Home | Alessandrino | Tortona e Tortonese | Pellizza da Volpedo alla biblioteca di Tortona

Il nostro inviato Claudio Cheirasco ci illustra un'importante conferenza

Pellizza da Volpedo alla biblioteca di Tortona

Foto: Claudio Cheirasco Nella foto: Aurora Scotti; Pierluigi Pernigotti; Michele Soffiantini; Marcella Graziano.

Foto: Claudio Cheirasco
Nella foto: Aurora Scotti; Pierluigi Pernigotti; Michele Soffiantini; Marcella Graziano.

Sabato 6 febbraio 2016, presso la Sala Quadri della Biblioteca Civica di Tortona, è stato presentato lo speciale “Pellizza da Volpedo” numero 1/2015 della rivista L’Universo edita dall’Istituto Geografico Militare di Firenze.

 

Dopo un minuto di silenzio per Giulio Regeni, il ricercatore italiano recentemente scomparso in Egitto in circostanze misteriose, l’assessore alla Cultura del Comune di Tortona Marcella Graziano ha aperto i lavori definendo “meraviglioso” il volume monografico ed elogiando il modo in cui si rivela utile sia a chi già conosce il pittore di Volpedo, sia a chi lo incontra per la prima volta.

La presentazione è proseguita con gli interventi di Aurora Scotti, Pierluigi Pernigotti e Michele Soffiantini. Alla fine dell’incontro è stato proiettato il video “Arte per l’umanità” di Max Dorigo, il video avente come protagonista “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo che è stato proiettato all’aeroporto di Milano Malpensa durante Expo Milano 2015.

 

Il 2015 è stato un anno importante per L’Associazione Pellizza da Volpedo Onlus: oltre al riconoscimento avuto con Expo e l’VIII biennale di Volpedo, c’è stato il lavoro con l’IGM di Firenze che ha portato alla realizzazione della mostra “Pellizza da Volpedo – Itinerari tra pittura e cartografia“e alla pubblicazione del numero speciale della rivista L’universo.

Tra il Pellizza e l’Istituto Geografico Militare, spiega la professoressa Aurora Scotti, esisteva un legame nato nel 1888 quando Il Pellizza ha frequantato l’istituto di belle arti di Firenze, a poca distanza dalla sede dell’I.G.M. In quell’occasione è nato un interesse per la cartografia che accompagnerà Giuseppe Pellizza per tutta la vita. Egli non avrebbe più affrontato un viaggio senza la mappa dei luoghi da raggiungere. Le mappe per Pellizza hanno rappresentato degli strumenti di lavoro, su di esse ha preso appunti, tracciato percorsi; anche dall’uso che ha fatto delle mappe si desume come il suo approccio sia stato di tipo scientifico.

L’idea della mostra e del fascicolo è nata quando, nel riordinare il fondo cartografico del Pittore, Michele Soffiantini si è accorto di come molte carte riportassero i dati geodetici, utilizzati dai cartografi durante i rilievi. In un primo momento non si capiva il motivo della loro presenza, poi l’attenzione è caduta su di un taccuino del Pellizza in cui c’è traccia della profonda amicizia che l’ha legato all’ing. Raffaello Grechi.

L’ing. Grechi dirigeva i rilievi cartografici per conto dell’IGM quando, sul finire del XIX secolo si stava realizzando la prima edizione della cartografia nazionale in scala 1:25000. Probabilmente molte carte del territorio volpedese sono state donate dal Grechi al Pellizza, tra queste una in particolare è molto rara perché si tratta di un’edizione provvisoria del 1889, fuori commercio e incompleta rispetto a quella definitiva del 1893.

 

Nella seconda parte della serata, Pierluigi Pernigotti ha il punto dei risultati raggiunti dall’associazione pellizza Onlus.

I musei Pellizziani

Nel 1994 è stato aperto al pubblico lo studio del pittore, negli anni successivi e fino al 2001 si è lavorato al museo didattico, nel 2011, infine è stata aperta l’installazione multimediale. Questi tre luoghi, insieme agli “itinerari sui luoghi pelliziani” danno luogo ad un sistema che prende il nome di Musei Pellizza da Volpedo.

La Biennale di Volpedo

Nel 2001 Il Quarto Stato è tornato a Volpedo in occasione del centenario del suo completamento, da allora negli anni dispari si tiene la Biennale di Volpedo, una serie di manifestazioni con l’intento di “conservare la memoria e approfondire la conoscenza dell’illustre concittadino”.

Gli Itinerari sui luoghi pellizziani

Facilitati dall’uso di molti toponimi che il Pellizza ha usato per dare il titolo ai suoi quadri e anche dal lavoro parallelo di Don Crispino Guerra “il fotografo di Volpedo” che in molte foto ritrae il pittore all’opera, si è individuato per ogni quadro il luogo esatto in cui è stato dipinto e lo scorcio di paesaggio che lo ha ispirato.

Dopo questa prima fase, a partire dal 2000 sono state sistemate nelle vie del paese di Volpedo alcune riproduzioni in grande formato di opere del pittore. Oggi sono presenti diciotto postazioni in cui è possibile vivere la suggestiva esperienza di poter confrontare il paesaggio raffigurato nel quadro più di un secolo fa con quello odierno.

Completata la fase di valorizzazione all’interno del borgo di Volpedo sono stati realizzati altri itinerari extraurbani tra le campagne e sulle colline che circondano Volpedo. Il “Sentiero della Montà di Bogino” (segnavia Cai n. 150) è stato il primo ad essere riscoperto nel 2011, lungo questo anello di 5 km, che circonda l’abitato di Volpedo sono presenti le riproduzioni di altri quadri del Pellizza tra cui “La montà di Bogino” del 1905.

A questo percorso si aggiungono il sentiero Cai n. 152 “Il sole di Pellizza” ed il sentiero n. 153 “Il Poggio di Brienzone” già realizzati ed il sentiero n. 154 che probabilmente prenderà il nome di “Sentiero della Sacra Famiglia” in fase di completamento.

Visita TortonaOggi.it

Claudio Cheirasco
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina