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Incontro a Montebruno tra il sindaco metropolitano e gli amministratori locali

Città Metropolitana : Marco Doria incontra gli amministratori della Val Trebbia

Si è svolta, venerdì 21 novembre, nella sala consigliare del Comune di Montebruno, l’incontro tra il Sindaco Metropolitano Marco Doria e gli amministratori locali della Val Trebbia e dell’Alta Val Bisagno. Presenti tutti e dieci i sindaci e numerosi assessori e consiglieri degli stessi comuni.

Dopo i saluti del “padrone di casa”, il giovane sindaco di Montebruno Mirko Bardini, ha preso la parola il Sindaco Metropolitano Doria che, dopo i saluti di rito ha detto che «La Città Metropolitana, che partirà ufficialmente il 1°gennaio, eredita le risorse e le competenze della Provincia di Genova e, i Comuni, vedranno da subito il lavoro della stessa».

Il primo a prendere la parola, è stato il Sindaco di Fascia, l’avvocato Elvio Varni «Come “decano” dei sindaci della Valle ringrazio vivamente per questo incontro. In Val Trebbia abbiamo problematiche diverse dalle altre aree interne della Liguria» ha spiegato Varni «Siamo considerati il ventre molle della Liguria, abbiamo tanti problemi, ma anche tante eccellenze e siamo tutti gelosi della nostra autonomia. Amministriamo con pochi mezzi, il nostro problema più grave è quello della viabilità, specialmente della Strada Statale 45. L’altro nostro grave problema» ha continuato il primo cittadino di Fascia «è l’impoverimento demografico, abbiamo indici di vecchiaia molto elevati, i giovani si trasferiscono o a Genova o nell’immediato hinterland, perché qui mancano i servizi. Dobbiamo fermare questo spopolamento».

Arnaldo Buscaglia, assessore di Bargagli e soprattutto consigliere della Città Metropolitana ha detto che «Esistono criticità ed eccellenze in valle, abbiamo luoghi molto belli con grande potenziale turistico, ma mancano le infrastrutture, come hanno dimostrato i recenti fatti basta una frana ad isolare intere famiglie».

Ha preso poi la parola il padrone di casa Mirko Bardini «la Città Metropolitana è un’opportunità, come lo sarà anche l’Unione dei Comuni, è anche il nostro segnale che teniamo duro e sappiamo andare avanti» ha detto. Il Sindaco di Fontanigorda, l’architetto Margherita Asquasciati, unica donna primo cittadino della Valle ha preso la parola «Raccolgo parte delle cose dette dal mio collega Varni, in Val Trebbia siamo una realtà che va trattata in modo diverso dal resto del territorio provinciale, perché abbiamo caratteristiche di marginalità molto accentuate. Non è possibile da noi tagliare ulteriormente i servizi, se si continua con queste logiche non si fa altro che aumentare il processo di spopolamento» ha detto il sindaco Asquasciati, che ha presentato uno studio del giugno 2013 «Dagli studi fatti emerge un trend drammatico, alcuni comuni della nostra valle sono a rischio di completo spopolamento, mancano ormai i fondi per realizzare opere indispensabili come la manutenzione delle strade, la pulizia dei fiumi, lo sgombero della neve d’inverno ed altro ancora. Però il nostro territorio è ricco di storia e di bellezze naturali e può essere un grande volano per il turismo».

Il sindaco di Rovegno, Bruno Pepi, non ha parlato delle criticità ma ha espresso invece un augurio «Giudicheremo la Città Metropolitana nei fatti, non possiamo partire già critici, ci auguriamo che possa fare il meglio possibile. Come tutti gli altri comuni abbiamo problemi di trasporti e viabilità, ma per il resto giudicheremo più avanti e faccio gli auguri di buon lavoro al sindaco Doria». E’ intervenuto poi il sindaco di Propata, Renato Cogorno «Il nostro problema maggiore è quello dei trasporti, abbiamo una distanza che è quasi incolmabile con la città, i trasporti sono scarsi perché, purtroppo, non ci sono clienti. Noi sindaci» ha spiegato il primo cittadino di Propata «dobbiamo portare avanti la nascita di “industrie” pulite sul territorio, capaci di creare posti di lavoro per i giovani, valorizzando le grandi risorse che abbiamo sul territorio. Un ulteriore problema è dato dal fatto che mancano anche le professionalità, in alcuni casi abbiamo un solo dipendente per comune».

Duro l’intervento del Sindaco di Bargagli, Sergio Aveto «La situazione in questo periodo storico è drammatica : siamo di fronte ad una situazione di dissesto idrogeologico e di comuni demoralizzati, lavoriamo senza soldi nonostante siamo di fronte a somme urgenze» spiega Aveto «il discorso Città Metropolitana rischia di essere uno specchietto per le allodole, i tagli si sono spostati sulle amministrazioni locali, senza tagliare i veri sprechi come le regioni, alla fine pagano sempre i soliti. Nella Città Metropolitana si lavora a titolo gratuito, come si può pensare di muoversi in sessantasette comuni senza un minimo di rimborso? Ora c’è anche il rischio che l’Irpef venga versato allo stato. Se va avanti ciò, tagliando ulteriormente servizi sociali come sanità e trasporti, noi comuni interni moriamo».

