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Il giornalista Gian Piero Montecucco ci comunica le riflessioni direttamente dall'ODG

Crisi, licenziamenti e chiusure: un anno da dimenticare

Il 2014 sarà ricordato come l’annus horribilis del nostro settore. Sicuramente peggiore del 2013 che è stato difficile per l’intero comparto comunicazioni (tlc, radio e tv, editoria e internet, sevizi postali) e che ha segnato nel complesso un calo del 9% dei ricavi rispetto al 2012, scesi a quota 56,1 miliardi di euro.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a uno stillicidio di chiusure: dopo “Europa” e “l’Unità” ora è il turno della “Padania”. Il primo dicembre scatterà la cassa integrazione per i 14 giornalisti e i 5 tipografi dell’organo della Lega nord. Anche “Il Manifesto” – qualora non riuscisse a raccogliere i fondi con la sottoscrizione popolare – è destinato a scomparire dalle edicole. Abbiamo parlato di quattro testate storiche, ma non dobbiamo dimenticare i mille colleghi di altre realtà che nell’anno in corso hanno perso il lavoro.

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Un rischio che continua a pendere come la spada di Damocle sulla testa di dipendenti e collaboratori delle emittenti private.
Sembra ormai certo, infatti, lo slittamento al 2015 dell’erogazione dei 65 milioni e 859 mila euro destinati alle emittenti locali come contributo previsto dalla legge 448/1998. E’ una cosa grave e inaccettabile. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo il pagamento “fuori tempo massimo” dei contributi costituirebbe il colpo di grazia per decine di televisioni areali con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro.
Molte società chiuderanno e ricorreranno al concordato preventivo per evitare il fallimento.
Il provvedimento che darebbe una boccata di ossigeno a 500 tv private e a diecimila lavoratori è in attesa di una semplice firma, quella del sottosegretario di Stato allo Sviluppo economico. Invece il piano di riparto tra le diverse regioni dello stanziamento relativo ai contributi 2013 è inspiegabilmente bloccato (non sappiamo se per lungaggini burocratiche, errori procedurali o mancanza di fondi) tra la Ragioneria di Stato, la Corte dei Conti e il Ministero dello Sviluppo economico. Se i contributi (che dovevano essere erogati prima a giugno e poi a settembre) non arriveranno, i danni saranno irreparabili e porteranno alla distruzione dell’informazione televisiva locale.

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