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Dal Medio Oriente al Messico, storie di terre lontane a casa nostra

Natale nel mondo, tra leggende e tradizioni

ObamaNataleCome ogni anno, Natale si avvicina. E, come in Piemonte ed in Liguria, il Natale porta con sé un carico di leggende del mondo, oramai entrate in Italia grazie ai “nuovi cittadini” emigrati.

Ad esempio, in Medio Oriente, si racconta la storia del bambino cieco. Quando gli angeli annunziarono l’arrivo del Salvatore, la folla si recò al Betlemme per adorarlo. Ai bordi della strada, un pastorello cieco sentì il rumore e chiese ai passanti di portarlo con loro da Gesù Bambino. Ma nessuno aveva tempo per lui. Poi, nel silenzio, udì il suono di una campana da bestiame. Il giovane pensò: “Forse quella mucca si trova proprio nella stalla dove è nato Gesù bambino!”; seguendo il suono, arrivò alla grotta e sorrise: Gesù era nato anche per lui.

La storia della Babushka, in Russia, ricorda come Natale è generosità. Durante la Notte Santa, i pastori uscirono per adorare il Signore; questi chiamarono una vecchia signora (Babushka in russo) che rifiutò per il freddo. Il mattino dopo, questa preparò un cesto di doni per il Bambino ma, arrivata alla stalla, la trovò vuota. Da quel giorno ha viaggiato per il mondo, lasciando doni ad ogni bambino, nella speranza di riparare al suo vecchio egoismo.

Attenzione al Natale in Islanda: nell’isola, il 25 dicembre è il tempo degli Uomini Yule. Conosciuti anche come sono 13 folletti che, accompagnati da un grosso gatto nero, visitato le case dei bambini. Coloro che hanno fatto i bravi saranno ricompensati con dei regali, mentre i cattivi otterranno patate; i peggiori verranno mangiati dal gatto nero.

Invece, in Polonia ed altri Paesi del nord, i bambini aspettano Ded Moroz e la Fanciulla della Neve. Secondo la tradizione, Ded Moroz visse anni come stregone malvagio, rapendo bambini e restituendoli solo dopo un riscatto. Poi, la nascita di Gesù lo convinse a cambiare vita: per riparare al male fatto, ogni 25 dicembre lo stregone pentito regala doni ai bambini, con la Fanciulla della Neve a fargli da aiutante.

In Spagna e Portogallo, a Natale il presepe ospita un personaggio particolare. E’ il Cagatore, chiamato così per la sua posa: in ginocchio, con i calzoni calati, mentre si svuota l’intestino. A metà tra scaramanzia ed ironia, questo personaggio viene raffigurato con le fattezze di politici, calciatori o uomini d’affari.

Se una donna è in cerca di marito, può utilizzare la prova della scarpa. Nella Repubblica Ceca, le single in cerca di un compagno alla vigilia di Natale si pongono spalle alla porta con una scarpa in mano. E poi lanciano: se la scarpa atterra con la punta verso la porta, il matrimonio arriverà entro l’anno. Se invece è il tacco a puntare verso la porta, si prospettano 365 giorni di solitudine.

Il Natale è festa di condivisione, non di ricchezza: a ricordarlo, la leggenda della stella di Natale, in Messico. La storia racconta come, tanti anni fa, una ragazza voleva portare qualcosa all’altare ma, essendo molto povera, non aveva potuto permettersi niente. Per non presentarsi a mani vuote raccolse alcune erbe selvatiche poi, una volta entrata in chiesa, le depose vicino ai doni dei ricchi del villaggio. Appena le piante si avvicinarono al presepe si trasformarono in bellissimi fiori rosso fuoco. Da quel momento, la stella di Natale si diffuse nel mondo, ricordando come il 25 dicembre non conta la ricchezza del regalo, ma la sincerità del donare.

 

Matteo Clerici
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