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Intervista all'autore con aneddoti, curiosità e progetti futuri

Pier Guido Quartero e il romanzo storico genovese

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Pier Guido Quartero alla biblioteca Balbi di Campomorone

Pier Guido Quartero, classe 1949 genovese doc (ma mio padre era di Pomaro, dalle parti di Valenza, ci tiene a dire), da diversi anni si dedica alla scrittura di libri e romanzi. Filo conduttore, dietro alla trama, è spesso la città di Genova: sia quella attuale che, soprattutto, quella storica. Dopo aver incontrato l’autore alla recente presentazione del suo ultimo libro Il mulino dei Botta Adorno a Campomorone nell’ambito degli Aperitivi Letterari organizzati dal Comune, abbiamo intervistato Pier Guido Quartero nel cuore del centro storico di Genova.

Quartero, quando nasce in lei l’idea di diventare uno scrittore?

Già da bambino, quando leggevo tantissimi romanzi d’avventura classici, come Jules Verne, Jack London, Rudyard Kipling, il nostro Salgàri e altri ancora, da lì era nata in me l’idea di diventare uno scrittore. Purtroppo, come spesso succede nella vita, crescendo ho dovuto fare tutt’altro, laureandomi in Giurisprudenza e lavorando per la Camera di Commercio. Verso i 55 anni, quando cominciavo a pensare alla pensione, ho avuto una svolta personale nella mia vita e ho scelto di riscoprire la mia vita in modo diverso. Così ho ricominciato a scrivere, provando a realizzare romanzi gialli. Era il periodo in cui andavano forte lo spagnolo Montalban con Paco Carvalho e Camilleri con Montalbano.

L’idea di dedicarsi al romanzo giallo nasce per una sua passione o è casuale?

Ho sempre letto di tutto, anche i libri cosiddetti “pallosi”, tipo l’Ulisse di Joice. Quando volevo svagarmi mi buttavo sugli “hard boyled” americani, che ho sempre preferito al giallo classico inglese, tra i miei preferiti c’erano Raymond Chandler, Mickey Spillane, Rex Stout e molti altri ancora. Prendendo esempio invece proprio da Camilleri e Montalban, ovvero una situazione in un mondo specifico, la Sicilia per il primo e Barcellona per il secondo, decisi di pensare di fare lo stesso per Genova però, prima che pubblicassi il mio primo romanzo uscirono i libri di Bruno Morchio. Da li, per non mettermi a inseguire uno bravo e che era già più avanti di me, decisi di lanciarmi sul romanzo storico.

Romanzi storici dove Genova però è molto presente, lei ha sempre vissuto nella nostra città?

Si, devo dire che Genova è la vera protagonista dei miei romanzi, dove non c’è mai un personaggio fisso. Essendo nato ed avendo sempre vissuto a Genova, tranne tre anni della mia vita in cui ho lavorato alla Camera di Commercio di Aosta, ho approfondito molto la storia e le curiosità della nostra città.

Il suo primo romanzo qual è stato?

Il primissimo in assoluto fu una serie di racconti con protagonista Peo Traverso, un personaggio immaginario Il cui nome nasce da un mix, Peo era il mio soprannome da bambino e Traverso perché è uno dei cognomi più diffusi a Genova.

Dopo i racconti di Peo Traverso ha pubblicato il primo romanzo storico, La lettera perduta

Un romanzo ambientato nella Genova del 1350, siamo quasi alla fine del Medio Evo, e Genova è diventata una potenza commerciale. In questo romanzo si parla di una compagnia che ripercorre la cosiddetta “Rotta dei genovesi”, molti non ne sono a conoscenza, ma Genova fu una delle primissime società capitaliste della storia. Nel romanzo ho cercato di ricostruire la società dell’epoca, ma anche di richiamare quelle appena precedenti, con i “Carmina Burana”, i chierici vaganti, i templari.

164604_cover_hr Per scrivere racconti storici bisogna, inevitabilmente, documentarsi molto, quindi ha anche una grande passione per la storia, soprattutto quella locale…

Si, sono stato anche facilitato dal fatto che mi occupai, per la Camera di Commercio, di Genova 2004 Capitale della Cultura, dove raccolsi tantissimo materiale. Una volta iniziato a dedicarmi alla scrittura decisi di utilizzare il materiale per fare sfondo ai romanzi storici, ho sempre avuto, comunque, un grande interesse per la storia locale, spesso troppo poco conosciuta e valorizzata.

In seguito pubblica il suo più grande successo, ovvero la Trilogia tabarchina, che ripercorre anch’essa un periodo storico molto importante per Genova…

È una saga familiare che ho diviso in tre volumi, proprio perché la storia di Tabarca, colonia genovese in Tunisia, si sviluppò nell’arco di tre secoli. In ognuno dei tre libri c’è un protagonista diverso.

E arriviamo quindi a Il mulino dei Botta Adorno, l’ultimo suo romanzo presentato la settimana scorsa a Campomorone, che si svolge tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento…

È quasi una continuazione naturale della Trilogia di Tabarca, ha sempre al centro Genova ma si sviluppa in una rete molto ampia, l’azione si svolge nel basso Piemonte in Val Borbera, a Napoli, in Sardegna a Carloforte, in Calabria e in Sicilia. Il romanzo inoltre è incentrato in un periodo storico fondamentale per la nostra storia, ovvero la fine della Repubblica di Genova, il Congresso di Vienna e l’inizio dei moti carbonari che precedettero l’unità d’Italia. Per riprodurre fedelmente le ambientazioni in vari luoghi d’Italia ho cercato di documentarmi il più approfonditamente possibile.

quartero storie della pigna Oltre ai noir storici lei ha scritto altri romanzi, questa volta con ambientazioni contemporanee.

Ho pubblicato “Trekking a Genova” che si svolge nei quartieri periferici della città, toccando zone poco frequentate dagli stessi genovesi come Acquasanta o San Carlo di Cese, “Storie della Pigna” che è ambientato appunto nella Pigna, il centro storico di Sanremo, con la città rivierasca che viene raccontata non nell’ambiente turistico o chic ma nel suo cuore antico e “Blue Avana” ambientato nella Genova degli anni ’50-’60, il titolo particolare nasce dal fatto che in quegli anni moltissimi bar e locali avevano nomi che richiamavano i paesi caraibici.

Quali sono infine i suoi progetti futuri?

Il prossimo romanzo lavoro sarà in qualche modo un seguito di “Trekking a Genova” che si svilupperà come una vera e propria guida, un attraversamento di Genova, da Capolungo alla Vesima attraverso il tracciato dell’antica via romana. Sotto il profilo storico preparerò un romanzo ambientato nel 1870, anno del ritorno di Roma all’Italia . In questa storia il ruolo di Genova sarà in rapporto alla nascita delle colonie e al Grande Gioco tra le potenze europee per spartirsi ampie zone dell’Africa e dell’Asia. Genova giocò un ruolo importante nel colonialismo italiano per il contributo dato da Ugo Sapeto e Raffaele Rubattino.

Fabio Mazzari
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1 commento

  1. Claudio mazzadi

    Bravissimo quartero che leggo da quando il cugino gino mi procura tutti il libri dello autore. Congratulazioni anche per ultimo ambientato nel 1870 e in compagnia navale rubattino. Claudio da parma.

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