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Iniziano le interviste ai Sindaci per tracciare i bilanci del primo anno di amministrazione, si parte da Mele

Mirco Ferrando, un bilancio del primo anno positivo

Mirco Ferrando Inizia dalla Valle Stura-Orba-Leira il giro di interviste de L’Inchiostro Fresco ai sindaci eletti (o rieletti) al turno amministrativo dello scorso anno, per tracciare il bilancio del primo anno di mandato. Il primo Sindaco ad essere intervistato è Mirco Ferrando, primo cittadino di Mele.

Sindaco Ferrando, come definisce il bilancio del primo anno del suo mandato?

Il bilancio è complessivamente positivo, anche se abbiamo avuto un momento di grave difficoltà lo scorso autunno, ad ottobre e novembre, con i ben noti eventi alluvionali. Mentre in Valle Stura i problemi peggiori sono accaduti ad ottobre, noi abbiamo avuto i danni più ingenti tra novembre e dicembre. La conformazione del territorio di Mele fa sì che non avvengano eventi di esondazione torrenti particolarmente gravi ma, allo stesso tempo, ci espone a possibili eventi franosi pericolosi.

Il problema delle frane lo scorso autunno è stato appunto drammatico, come si è risolta la situazione?

Gli eventi franosi sono stati diversi, ma due in particolare hanno creato molte preoccupazioni e causato danni ingenti, il primo a metà novembre nei pressi della frazione Biscaccia, dove siamo stati costretti a chiudere la strada per una ventina di giorni, con molte famiglie rimaste isolate. Il secondo a inizio dicembre si è verificato addirittura in paese, in una zona dove risiedono almeno duecento famiglie, l’evento assolutamente inaspettato ha interessato una parete rocciosa soggetta ad un’infiltrazione d’acqua probabilmente da diversi anni che, a causa del freddo intenso di quel periodo, ghiacciando ha spaccato la roccia creando una frana enorme. Nella disgrazia abbiamo avuto la fortuna che tutto questo è avvenuto in un orario serale quando non passava nessuno. Le frane hanno condizionato molto l’attività comunale, dovendo dedicare molte risorse alle emergenze, intervenendo anche in piccole località. Colgo l’occasione di questa intervista per ringraziare ancora una volta gli abitanti di quelle zone, che si sono prodigati e hanno fornito un grande contributo. I fondi sulla somma urgenza sono arrivati e speriamo che la nuova Giunta Regionale prosegua con il programma per la messa in sicurezza del territorio, che è fondamentale.

Passando alle cose positive, Mele è un comune che da anni punta molto sulle energie rinnovabili, il progetto della scuola tecnologica sta andando avanti?

Si, abbiamo depositato il progetto definitivo del nuovo plesso scolastico in Regione, partecipando al recente bando per il finanziamento dell’edilizia scolastica, ottenendo una buona posizione di graduatoria. Siamo pertanto praticamente certi che partirà il primo lotto dei lavori, con la costruzione della Scuola dell’Infanzia, edificata interamente con materiali e requisiti ecologici d’avanguardia (utilizzeremo una parte consistente dei pannelli fotovoltaici sequestrati che ci sono stati donati alcuni mesi fa dall’Agenzia delle Dogane). Il progetto, che verrà presentato alla popolazione a settembre e che consentirà una notevole riqualificazione dell’area interessata, è diviso in lotti funzionali (cioè completi): scuola dell’infanzia, elementare e media, come ho detto prima il primo lotto sarà la costruzione della scuola dell’infanzia, in quanto i nostri attuali asili, a causa del fatto che le nascite sono aumentate, cominciano ad essere in sofferenza.

Il Comune di Mele è infatti uno di quelli che da anni sta registrando una crescita della popolazione, indubbiamente un segnale positivo…

Si, negli ultimi cinque anni abbiamo avuto un aumento del quattro per cento della popolazione, con diverse coppie giovani che da Genova sono venute a vivere qui. Il prossimo anno avremo due sezioni di prima elementare e due sezioni di prima media, una cosa fino a pochi anni fa impensabile. A Mele siamo vicini alla città e alla Riviera ma allo stesso tempo siamo un territorio verde e tranquillo, ancora a misura d’uomo.

Una scommessa sicuramente vinta è stata quella del Museo della Carta, con il ritorno del mastro cartaio che ha avuto anche risalto nazionale…

Ne hanno fatto un servizio anche La7 e la RAI, è stata una scommessa partita negli anni Novanta dal sindaco Domenico Romani, la mia predecessore Clio Ferrando ci ha investito moltissimo ed è stata ripagata. La frazione di Acquasanta, grazie al Museo, le Terme ed il Santuario restaurato presenta un’offerta indubbiamente unica. Con il Museo e la nuova scuola possiamo dire che, malgrado l’emergenza frane, è stato un anno sostanzialmente positivo. E’ in cantiere inoltre la proposta di installare altre due pale eoliche, che andrebbero ad aggiungersi a quella già presente. Anche in questo caso si tratta di un progetto di privati ma consentirà al nostro comune l’applicazione di una royalty sul fatturato, che con l’attuale pala equivale circa a 30/35 mila euro ogni anno.

Alla fine dell’anno scorso c’è stata la vicenda di una possibile discarica del materiale di smarino del Terzo Valico a Mele, a che punto è la questione?

La vicenda, essendo che il Comune l’ha resa pubblica informando la popolazione, è stata ampiamente discussa, anche animatamente, in piena trasparenza con la cittadinanza. In questo modo abbiamo messo sul tavolo la questione, evitando così situazioni di tensione che si sono viste in altre zone. Attualmente è tutto sospeso, inoltre esiste un ricorso al TAR promosso e firmato da 250 cittadini della zona contro il progetto. Il Consiglio Comunale di Mele ha votato all’unanimità, per ben due volte, due mozioni della minoranza consigliare, che erano contro il progetto. Dal punto di vista politico noi una scelta l’abbiamo fatta, è evidente che un tale progetto, se riavviato, dovrà avere anche un parere tecnico.

Cosa sta succedendo all’Unione dei Comuni Stura-Orba-Leira? Era la più avviata della Liguria e oggi sembra in difficoltà?

Sta succedendo una cosa a mio parere normalissima, le amministrazioni precedenti sono partite con grande entusiasmo quattro anni fa, sostituendo la Comunità Montana, al fine di proseguire con i servizi associati già in essere, come la polizia locale e successivamente la raccolta differenziata. In questi quattro anni è cambiato però moltissimo, la normativa nazionale ad esempio ora prevede l’obbligatorietà delle funzioni associate (cioè il trasferimento all’Unione e la gestione associata della gran parte dei servizi comunali), che all’epoca era appena abbozzata. Analizzando l’impatto, sia dal punto di vista della pianta organica che dei bilanci, che avrebbe tutto questo sui singoli Comuni, ci siamo resi conto che l’Unione è sicuramente fondamentale, ma che il passaggio non può essere banale e frettoloso, ci vuole più riflessione. Di comune accordo abbiamo quindi deciso di effettuare un ragionamento più ampio che potrebbe portarci a modificare l’attuale Statuto e rivedere alcune regole dell’Unione, per meglio tutelare i cinque Comuni. A mio avviso, pur essendo personalmente molto convinto dell’importanza dell’Unione, è un rallentamento inevitabile e doveroso. Sulle dimissioni del presidente Andrea Pastorino esiste un “patto tra gentiluomini” che prevede che la presidenza ruoti a turno ogni anno tra i Sindaci, non ci sono polemiche tra i Comuni o interne ai Comuni stessi, a volte i punti di vista, com’è naturale che sia, sono diversi e le discussioni molto accese, ma l’Unione non è assolutamente in discussione. Al Prossimo Consiglio dell’Unione, che sarà entro la fine del mese, ci sarà la nomina del nuovo Presidente.

Fabio Mazzari
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