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Intervista pubblica presso palazzo della Meridiana di Genova di Ferruccio Sansa a Sergio Cofferati e Francesca Balzani

Troppi gli errori in Liguria e in Europa

Io rifuggo dal pensare e dal vedere l’Europa come una sorta di mostro. L’Europa è prima di tutto una grandeopportunità, se si sa come sfruttarla. Troppe volte in questi anni la Regione Liguria ha sbagliato tutto, soprattutto in termini di gestione ambientale, andando nella direzione opposta rispetto alle direttive continentali, rendendo de facto impossibile intercettare i fondi che dall’Europa arrivavano”, non usa mezzi termini Sergio Cofferati, candidato  in pectore del Partito Democratico per le elezioni regionali del 2015 in Liguria.

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Il “cinese”, ex leader della Cgil e già sindaco di Bologna, ha detto queste parole durante un’intervista pubblica, con tema “L’Europa tra finanziamento e sviluppo” svoltasi a Genova al palazzo della Meridiana giovedì 11 dicembre.Assieme a lui Francesca Balzani, deputata PD prima al Parlamento Europeo e ora assessore a Milano e Ferruccio Sansa, firma di spicco de “Il Fatto Quotidiano” e acerrimo critico della “cricca di Burlando” e uno di quelli maggiormente indicati come “papabile” per concorrere alla poltrona di Governatore della Regione, solo se avesse voluto, visto da molti come  espressione della società civile.

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Di fronte ad una platea di “vecchi militanti” e molti esponenti delle cooperative cittadine, Sergio Cofferati dicevamo ha voluto chiarire, incalzato da una domanda di Sansa, i perché della sua candidatura, nonostante la scorsa primavera fosse stato eletto, nella circoscrizione Nord-Ovest, come deputato del Parlamento Europeo: “La contraddizione c’è e non mi nascondo. Io sono convinto che quando si accetta un incarico bisogna portarlo fino in fondo – argomento Cofferati – Quando però qualche giornale ha lanciato la notizia, anzi l’illazione, dato che io ero intenzionato a proseguire il mio lavoro in Europa, di una presunta candidatura per le Regionali, sono stato fermato da tantissime persone che mi hanno detto che o mi avrebbero votato o non sarebbero andati a votare. Voglio dire: erano persone che non è che avrebbero evitato le primarie, ma proprio avrebbero evitato di andare a votare tout court”.

Infatti, uno dei temi maggiormente dibattuti durante l’intervista, è stato proprio l’astensionismo, che le recenti elezioni in Emilia-Romagna ha drammaticamente portato alla ribalta della cronaca: “La sfida è di ampliare le possibilità di partecipazione per la gente comune  – sottolinea Francesca Balzani – Ad esempio a Milano stiamo sperimentando il bilancio partecipato, ovvero un modello innovativo in cui la cittadinanza, debitamente istruita sul come si stabilisce un bilancio, viene interpellata direttamente per decidere su come spendere cifre anche ingenti. Si tratta – conclude l’intervento l’assessore – di tanta roba: ovvero sospendere un pezzettino di democrazia elettiva a favore di una democrazia diretta”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Sergio Cofferati che rifiuta lo scontro e abbraccia un modo di fare dialettico: “Nella mia esperienza, anche di Primo Cittadino di una città come Bologna – spiega l’ex Segretario Nazionale Cgil – ho sempre visto che quando la cittadinanza, come qualsiasi parte in causa del resto, è debitamente interpellata e spinta ad un dialogo costruttivo, ebbene in questi casi il miracolo avviene: le cose si risolvono. Non occorre parlare per parlare, ma parlare per costruire”.

