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La mostra dedicata alle donne che hanno lottato per la legalità contro le mafie

“Donne & Mafia” in mostra a Campomorone

DSCN4905 E’ stata inaugurata ufficialmente ieri sera, nel Palazzo Balbi di Campomorone, la mostra “Donne&Mafia”, organizzata dal Comune di Campomorone, in collaborazione con il Comune di Rivoli, l’Associazione “Libera”, il centro di documentazione “Peppino Impastato” e l’associazione “Rivolidonne”.

Si tratta di una mostra itinerante, nata da un’idea di Rita Margaira, dell’associazione Rivolidonne, per far testimoniare il lato meno conosciuto della lotta alle organizzazioni mafiose, ovvero quello delle donne che, siano esse mogli, figlie, sorelle di personalità dell’antimafia, testimoni, collaboratrici di giustizia, politiche o giornaliste, hanno dedicato la loro vita a favore della legalità, in territori spesso difficili.

Il sindaco di Campomorone, Paola Guidi, ha introdotto la mostra spiegando che «il mese di novembre è dedicato alla lotta alla violenza contro le donne, raccontando la vita di grandi donne, che hanno subito un tipo di violenza diverso da quello tradizionale, ma altrettanto terribile, la violenza delle organizzazioni mafiose», il Comune di Campomorone negli ultimi tempi ha realizzato, assieme alle scuole «grandi lavori di sensibilizzazione dei ragazzi alle tematiche legate alla mafia, si pensa ancora erroneamente che le mafie siano qualcosa di distante da noi, ma, in realtà, esse riguardano ormai tutta l’Italia, raccontando la storia di donne che hanno lottato contro le mafie con grande coraggio a rischio della propria vita».

DSCN4906 La mostra, nata a Rivoli, cittadina alle porte di Torino, sta viaggiando per l’Italia, proprio nel torinese avvenne, nel 1983, il primo omicidio mafioso del nord Italia, quello del giudice Bruno Caccia, che indagava sui traffici della ndrangheta in Piemonte.

Rita Margaglia ha ringraziato anche il Comune di Campomorone che ha ampliato la mostra con i pannelli dedicati alle infiltrazioni delle mafie in Liguria, particolarmente presenti nell’area di Sanremo-Ventimiglia e nel Centro Storico di Genova e, riguardo alla mostra ha parlato di come è nata l’idea di mostre dedicate alla vita di grandi donne «siamo partiti da Rivoli nel 2010 e stiamo viaggiando per l’Italia cercando di sviluppare un argomento che riguarda la condizione femminile, la nostra prima mostra è stata dedicata alle donne che hanno fatto l’Italia lungo i 150 anni dell’unità» sulla mostra sulle mafie Margaglia ha detto «la cosa più tremenda di questa mostra è stato l’immergersi nel mondo delle donne che hanno combattuto la mafia, che sono state uccise o che hanno visto uccidere mariti, figli e parenti. La mostra vuole anche sollecitare le istituzioni sull’argomento, ricostruendo le diverse storie personali» prosegue Rita Margaglia, non è mancata la sensibilità «sono emerse storie terribili, veramente difficili da raccontare, a causa della loro drammaticità».

DSCN4910 La mostra, che è visitabile fino al 27 novembre nei locali del piano ammezzato di Palazzo Balbi, la sede municipale, racconta la vita e la biografia di numerose donne legate, in maniera diversa alla mafia. Sono presenti le storie di donne famose, come Rita Borsellino, Felicia Impastato o Rosaria Costa, ma anche meno famose, di donne che hanno sfidato le organizzazioni mafiose con successo, alcune diventando sindaci di paesi della Calabria, della Campania e della Sicilia in aree fortemente a rischio, o di giornaliste, fino alle storie più drammatiche delle testimoni di giustizia che, in molti casi hanno dovuto rinunciare alla propria identità, vivendo nell’ombra e sotto protezione a causa del rischio della propria vita.

Fabio Mazzari
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