei suoi Amministratori alla luce dei risultati ottenuti e della loro attitudine a svolgere compiti che richiederebbero gradi di conoscenza variabili, sui quali si intende innanzi tutto fare qualche preventiva chiarezza.

A tal fine è sicuramente legittimo assumere come definizione della competenza quella di una autorevole enciclopedia secondo la quale “in senso tecnico designa la sfera delle attribuzioni che gli organi di pubblica amministrazione sono autorizzati a esercitare”, si badi bene, con onestà, impegno, dedizione e buona conoscenza delle materie specificatamente attinenti la suddetta sfera delle attribuzioni.

Solo per distinguere quella “in senso tecnico” da altra, abbastanza attigua, è bene mettere in luce che negli organi giurisdizionali competenza è la quantità di giurisdizione di cui ciascuno di essi è investito in sede civile o penale: fattispecie che qui non si intende esaminare, ma che per il suo svolgimento secondo regole specifiche dettate dalla legge si richiede le stesse qualità viste indispensabili per l’ambito amministrativo, compresa una ancora più accentuata cultura giuridica ed esperienza sul campo inquirente o su quello decidente nei vari Tribunali.

Ci si affretta ad attestare che, per quanto concerne eventuali limiti di età per l’esercizio dell’amministrazione, pur rimanendo scettici rispetto a steccati predefiniti che potrebbero escludere dall’esercizio dell’attività persone ancora in grado di fornire un contributo notevole per esperienza e cultura, è decisamente auspicabile che i giovani o semi-giovani prendano il testimone dagli anziani e dai vecchi, riservando semmai a questi ultimi il compito di memoria storica di un passato non così lontano e di un buon disinteressato consiglio su le più diverse materie.

Si può, a contraris, rammentare che nel Medio Evo, all’epoca del favoloso Re Artù, era vissuto un “Principe Pipino nato vecchio e morto bambino”

Non è certo la sola età anagrafica che rende una persona idonea allo svolgimento di determinati compiti: l’aspetto trasandato, la voce tremolante, l’incertezza nell’argomentare sono stati sempre molto frequenti in tutte le assemblee dove occorre avere padronanza della materia e competenza.

Anche sulle “quote rosa” si deve esprimere un prudente, ma sincero parere dubitativo, soprattutto rispetto ad una petulante retorica imperante che vuole le donne collocate ad ogni livello di responsabilità istituzionale in virtù di norme cogenti, sospinte da sapienti campagne mediatiche ben orchestrate nell’interesse, non tanto delle candidate stesse, generalmente sprovviste dei più elementari requisiti culturali e di personalità, quanto della loro attitudine a voltare gabbana e piegarsi ai voleri di capi partito o primi ministri spregiudicati.

Si deve riconoscere che la Carta Costituzionale affida ai partiti, si aggiunga ai movimenti, il compito superare, dopo che fossero disciplinati da una legge che tarda a venire, tutti gli ostacoli che si frappongono alla partecipazione attiva e indiscriminata del popolo nel governo della nazione, delle regioni e degli enti locali.

In questa prospettiva di ammodernamento del sistema Paese è assolutamente necessario che le donne possano dare il loro originale contributo in modo crescente, secondo le loro qualità e la loro competenza.

A nessuno può sfuggire che gran parte delle argomentazioni esposte in via generale hanno il pregio di poter essere ribaltate sugli Enti Locali della nostra Valle Scrivia.

Per una discreta, in qualche caso comprensiva valutazione del grado di competenza dei Sindaci, degli Assessori e dei Consiglieri Comunali in carica, dopo che una legge assai contraddittoria ha rivoluzionato l’ex Provincia di Genova, istituendo la Città Metropolitana e disciplinando la formazione dell’Organo di governo della medesima attraverso complicate elezioni di secondo grado tra gli Amministratori dei Comuni designati a far parte del corpo votante.

