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Contro il piano di privatizzazione

AMIU : adesione record alla manifestazione

Una marea di lavoratori dell’AMIU ha invaso oggi le strade del centro di Genova, per protestare contro il piano di privatizzazione elaborato dalla nuova dirigenza e dal Comune di Genova e i danni causati dalle precedenti gestioni e, soprattutto della politica sorda se non complice della malagestione di questi ultimi anni.

I lavoratori di AMIU si sono radunati alle 9 in Piazza de Ferrari, dove erano ben visibili le bandiere dei tre sindacati  confederali CGIL, CISL, UIL e soprattutto gli striscioni, spesso ironici, scritti dagli stessi lavoratori : dal “non buttateci via” scritto dai manifestanti su sacchetti indossati da loro stessi, a “la rumenta siete voi” rivolto inequivocabilmente alla dirigenza, fino alle accuse dirette al mondo della politica “dirigenza incompetente, regione delinquente” a quelli che (non possiamo scrivere per ovvi motivi gli slogan nell’articolo) richiamavano il recente scandalo a luci rosse, che ha coinvolto alti dirigenti dell’AMIU e su cui ora sta indagando la Magistratura.

Almeno un migliaio i manifestanti, che hanno percorso la tratta Via Roma, dove si sono fermati davanti alla Provincia, Piazza Corvetto, Via Garibaldi, con “sosta” sotto la sede del Comune di Genova, diversi slogan dei manifestanti sono stati rivolti al Comune di Genova, in particolare all’assessore all’ambiente del Comune di Genova Valeria Garotta ed al capogruppo del Partito Democratico Simone Farello ma anche alla vecchia dirigenza AMIU, in primis l’ex Direttore Generale Pietro D’Alema e alla nuova, il cui piano dell’economia circolare, secondo i lavoratori AMIU, altro non è che una privatizzazione dell’azienda. I manifestanti hanno fatto ritorno in Via XX Aprile e Piazza De Ferrari, dove è avvenuto il concentramento davanti alla sede della Regione Liguria, con slogan diretti al presidente della Regione, Claudio Burlando, “invitato” a scendere le scale e ad andare in mezzo ai lavoratori.

Tra i lavoratori in piazza, uno dei più attivi è Massimo Romeo che abbiamo sentito «Il risultato della dirigenza di questi anni è la discarica di Scarpino chiusa e non esiste un piano B, stamattina il presidente Marco Castagna era a Bolzaneto a spiegare il piano industriale, però questo va bene per il futuro mentre per il presente non c’è un piano alternativo a Scarpino. Ora abbiamo la discarica chiusa, dobbiamo portare la spazzatura in Piemonte con allungamento dei tempi e maggiori costi, la situazione attuale è drammatica» spiega Romeo «la privatizzazione porterebbe sicuramente ad una riorganizzazione, che vuol dire un ridimensionamento». Sempre dalla piazza abbiamo intervistato un esponente del mondo sindacale, Stefano Scarpato della RSU UIL Trasporti che spiega «La voce del sindacato è ovviamente la stessa di quello dei lavoratori, lo sciopero è molto articolato, non riguarda solo la proposta di privatizzazione ma il sapere se c’è un futuro per questa azienda ed il ciclo dei rifiuti. Fino ad oggi siamo stati un sindacato responsabile, abbiamo avuto diversi tavoli con regione, provincia e comune, ma fino ad oggi non abbiamo avuto risposte. Gli stessi lavoratori» ci spiega Scarpato «hanno aspettato che la situazione si definisse, e abbiamo fatto fronte anche al problema alluvione, dove abbiamo lavorato in zone di emergenza. Il conferimento dei rifiuti a Torino ha portato un surplus di costi e non vogliamo parlare degli scandali della dirigenza, su cui lasciamo lavorare la Magistratura. Con la nuova dirigenza non abbiamo avuto ancora contatti, la situazione è confusa e preoccupa molto i lavoratori che fino ad ora sono stati assolutamente responsabili».

Ampia galleria della manifestazione sulla nostra pagina Facebook (foto di Fabio Mazzari, riproduzione riservata)

 

Fabio Mazzari
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