Home | Io penso dunque sono | AUTOCONVOCATI PER L’OPPOSIZIONE MILANO 18 GENNAIO 2015

(in via Pellegrino Rossi 29, dalle ore 10) MANIFESTO D’INTENTI E DI ANALISI PER L’AUTOCONVOCAZIONE (aperto il dibattito sul sito: http://autoconvocatiperlopposizione.com )

AUTOCONVOCATI PER L’OPPOSIZIONE MILANO 18 GENNAIO 2015

Intenti

La nostra proposta di autoconvocazione contiene in sé due scopi ben precisi:

1)      Aprire una discussione di fondo sulle coordinate teoriche, politiche, organizzative da ricercare assieme – al di fuori da primogeniture o da logiche di gruppo – perché, in un quadro di opposizione che è necessario organizzare, possa esprimersi in forma strutturata e con capacità d’iniziativa quella “criticità comunista” che ha rappresentato per decenni il fulcro della presenza storica della sinistra e del movimento progressista in Italia;

2)      Riuscire a interpretare, attraverso un accurato lavoro analitico e di proposta, la realtà sociale del Paese e, in particolare, di quella esclusa da sempre o da troppo tempo dalla possibilità di agire la politica in funzione di una propria rappresentanza sociale e delle idee di cambiamento e non, semplicemente, in ragione di una logica di governo esaustivamente intesa quale solo fattore possibile dell’azione politica.

Il percorso che andiamo a proporre e che avrà il suo avvio a Milano il prossimo 18 Gennaio 2015 non sarà “neutro”, atto soltanto ad una discussione per un eventuale rimescolamento delle carte tra i soggetti esistenti: il nostro obiettivo di fondo è quello, nella gradualità dei tempi richiesti dalla difficoltà della fase e partendo dalla costituzione di un “Movimento”, di realizzare la possibilità dell’esistenza all’interno del sistema politico italiano di un soggetto organizzativamente strutturato e rappresentativo della sinistra comunista, anticapitalista, di opposizione per l’alternativa: soggetto che, con le caratteristiche che cercheremo di individuare attraverso questo documento, non esiste nella nostra arena politica e che ci appare del tutto indispensabile organizzare. Cattura

 

Per raggiungere quest’obiettivo è necessario ridare senso della collettività, identità e progetto a quelle forze che ritengono di avanzare una proposta di opposizione e di radicale trasformazione dell’assetto sociale e politico.

Verificare un filo conduttore che aggreghi e faccia confluire in una proposta complessiva che noi intendiamo promuovere, quanti oggi rifiutano la “sindrome della sconfitta” e non si rassegnano alla lezione dei cattivi maestri e che si collocano su criticità specifiche non più riconducibili a localismi o a neo-corporativismi (dai NO-TAV/MUOS/Dal Molin all’ILVA di Taranto) o a rivendicazioni di diritti: la casa e il lavoro sono un bisogno.

 

Analisi

La necessità e l’urgenza del portare avanti l’operazione politica attraverso l’autoconvocazione deriva, prima di tutto, da un preciso quadro d’analisi riguardante la situazione italiana nei suoi sviluppi più recenti.

Una situazione politica, quella italiana, contraddistinta nei suoi tratti più caratteristici dalla sperimentazione di un vero e proprio processo di annullamento della realtà democratica così come prevista dalla Costituzione Repubblicana e di intensificazione dei termini complessivi di sfruttamento di ciò che rimane di “lavoro vivo”.

Su queste basi si sono create le condizioni per l’emergere di una situazione di vera e propria rottura nella convivenza civile e sociale con la concretizzazione di spinte disgregatrici di estrema destra.

Al di sopra di ciò, in ogni caso, prevale il sostanziarsi di una azione politica di natura criminale, al riguardo della quale è stato fin qui esercitato nel migliore dei casi un rapporto di tipo compromissorio da parte delle forze politiche che non hanno voluto o saputo avanzare alcuna iniziativa di effettivo contrasto e di modalità alternativa.

Questa tragica condizione reclama da subito, con grande forza, il pieno recupero del concetto di “lotta di classe” inteso in senso pieno e massimamente esteso anche sotto l’aspetto teorico.

Il nostro progetto di apertura di dibattito a sinistra prevede, quindi, un confronto serrato sull’attualità dell’espressione “lotta di classe”: un concetto da aggiornare, utilizzandolo quale strumento per la riaggregazione sociale per puntare così alla formazione di un vero e proprio blocco storico alternativo.