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Ferruccio Sansa interviene per chiedere, cercando di usare “minori perifrasi possibili”, quale sia la posizione di Cofferati su cruciali questioni cittadine e non, come la vicenda legata alla Gronda o al Terzo Valico: “Io ritengo che opere come queste vadano nella direzione del tema di questa serata: come intercettare i fondi che provengono dall’Europa? – spiega il candidato PD – E’ l’Europa a spingere per la costruzione del Terzo Valico perché il collegamento tra Genova e Rotterdam, due dei più importanti porti europei, sarò portatore di sviluppo inimmaginabile nei prossimi anni. Trovo sterile la polemica sul fatto che oggi quel traffico commerciale non vi sia: in qualche caso il traffico commerciale si crea anche predisponendo infrastrutture e una logistica adeguata”.Sansa domanda come debbano essere affrontate le posizioni nettamente contrarie delle popolazioni sulla cui terra passeranno queste grandi opere: “La soluzione è non fare come si è fatto in questi anni – risponde severamente Cofferati – Non bisogna promettere in maniera sbrigativa generiche opere di compensazione o fondi a pioggia. Da troppo tempo non si fanno le cose che davvero servono per questi territori e non si interpella la popolazione, essendo convinti che essa non possa essere un interlocutore autorevole. Lo è, senza se e senza ma”.

Ferruccio Sansa

Ferruccio Sansa

Dall’Europa il discorso si sposta sulla Liguria, e in particolare su Genova: il giornalista del Fatto chiede a Cofferati i perché di questa “cronica emergenza e tragedia che gravita su Genova e la Liguria, frutto di anni e anni di governo del suo partito”: “Dunque, le colpe ci sono ed enormi anche se, per onor di cronaca, non abbiamo sempre governato noi in tutte le zone della Liguria e quindi le colpe vanno anche divise, ma non è il momento di fare accademia – dice il cremonese – La gestione del territorio da parte dell’Amministrazione Regionale è stata profondamente errata. L’Europa ci ha sempre chiesto di creare turismo sostenibile, di rendere la nostra Regione, così bella, ancora più attraente. E noi cosa facciamo? Su 350 chilometri di costa, 220 sono cementificati. Non possiamo intercettare fondi europei se la nostra visione del futuro è questa”.

Infine una domanda un po’ melanconica di Sansa, ma ricca di suggestioni: “Genova è una città condannata a spegnersi più o meno lentamente?”. Cofferati risponde: Porto un esempio recentissimo per rispondere a questa domanda: il Teatro Stabile sta cambiando direttore, con una procedura innovativa in cui sono state predisposte commissioni ad hoc per visionare e giudicare i curriculum, che liberamente possono essere inviati. Ebbene sono stati ricevuti 84 curriculum, provenienti da tutto il Mondo. Ora leggo sui giornali che sembra favorita per la nomina una professionista francese di chiara fama, ma a me non interessa il nome, interessa il dato. 84 professionisti internazionali che credono in questo teatro e in questa città: il modo migliore per certificare come Genova sia importante e forte. Se però ci trincereremo ancora – conclude Cofferati – dietro piccoli interessi e stanchi localismi, saremo, ben presto, condannati: la nostra casa è l’Europa, solo lì potremo vivere e crescere”.

Mattia Nesto
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1 commento

  1. Gian Battista Cassulo
    Gian Battista Cassulo

    Siamo alle solite!!! il politico non si candida perché non per un suo narcisismo, ma perché “è la gente che me lo chiede””, come dice Cofferati nella sua intervista qui sopra riportata. Ovvero Cofferati dice: “Non lo faccio per me, ma per la gente”. E bravo il nostro Cofferati che, come Peron, vive per il “suo” popolo, dimostrando uno stakanovismo al pari di “Egli” che nel suo studio di Palazzo Venezia lasciava accesa la luce anche di notte così i romani pensavano. “Aho!!! stamo tranquilli che c’è er capo che ce sta a pensà!!!!” e poi abbiamo visto come siamo andati a finire. Però, senza scomodare la storia, sulla metamorfosi dei politici (tanto per restare a Genova) potremmo volgere lo sguardo al nostro ministro della difesa (o della guerra?), la “giunonica” Pinotti, che, dimenticandosi il suo pacifismo “de sinistra”, adesso sta elogiando gli F35 che “creano posti di lavoro”. Sì per i becchini che dovranno seppellire i cadaveri, non già “portati in braccio dalla corrente” ma abbrustoliti dalle bombe al napalm!!!!!!
    Gian Battista Cassulo

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