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Dagli spiriti di Villa Durazzo al volo dei gabbiani, il 25 dicembre

Fantasmi, leggende e regali: storie di Natale della Liguria

Fantasmi NataleNatale: tempo di feste, regali… e fantasmi. Con l’avvicinarsi del 25 dicembre, è allora tempo di fare un viaggio tra leggende, storie e racconti della Liguria.

A Santa Margherita Ligure, i fantasmi di Natale amano le candele. E’ ormai tradizione riunirsi nelle sale di Villa Durazzo, ammirando gli arredi lussuosi e ricordando le consuetudini del passato, sperando di poter ammirare gli spiriti degli antichi abitanti. Il tutto, ovviamente, con l’illuminazione del tempo che fu.

Meno nobile, ma forse più amata, la vecchina di Vicolo dei Librai, a Genova. Vestita con gonna nera e fazzoletto in testa, chiede ai passanti (parla solo dialetto genovese) dove si trovi casa sua, in Vico Librai. Peccato che la strada in questione non esista dagli Anni ’60, quando fu demolita per una ristrutturazione edilizia. Secondo i genovesi, il fantasma tende ad apparire nel periodo tra Natale e Capodanno: in una delle ultime occasioni, è entrata in un bar, pagando il suo bicchiere di latte con monete del Regno d’Italia.

A Savignone (provincia di Genova), i vecchi ricordano ancora la paxe de Natale. Per tutto l’anno, gli abitanti della frazione delle Gabbie Alte erano in uno stato di guerra perenne. Bastava il motivo più banale, come il diritto di precedenza al pozzo, ed amici, vicini e fratelli erano pronti a venire alle armi.

Il 25 dicembre, qualche forza (soprannaturale?) mutava radicalmente la situazione. Una famiglia ospitava le altre, usando arredi ed oggetti delle grandi occasioni. Tutti gli altri portavano con sé i cibi migliori ed i vini più pregiati, pronti a condividere. La festa passava in allegria, con gli adulti che parlavano di semina e raccolto ed i giovani giocavano tra loro. Per il resto dell’anno, nemici come prima.

La storia del volo dei gabbiani è conosciuta in tutti i paesini della costa. Come raccontano i pescatori, la notte tra 24 e 25 dicembre, stormi di uccelli si levano in volo, solcando il cielo e proclamando con voce umana la nascita del Salvatore.

Infine, non si può parlare di Natale, Liguria e leggende senza parlare della preparazione della tavola di Natale. Quando arrivava il tempo, non potevano infatti mancare elementi come: manciata di sale, due forme di pane bianco, il mestolo forato e lo scopino di erica.

Nonostante la modernità, non è difficile notare il carattere magico: il sale è tanto augurio di ricchezza quanto protezione dalla corruzione, concreta e spirituale. Idem per lo scopino di erica, simbolo di pulizia realizzato con una pianta da sempre considerata “magica”. Infine, i due pani: destinati a poveri ed animali, dicono come anche nei giorni di festa è bene tenere presenti anche i deboli. E questa è lezione valida, Liguria o meno.

 

Matteo Clerici
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