Il concetto di blocco storico alternativo richiede un lavoro svolto ben più in profondità sul piano dell’analisi di quello riferito a un semplice e presunto “blocco sociale”.

Siamo chiamati, infatti, ad affrontare quell’insieme di elementi di attacco sviluppati dall’avversario che formano il complesso di una vera e propria gigantesca “rivoluzione passiva”, ormai introiettata anche a sinistra.

Sotto quest’aspetto deve essere sviluppato un intreccio analitico e di proposta politica attorno sia agli elementi collocati sulla “frattura” derivante dalla “contraddizione principale”, dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sia di quelli collocati sulle fratture definite “post-materialiste”.

Un esteso concetto di “lotta di classe” dal quale far scaturire l’obiettivo di un “nuovo comunismo” cercando di raccogliere la realtà delle contraddizioni sociali all’interno di un progetto di sintesi superiore.

 

I TITOLI DA SVILUPPARE

Nello sviluppo del dibattito, che avviamo sin da oggi, sarà necessario riconoscere e analizzare i tratti fondamentali della fase nella quale ci stiamo trovando almeno sotto i seguenti aspetti:

–         La situazione internazionale

–         La questione europea

–         La situazione italiana come “caso” della sperimentazione europea

–         Lo sviluppo dell’attacco capitalistico alle condizioni materiali di vivibilità in tutte le sue sfaccettature e implicanze sociali, sindacali e politiche;

–         La natura del Regime

–         L’opposizione al sistema

–         L’ipotesi del nuovo soggetto politico della sinistra comunista e anticapitalista

Abbiamo fin qui elencato alcuni titoli che abbisognano di specifici approfondimenti e conseguenti articolazioni:ne discuteremo a Milano, il 18 gennaio 2015, ma in precedenza le compagne ed i compagni interessati sono chiamati a proporre analisi ed elaborazioni al fine di realizzare quell’ampio spettro di discussione indispensabile per realizzare un positivo risultato politico[1].

 

LE RAGIONI DEL MODELLO DELL’AUTOCONVOCAZIONE

Per ottenere un risultato sufficiente a far sì che si possa affermare, fin dal breve periodo, di poter disporre di una massa critica sufficiente a proseguire nell’impresa occorre battere vie inedite nella proposta di avvio del confronto e della relativa aggregazione.

Sotto quest’aspetto è necessario definire un percorso di tipo anti-leaderistico (il tema della ricostruzione di un gruppo dirigente inteso in senso lato è forse quello più urgente da affrontare) e quindi effettivamente democratico.

In questo senso si può pensare di applicare, nel metodo e nel merito dell’iniziativa politica, la pratica dell’autoconvocazione in una forma inedita rispetto alla storia di questo modello d’intervento politico: non più, cioè, come punto d’insorgenza all’interno di strutture già date (com’è avvenuto in passato in partiti e sindacati) ma come elemento di tipo più propriamente organizzativo nel processo di costruzione di un nuovo soggetto.

Quel nuovo soggetto che serve adesso come strumento indispensabile della lotta sociale e politica in corso.

L’autoconvocazione deve nascere come controtendenza rispetto a questa fase di omologazione nei comportamenti.

Attraverso questo metodo può essere possibile l’espressione di un’assunzione diretta di responsabilità, un primo livello di comunicazione orizzontale attuata in tempo reale (anche attraverso l’utilizzo della tecnologia), l’affermazione di una trasversalità non trasformistica per superare i confini delle residue appartenenze organizzative, l’intreccio tra teoria e prassi nell’adozione delle indispensabili misure di carattere organizzativo.

Si tratta, prima di tutto, di riaffermare alcune grandi coordinate strategiche nell’idea di recuperare il perduto respiro ideale, culturale, politico: il rapporto tra la teoria e la prassi; l’intreccio tra la politica e la cultura; la relazione tra ideologia e razionalità politica; il peso del filtro della concezione di classe nell’agire politico.

L’autoconvocazione deve essere rivolta, in conclusione, a produrre un’azione diretta di discussione politica attraverso la quale, dopo aver espresso con grande chiarezza l’obiettivo comune possano assumersi le possibili forme di successivo sviluppo dell’iniziativa.

[1] A tal fine si rende disponibile alla pubblicazione dei contributi il sito: http://autoconvocatiperlopposizione.com/ e la casella email: autoconvocati.opposizione@gmail.com

Franco Astengo
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