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Un reportage del nostro Matteo Serlenga

Un futuro per Alberola, stazione sciistica “fantasma”

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Quando andai ad Alberola la prima volta, ero ancora uno studente dell’università impegnato a raccogliere materiale sull’evoluzione e la storia delle stazioni sciistiche per la mia tesi di laurea: sui miei libri infatti comparivano solamente le più “grosse” e famose stazioni sciistiche, soprattutto dell’arco alpino come Sestriere, La Thuile, Courmayeur o Cortina, e a malapena si parlava di Viola St. Gree; avevo già sentito parlare di Alberola e dei suoi skilift ormai fermi da molti anni, ma non trovai nulla nei libri.
Decisi così di andare a visitare personalmente, in un giorno invernale, questa stazione sciistica “fantasma”, che ormai per me era diventata un mito, sia per la sua così inusuale vicinanza col mare, sia per la sua storia, dai suoi giorni di piena attività al totale abbandono dei giorni nostri.
Fu così che conobbi Alberola, il suo territorio e la sua storia: piccola frazione del comune di Sassello (una ventina di abitanti in tutto d’inverno), rinomata per le caratteristiche del territorio, ogni anno d’estate attira molti turisti e villeggianti per il clima fresco e per i molti funghi che il sottobosco regala; qualche villetta, un rifugio e ristorante, un piccolo complesso di residence e soprattutto la vecchia casettina con scritto ancora “biglietteria”, dalla quale gli sciatori potevano acquistare il loro skipass per accedere al piccolo comprensorio, e gli skilift fermi, il tutto circondato da un vasto manto bianco di neve che accentuavano il look di stazione sciistica “fantasma”.
Stazione sciistica piccola ma innovativa, nata grazie alla passione e all’investimento di alcuni impreditori coraggiosi durante il “boom” del turismo invernale e ispirati dalla nascita e dalla diffusione capillare delle stazioni sciistiche “ex novo” create a ridosso delle Alpi e dell’Appennino come Pratonevoso o Artesina e la già citata Viola St. Gree (anche quest’ultima divenuta “fantasma” per diversi anni, per via delle poche precipitazioni nevose), Alberola vantava un discreto afflusso turistico, tre impianti di risalita, cinque piste per circa una decina di chilometri in tutto e trecento metri di dislivello, il tutto adagiato sul dorso del Monte Cucco.

 

<<arrivavamo fino a duemila turisti durante il weekend>>, mi disse con gli occhi brillanti la proprietaria del rifugio, come se stesse raccontando di una “età dell’oro”,  <<e c’era persino una piccola discoteca. Poi, purtroppo, non ha più nevicato abbastanza..>> e con queste parole scomparì il luccichio dagli occhi, lasciando spazio a una velata malinconia di un passato che forse non tornerà più: purtroppo infatti le precipitazioni nevose influiscono molto sul turismo invernale, soprattutto su queste località “a bassa quota”, dove, complice il cambiamento climatico, l’innevamento non è più quello di una volta; in mancanza di materia prima, tutta la cornice di attività che si era creata attorno agli impianti collassò, proprio come le piccole “ghost town” minerarie americane che, una volta esaurito il carbone, si spopolavano.

Ma non tutti si sono dati per vinti: è infatti di questi ultimi giorni la notizia che un gruppo di persone, che si allineano alla pagina Facebook “Alberola di Sassello”, hanno intenzione di portare agli antichi splendori la località, <<o almeno provarci>>.
A lanciare l’idea è Gigi Di Santo di Acqui Terme (che imparò a sciare proprio sulle piste di Alberola), e ha le idee chiare: <<vogliamo far rinascere Alberola attraverso una raccolta firme da portare in Regione e una riunione con tutte le persone che vogliono partecipare a questo progetto: stiamo infatti organizzando un incontro al quale parteciperanno anche persone che negli anni passati hanno puntato molto su questo territorio e hanno contribuito così alla costruzione degli impianti e del turismo. Una realtà come questa, più vicina geograficamente di altre località sciistiche, potrebbe essere appetibile a molti turisti “mordi e fuggi” soprattutto in questo periodo di crisi>>.

