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Un articolo de Il Sole 24 Ore riporta affermazioni allarmanti

Petrolio “sospetto” alla Iplom di Busalla?

Fuel_Barrels L’articolo a firma di Claudio Gatti, uscito sull’autorevole “Il Sole 24 Ore” dell’11 dicembre sta facendo discutere Busalla e la Valle Scrivia. Il nome del comune valligiano infatti è ben presente nell’occhiello dell’articolo, pubblicato a pagina 31 (ma con un richiamo addirittura nella prima pagina) che parla degli acquisti illegali di petrolio e delle rotte del contrabbando.

Il prestigioso quotidiano milanese, infatti, spiega che dietro all’improvviso e pesante crollo del prezzo del petrolio avvenuto negli ultimi 2-3 mesi vi sia non solo l’aumento della produzione petrolifera nel Nord America ma anche, e soprattutto, grandi quantitativi di greggio la cui provenienza è alquanto dubbia, che vengono offerti sul mercato a prezzi da saldo. Claudio Gatti ha parlato del petrolio messo in commercio dai terroristi dell’autoproclamato Stato Islamico del Levante (il famigerato ISIS) che, secondo fonti del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti contrabbanda circa 50,000 barili ogni giorno, per un ricavo di circa un milione di dollari. Altro greggio di dubbia provenienza, come si legge dall’articolo è quello proveniente dalla Nigeria, dove avviene il cosiddetto “bunkering” cioè la sottrazione del greggio dagli oleodotti, stimato in circa 300 mila barili ogni giorno.

Ma, venendo alla nostra zona, a metà pagina Il Sole 24 Ore cita direttamente la raffineria Iplom di Busalla, che sembra abbia comprato dal Ghana tre carichi di greggio sospetto (sembra proprio proveniente dal bunkering nigeriano), il presidente della raffineria genovese, Giorgio Profumo, ha confermato l’acquisto di questi tre carichi, tuttavia, spiega sempre l’articolo, i carichi acquistati non sarebbero tre, ma almeno cinque. I sospetti su questi carichi sono dovuti al fatto che di petrolio, il Ghana, ne produce pochissimo, quindi i carichi acquistati dalla Iplom, sempre secondo Il Sole 24 Ore sarebbero circa il 50% della produzione annuale del paese africano! Anche le petroliere utilizzate, secondo gli archivi del Porto Petroli di Genova, sarebbero di stazza piuttosto piccola, cosa alquanto strana per importazioni da paesi così lontani.

Il fenomeno del bunkering, come spiega il quotidiano nazionale, è molto pericoloso perché il Delta del Niger (dove si trovano appunto Nigeria e Ghana) è una zona politicamente molto instabile, dove si verifica un micidiale mix di povertà diffusa, guerriglia tribale e soprattutto presenza del terrorismo islamico, tra cui il tristemente famoso gruppo Boko Haram, balzato alle cronache per stragi e rapimenti ai danni di donne, cristiani e studenti e, si teme, che il petrolio di contrabbando finanzi queste organizzazioni.

prima il paese poi la politica La notizia che riguarda la Iplom, è stranamente passata sotto silenzio da parte sia dei quotidiani che delle televisioni locali, ma non è sfuggita alla lista civica di Busalla Prima il Paese poi la politica che ha pubblicato l’articolo integrale sul proprio sito ufficiale, la stessa lista “sta approfondendo la notizia e pianificando le successive azioni”. Si attendono perciò gli sviluppi di questa vicenda dai tratti oscuri e misteriosi.

 

Redazione
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