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Con la mostra commemorativa di Mario De Biasi e le immagini della Sardegna di Photo 65

Masone, inaugurata la 19°Rassegna Internazionale di Fotografia

I fotografi del gruppo "Photo 65" di Ovada

I fotografi del gruppo “Photo 65” di Ovada

Ha aperto i battenti sabato pomeriggio, la diciannovesima edizione della Rassegna Internazionale di Fotografia al museo civico “Andrea Tubino” di Masone. La rassegna, come ogni edizione, è organizzata grazie al grande lavoro dai volontari dell’associazione “Amici del Museo di Masone” di Gianni Ottonello.

L’inaugurazione ufficiale di sabato è avvenuta alla presenza di diverse istituzioni, tra cui l’assessore della Città Metropolitana di Genova Cristina Lodi. Le esposizioni, che saranno visitabili durante tutta la stagione estiva fino a settembre con gli orari indicati sul sito ufficiale del museo, sono situate come sempre nel piano inferiore del museo. Due le mostre : quella commemorativa con gli scatti del grande fotoreporter Mario De Biasi e quella dedicata alle immagini dei volti della Sardegna realizzate dai fotografi Andrea Gaione, Andrea Gandino e Lino Scarsi, del gruppo “Photo65” di Ovada.

La galleria dedicata al grande fotoreporter Mario De Biasi (1923-2013), uno dei primissimi fotografi italiani a dedicarsi a questa professione, è una rassegna di splendidi scatti in rigoroso bianco e nero che il reporter realizzò tra gli anni ’50 e gli anni ’80 per le più importanti testate giornalistiche del periodo quali Epoca, L’Espresso, L’Europeo, ecc… Nella sua lunga carriera De Biasi realizzò ritratti di capi di stato, al museo Tubino possiamo infatti ammirare Elisabetta II in un momento informale in un maneggio con i cavalli e lo shah Reza Pahlavi dell’Iran nella maestosità della sua tenuta ufficiale; ritratti dei mostri sacri della Hollywood degli anni d’oro, abbiamo infatti scatti di Alfred Hitchcock, Marlene Dietrich, Sophia Loren e molti altri ancora e, soprattutto, immagini di viaggio : dal pranzo dei monaci dopo la preghiera in un tempio buddhista della Birmania, alla Piazza Rossa di Mosca sotto una tormenta di neve, al ritratto di un giovane Shogun giapponese nella maestosità del suo abito, alla pelle d’orso appesa da due Inuit canadesi dopo la caccia; fino alle immagini più curiose e particolari, di cui De Biasi fu uno specialista, come la modella che cammina di spalle nella Firenze degli anni ’50 suscitando l’inevitabile attenzione degli uomini presenti (foto diventata il logo della mostra ed esposta nientemeno che al prestigiosissimo museo d’arte moderna “Guggenheim” di Bilbao) fino all’impagliatura di un leone.

I fotografi ovadesi Gaione, Gandino e Scarsi di “Photo 65” hanno realizzato invece una bellissima galleria fotografica sui volti e i costumi della Sardegna. L’idea di queste immagini, spiegano nell’intervista a L’Inchiostro Fresco nasce « grazie ad alcuni nostri amici sardi, che ci hanno raccontato dell’importante festa degli agrumi che ogni anno si tiene a Muravera, un piccolo paese del sud-est della Sardegna, solitamente la settimana prima di Pasqua o in quella immediatamente successiva» i fotografi hanno ricevuto dagli abitanti di Muravera un’accoglienza a dir poco incredibile «ci hanno fatto accomodare in tribuna d’onore ed abbiamo incontrato un’ospitalità straordinaria, che forse non esiste altrove”. La festa degli agrumi che dura dalle 8 del mattino fino alle 2 del pomeriggio, è stata creata nel 1961 riprendendo le antichissime tradizioni che ancora oggi si conservano e tramandano nella più grande isola italiana. Questa festa, ogni anno, richiama partecipanti da tutta la Sardegna. Le immagini scattate dai tre fotografi ovadese ritraggono i volti della festa, con la grande cura dei costumi tipici «ognuno di essi rappresenta una zona della Sardegna e, ad esempio, gli ori che sono indossati vengono tramandati di generazione in generazione» ci spiegano i fotografi di Photo 65. Nella galleria di immagini hanno ritratto bambini, ragazzi e ragazze, adulti ed anziani, vestiti con i costumi tipici e nei cui volti si legge l’emozione per partecipare a questa grande festa.

Fabio Mazzari
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