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Questione IMU a Sassello

Quella dell’IMU sui terreni agricoli è una vicenda grottesca e indegna di un paese civile. E’ una vergogna per i contribuenti e, per di più, come Comuni vederci tagliare ancora risorse al 28 novembre (anzi a dicembre ormai), dopo tutti i danni del maltempo, fa venire voglia di fare un class action contro lo Stato che taglia agli enti locali e non dà certezze ai contribuenti.Sassello, il Comune di cui mi onoro di essere Sindaco pro-tempore, è un Comune di 1850 abitanti nell’entroterra ligure (dietro Varazze), noto per i suoi amaretti morbidi che vanno in tutto il mondo e sono la nostra fortuna (danno lavoro a circa 200 dipendenti).Il Comune gestisce 100 kmq di territorio, 50 km di strade comunali, 4 depuratori e 200 km di acquedotto con 13 dipendenti. Quest’anno, tra fondo di solidarietà, spending review e trattenute IMU (senza considerare il decreto non ancora pubblicato sui terreni IMU) lo Stato si è trattenuto circa 600 mila euro per Sassello su un bilancio di 3 milioni di euro. Abbiamo il patto di stabilità e, nonostante questo, siamo andati avanti fino a dicembre. Abbiamo fatto dei sacrifici anche personali: dal 2013, quando siamo stati eletti, non percepiamo per scelta indennità e rimborsi spese per mantenere la convenzione con le scuole per l’acquisto del materiale informatico e la cancelleria). sassello-liguria

Lo abbiamo fatto volentieri, perché teniamo al Comune che amministriamo (anche se non è giusto perché noi celo possiamo permettere, ma qualcun altro magari non avrebbe potuto permetterselo e limitare l’elettorato passivo per una questione di “censo”, non è una bella cosa).Ora, a dicembre, ci tagliano (sarebbe più corretto dire ci potrebbero tagliare alla pubblicazione del decreto) altri 62 mila euro su terreni che hanno reddito dominicale bassissimo e che, per renderli produttivi, ci vorrebbe un lavoro immenso. E’ una beffa per i cittadini che vedono ancora una volta disatteso lo Statuto del contribuente (art. 3, comma 2 della Legge 27 luglio 2000, n.212:  In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti). Per fortuna a Sassello, che ha il centro cittadino a 380 metri slm, sono salvi gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti che condugono o possiedono terreni agricoli. Sotto i 280 però questo non avviene e quanti Comuni hanno la casa municipale a fondo valle, ma arrivano a 1286 metri, come nel nostro caso con la cima del Beigua. Il nostro territorio è montano anche se la casa comunale è al di sotto della linea dei 600 metri. Anziché valutare un’altitudine media, si prende come criterio l’altitudine della casa comunale: roba da matti! Aggiungo ancora una cosa, che riguarda Sassello ma anche altri Comuni: lo Stato ci taglia risorse sul fondo di solidarietà come se su tutti i terreni agricoli venisse pagata l’imu, ma molti terreni per il basso valore del reddito dominicale o perché posseduti o condotti da imprenditori agricoli non pagheranno – per fortuna – l’imu. Il taglio, però, i Comuni ce l’hanno come se venisse pagata l’imu su tutte le superfici agricole.Gli enti locali sono la frontiera dello Stato con la Società e , anziché essere aiutati, vengono “strozzati” dallo Stato stesso. Lo Stato dovrebbe stabilire una quota di prelievo per i Comuni all’inizio dell’anno e basta: non cambiarci le carte in tavola ogni mese. Queste continue incertezze non ci permettono di programmare.Dovrei decidere, a causa del taglio a dicembre del fondo di solidarietà (62 mila euro per il Comune di Sassello), se coprire le somme urgenze degli eventi calamitosi di novembre o no (59 mila euro; in realtà, ho già deciso per coprire le somme urgenze, come è giusto che sia: non posso immaginare che lo Stato il 28 novembre ci sottragga 62 mila euro e spero che questo decreto non venga mai pubblicato. Non si può arrivare allo scontro fra Governo, Comuni e cittadini. Pacta servanda sunt. Se venisse a mancare il rapporto di fiducia (già molto logoro) fra Stato, Enti Locali e cittadini, sarebbe un disastro per il nostro Paese. Voglio continuare a pensare all’Italia ancora come ad una democrazia importante e non come allo Stato libero di Bananas.

Daniele Buschiazzo
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