In Valle Scrivia non esiste un Sindaco donna: c’era, a Isola del Cantone, ma, a giugno scorso, si è seguita la strada di richiamare, forse anche perché vi fosse trasparenza nell’esercizio del ruolo di primo cittadino, il veterinario Dottore Giulio Assale che aveva dovuto cedere il bastone (si fa per dire) del comando per le duplici legislature consumate.

Si dice che ad Isola del Cantone il problema più grande sia l’esistenza di alcuni “gruppi di potere”, altri parlano di “anime”o di “scuole di pensiero”, sempre pronti a ostacolarsi a vicenda e incapaci di collaborare con l’Amministrazione.

Comunque, la pregressa lunga esperienza del Dott. Assale, e una Giunta a sua somiglianza garantiscono un buon grado di governabilità del piccolo Paese, con le sue numerose frazioni proiettate verso la Provincia di Alessandria.

Sull’ altro vertice, quello a sud, quello dell’alta Valle Scrivia, alla confluenza dei torrenti Laccio e Pentemina, l’ex dirigente della Provincia di Genova Mauro Faustino Fantoni ha dalla primavera ultima assunto l’incarico di Sindaco a Montoggio, quando la terribile recente inondazione e diverse frane hanno sconvolto il Paese in modo tale da far temere che vi possa essere una definitiva sistemazione del territorio e una piena ripresa di talune attività commerciali in tempi assai lunghi.

Non resta che augurare agli amministratori di Montoggio di avere l’aiuto concreto promesso dal Governo e dagli Enti superiori per uscire da una crisi che riguarda tutte le categorie sociali e toglie tranquillità alla popolazione.

Anche Casella ha un nuovo Sindaco, Francesco Collossetti, un geologo, un professionista della scienza della terra che potrà mettere a profitto le sue conoscenze e la sua esperienza lavorativa.

Casella è un bel Comune, con larghi spazi in prossimità del torrente, impianti sportivi decenti, una circonvallazione che ha sollevato il Centro dal traffico, soprattutto quello pesante che invece angustia Busalla e il suk di Savignone: c’è nell’opinione pubblica casellese un grande desiderio di riavere il famoso trenino da Manin in piena funzione.

E’ lecito supporre che per la qualità del suo patrimonio immobiliare, fatto anche da un buon numero di seconde case, e da un suo ceto medio borghese consistente oltre che solvibile, Casella possa predisporre bilanci in grado di soddisfare tutti i servizi indivisibili e di praticare una politica assistenziale puntuale nei confronti dei meno abbienti.

Ronco Scrivia ha, come noto, predisposto aree che potrebbero ospitare nuovi insediamenti produttivi ed evitare che, con la saturazione della Discarica Controllata dei rifiuti di Vallata della Birra, a Busalla, venga a qualcuno l’idea di chiedere alla Amministrazione la disponibilità delle Zerbie al fine di realizzarvi un impianto similare ed evitare a tutti i Comuni consorziati di trasportare i rifiuti, per esempio in Piemonte, alle condizioni da stabilire, nei modi e con i mezzi necessari.

Ronco Scrivia va al rinnovo del Consiglio Comunale nel 2015, sempre che non vi siano sorprese, anche per l’elezione di un nuovo Sindaco che sostituisca Simone Franceschi in sella da due legislature amministrative.

E’ diffuso il convincimento che il nuovo Sindaco potrebbe non essere più quello sostenuto dal Partito Democratico, anche se, proprio per dirla tutta, Matteo Renzi dovesse decidere di partecipare alla locale campagna elettorale e organizzasse una cena in qualche ristorante del Paese.

E’ del resto sentito il bisogno di una classe politica comunale impegnata, laboriosa, ma anche culturalmente migliore, più disponibile all’ascolto di quella attuale, con alcune professionalità per gli assessorati dove non ci si può affidare in toto all’esperienza di sia pur lodevoli dipendenti.

A Busalla, sia consentito, è avvenuto un miracolo, senza l’intercessione di alcun Santo, ma per la debolezza degli altri contendenti, compresa la lista “arcobaleno”, includente il PD del Circolo di Busalla-Crocefieschi, oggi rappresentata in Consiglio dai due Consiglieri di minoranza prevalente. I due, allo stato attuale, anche a causa della confusione che regna a tutti i livelli nel Partito, appaiono incerti nell’ atteggiamento da assumere nei confronti della Giunta. Visto quello che succede a Roma, al PD locale potrebbe andare bene sia spingere sull’acceleratore, sia tirare ancora i freni, in attesa però che passino le più che probabili elezioni regionali dell’anno prossimo.

E’ indubbiamente significativo, per molti versi deludente, che Loris Maieron (detto il serafico) ritorni sulla scena dopo una lunga esperienza di Sindaco, prima e dopo che il Testo Unico sugli Enti Locali del 2000 modificasse il sistema di elezione dei Sindaci.

Circostanze deludenti, non tanto per la persona dell’Ingegnere delle Cascine di Busalla che, anzi, appare pimpante e tranquillo, avendo esperienza di amministratore comunale, discreta cultura generale, buona conoscenza delle materie che attengono il settore dei lavori pubblici e quello dell’urbanistica in generale.

Si fa dipendere la citata delusione dal fatto che l’elettorato busallese sia stato costretto a scegliere tra personaggi di un “relativo passato”, come sarebbe stato del resto per il Dott. Luigi Traverso, senza che vi siano state candidature competenti di giovani in grado di prospettare un vero rinnovamento di idee e di energie.

Si osserva da ogni parte che, avendo Loris Maieron assunto “ad interim” le principali deleghe, dai lavori pubblici al bilancio e alle tasse, sia possibile dedurre la sua scarsa considerazione nei Consiglieri eletti nella sua lista, almeno per quanto riguarda la loro attitudine a svolgere determinati incarichi.

D’altra parte le ristrettezze finanziarie, i vincoli di bilancio, anche nel caso vi fosse una reale attenuazione dei freni di spesa, rende problematico, se non impossibile, al Sindaco di Busalla, e non solo a lui, l’assunzione di Assessori esterni e di consulenti.

Una delle questioni che verranno, tra le tante, in discussione nell’Aula Consigliare, e, si spera nel Paese, è quella del Servizio Sanitario Pubblico a Busalla : un vero deserto dei Tartari, proprio nel Centro della Valle Scrivia, privo di un presidio di primo intervento, di taluni ambulatori fondamentali, del CUP, incomprensibilmente spostati nel lazzaretto di Borgo Fornari da ogni parte giudicato già inadatto a svolgere i servizi assegnati e quelli aggiunti, per una serie di obiettive ragioni.

A Loris Maieron verrà chiesto di non fare capricci come il Dott. Pastorino e di accettare con fiducia incrollabile la RSA da istituire, si capisce, dopo che gli ospiti africani avranno abbandonato il Comune e i locali saranno resi idonei alle funzioni assistenziali che la Regione ha da lungo tempo destinato a Busalla.

Sarà bene che Loris Maieron metta in campo la sua proverbiale impermeabile pazienza, la sua capacità di assorbire anche le tesi più contraddittorie, chiedendo all’ ASL le ragioni vere di questa spogliazione, nero su bianco, le prospettive future del Servizio in Vallata, se ve ne saranno. Una domanda semplice andrebbe poi fatta circa la sorte dei beni immobili di via Roma a Busalla sollevati dal vincolo sanitario e in odore di essere alienati con cartolarizzazione per impinguare le casse esangui della Regione Liguria.

Potrebbe sembrare una domanda oziosa, pretestuosa, ma deve segnare l’inizio di un rapporto corretto tra l’Ente programmatore, il Comune e la Città Metropolitana della quale Busalla farà parte. Il Parco dell’ex Ospedale Carlo Navone deve in qualche modo essere utilizzato nel suo complesso: terreno, ex Dispensario Provinciale ed ex Ospedale come polo Sanitario compatibile, ma integrato e accessibile per i cittadini della Valle Scrivia.

Dott. Carmelo Balbi
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