Prende la parola il Sindaco di Gorreto, Sergio Capelli, che dopo aver illustrato le eccellenze presenti nel territorio del suo comune spiega «Siamo un comune che è esattamente a metà strada tra le città di Genova e Piacenza, contiamo una quarantina di km di strade comunali che dovrebbero diventare provinciali, mancano i soldi per mantenerle in ordine e rischiano di diventare abbandonate. E’ impossibile continuare ad amministrare in questa situazione» spiega Capelli «quest’anno abbiamo a disposizione meno di un terzo dei fondi che avevamo cinque anni fa, abbiamo numerosi anziani nel nostro territorio e non siamo più in grado nemmeno di sostenere il trasporto pubblico».

Il Sindaco di Davagna, Romildo Malatesta ha ringraziato il sindaco Doria per la visita ed ha spiegato che «la Provincia era fondamentale per noi comuni interni che abbiamo poca manodopera e pochi mezzi. La Strada Provinciale si trova attualmente in uno stato pietoso» ha detto Malatesta «la sopressione della Provincia ha comportato per noi la mancanza di mezzi anche per opere indispensabili come la manutenzione delle strade e lo sfalcio dell’erba, amministrare in queste condizioni è diventato ormai estremamente difficile». Sempre da Davagna è intervenuto l’ex sindaco ed oggi assessore con delega alla Città Metropolitana, Valter Ricci «nel mio periodo da sindaco avevo partecipato a varie sedute sulla Città Metropolitana, come hanno detto i sindaci intervenuti prima la Provincia era per noi un collegamento indispensabile. Spero pertanto che la Città Metropolitana funzioni come e meglio della vecchia Provincia».

Il Sindaco di Rondanina, Arnaldo Mangini ha spiegato che «Siamo il Comune più piccolo della Provincia e quello che, assieme a Torriglia, ha avuto i danni maggiori dall’alluvione del 9 e 10 ottobre scorso. La viabilità nel nostro comune» ha detto Mangini «è interrotta in vari punti a causa delle frane, abbiamo un caterpillar che è fermo da venticinque giorni perché mancano i fondi per utilizzarlo. La valle del Brugneto è, dopo un mese e mezzo, ancora isolata, siamo riusciti, con i nostri pochissimi fondi a disposizione a collegare la strada tra Retezzo e Montebruno. Una nostra grande fonte di reddito, ovvero gli oneri per la diga del Brugneto, non vi sono più dal 2013 e ci reggiamo solamente sulle seconde case. Siamo seriamente preoccupati dall’avvento della Città Metropolitana per via delle risorse».

Dopo i sindaci è intervenuto il presidente del Parco Regionale dell’Antola, Roberto Costa che ha spiegato «il Parco è attualmente “esterno” alla Città Metropolitana, ma stiamo inserendo nello statuto la trasformazione del rapporto Ente Parco-Provincia. Ci sono diversi problemi, in prospettiva, che ci stanno facendo presente molti cittadini, come ad esempio il bacino unico di servizi AMT-ATP, che rischia di essere seriamente deleterio per l’entroterra, allungando, tramite le corse limitate ai limiti di Genova, i tempi di percorrenza» ha detto Costa «Parlando del Parco, è importante che la Città Metropolitana erediti la rete di collaborazione che aveva la Provincia, in materia di caccia, pesca, vigilanza, gestione degli uffici IAT ed altro ancora. Con i contributi che calano ed i costi sempre più elevati si fa sempre più fatica a tenere aperti questi uffici, se non cambierà qualcosa io e i miei colleghi saremo costretti a consegnare le chiavi dei parchi in Regione».

L’ultimo intervento è stato quello del sindaco di Torriglia, Maurizio Beltrami «è stato detto praticamente tutto, e lo stesso sindaco Doria si trova nelle nostre stesse condizioni. Dobbiamo rimarcare» ha spiegato Beltrami «il grande appoggio che la Provincia ha dato negli anni a noi comuni interni, trovo anche io estremamente preoccupante la modifica del trasporto pubblico, si rischiano di allungare i tempi, abbiamo molti ragazzi che frequentano i licei e gli istituti tecnici di Genova e, con il piano di bacino unico, dovrebero alzarsi ancora prima di adesso. Con i continui tagli rischiamo di non poter fare più nemmeno il minimo ma, nonostante tutte queste criticità siamo una valle viva e lo dimostra il fatto che sempre più coppie giovani e famiglie decidono di traferirsi in valle».

Fabio Mazzari
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