Nell’attesa dell’incontro, non ci resta che tirare fuori le idee: <<Da una idea può nascere molto>>, ed è vero; l’ostacolo più grande resta purtroppo il fattore meteorologico, che come ricorda Di Santo, <<quest’anno ha limitato notevolmente le precipitazioni nevose>>: infatti questo inverno, nonostante le ultime nevicate di marzo, non verrà di certo ricordato come uno dei più nevosi, soprattutto qui sull’Appennino.
Incrociamo le dita per il futuro perché si sa: le idee fanno molto, ma, senza la neve, rischiano di fare come la neve stessa al sole: sciogliersi.

Matteo Serlenga
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10 commenti

  1. Sicuramente l abbinamento come a Caldirola di altre attività in periodi non invernali diventerebbe molto più interessante e fattibile

    • Perché non fate delle piste da downhill o discesa in bici?avete già le strutture basta soltanto creare le piste…a caldirola e a finale ligure e un turismo che funziona e la posizione di alberola è perfetta per genovesi savonesi e piemontesi essendo in mezzo e ben comunicante con le tre province

    • Penso che il problema più grosso sia il costo per ripristinare gli impianti di risalita. …si in estate e in altri periodi si potrebbbero usare per bici di discesa o sci d erba e essendo vicino alla riviera per chi investe avrebbe il suo tornaconto

  2. Sono orgogliosamente uno ke ad alberola ha sciato per parecchi inverni e posso testimoniare ke il sabato e la domenica di gente c’è n era moltissima con tanto di scuola di sci. Che bello !!!!! Oggi visto ke maledettamente nevica meno non si potrebbe sopperire rivestendo le piste con del materiale sintetico così per ki investe il guadagno e’ assicurato e anche per chi frequenta il divertimento e ‘ assicurato per tutto l’anno? Inoltre nella bella stagione ci starebbe bene anche una pista di mountani bike in quanto partendo dal monte cucco si può arrivare fino a Palo . La vista e ‘ impagabile e nelle belle giornate si vedono le Alpi con il Monviso. W W W alberola sky

  3. Mattia Nesto

    Grazie mille per i vostri commenti che ci spingono a continuare a raccontare questi splendidi luoghi
    Un caro saluto

  4. Io ad Alberola ci ho passato le estati della mia infanzia e qualche Natale. D’estate c’era anche lo sci d’erba. Non sarebbe un’idea? I miei più bei ricordi sono proprio legati alle estati, alle camminate per i prati e per i boschi di faggi. Che nostalgia..

  5. Concordo con chi dice che si potrebbe pensare anche a qualcosa di alternativo per rilanciare Alberola! Questa località ha delle potenzialità non solo di inverno ma in tutte le stagioni! Chi è interessato alla causa metta mi piace sulla pagina “Alberola di Sassello” .

  6. donatella ingrami

    Anch io ho sciato a Alberola e vi ho passato magnifiche estati. I miei figli hanno imparato a andare a cavallo lì , quando c era la scuola di equitazione. Nel periodo estivo potrebbe essere una idea ripristinarla…portava tanta gente. Ancora una idea potrebbe essere un percorso di sopravvivenza come a belpiano nell’ entro terra chiavarese. Per l inverno ciaspolate e anello di fondo, che costano meno che mantenere gli ski lift. Vediamoci e …incrociamo le dita!

  7. IDEA FANTASTICA…..costi di ripristino iniziale due tepins per ripristinare la baby ed il medio…cosi si risveglia l’interesse e non si hanno scosti per inpianti a funi…parco giochi sulla neve…..cavalla e mountain bike in estate, FORZA RAGAZZI ALBEROLA DEVE TORNARE A VIVERE!!!

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