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Le teorie economiche applicata alla floricoltura

Niente fiori ma opere di bene (costano di meno)

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Domenica 4 ottobre non sapendo cosa fare perché il tempo era brutto, Giusy ed io, inforcata la nostra macchina “inchiostrifera” ci siamo diretti alla volta di una serra per comprare dei fiorellini allo scopo di addobbare il nostro poggiolo la cui vista si apre sui ponteggi, montati oramai quattro mesi fa, attorno alle mura del civico Teatro Romualdo Marenco di Novi Ligure per riparare il tetto di questa storica struttura. Peccato che i lavori siano iniziati contestualmente alle piogge “monsoniche” alle quali ormai il nostro “Colonello Bernacca” mattutinamente ci ha abituato nel riferire le sue previsioni del tempo. Ma dicevamo… giunti alla serra e avvolti dai profumi e dai colori dei vari fiori, ben presto il nostro carrello si è riempito, all’insegna del “mi raccomando spendiamo poco”, di primizie.  E proprio nell’ottica della nostra “spending review” cassuliana abbiamo preso il minimo indispensabile per rendere bello il nostro balcone. Questa la “lista delle spese”:

Cattura

  • Tre cassette porta-fiori con annesso sottovaso
  • Tre griglie per ancorarle alla ringhiera
  • In una cassetta tre ciclamini bianchi e rossi, con il verde del fogliame
  • Nelle altre due, due calluna tricolori (siamo patrioti!!!) più due ederine (per ricordare il mio passato repubblicano) cadenti a cascata.
  • Due sacchetti di terriccio
  • Un piccolo cactus da regalare al nostro Mattia Nesto perché così si potrà sedere più comodamente sulla sua sedia davanti al computer (ahi ahi Caramba!!!)

Il tutto per la modica cifra di 92,55 euro. Giunti a casa, Giusy con paletta e secchiello, circondata dai suoi otto gatti che annusavano un po’ di qui e un po’ di là, eccola a invasare e dopo due orette et voilà… il nostro balcone fiorita risplendeva di nuova gloria.

Felici e soddisfatti ci siamo fermati a vedere il frutto del nostro lavoro… e poi a me all’improvviso mi si è accesa una lampadina: “ma Giusy scusa quanto abbiamo speso?” – “92 euro e rotti” la sua risposta. “Cavolo sarebbe a dire quasi 200milalire!!!”, “E’ proprio vero – risponde Giusy all’improvviso sconsolata – è come se ogni vasetto ci fosse venuto a costare quasi 30 euro” , “Cioè SESSANTAMILALIRE A VASETTO?????!!!! – esclamo io all’improvviso inviperito. E allora mi viene in mente che una volta, non tanto tempo fa tutto sommato, con sessanta mila lire, potevi sotterrare di fiori “tutta Novi”!

Qualcuno potrebbe obbiettare che son passati anni e che quindi c’è stato un aumento dei prezzi. Certamente! Ma gli stipendi e le pensioni sono forse aumentate parallelamente a questi rincari del mercato? È a questa domanda che dobbiamo risponderci e forse la crisi dei consumi sta, anche, proprio in un’errata applicazione dell’euro, dove da una parte c’è stata speculazione e dall’altra una mancanza di controllo.

Gian Battista Cassulo
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