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Il noto scrittore genovese parla dei suoi libri e dei suoi progetti futuri

Riccardo Gazzaniga si racconta a L’Inchiostro Fresco

foto-per-if Riccardo Gazzaniga, scrittore genovese, si racconta in questa intervista fatta nella storia Pasticceria Buzzi di Rivarolo, a L’Inchiostro Fresco. Gazzaniga parla dei suoi libri, di come ha deciso di diventare scrittore e dei suoi progetti per il futuro.

Gazzaniga, classe 1976, sovrintendente capo della Polizia di Stato, ha pubblicato “A viso coperto” e il recentissimo Non devi dirlo a nessuno”.

Lei ha sempre avuto passione per la scrittura e quando è nata in lei l’idea di scrivere un libro?

La passione per la scrittura l’ho sempre avuta, sin da ragazzino. Intorno al 2008, dopo aver vissuto per via del lavoro, il contatto con il mondo degli ultras, decisi di partire dall’idea che avevo di un racconto breve, per realizzare un romanzo. Inizialmente vi erano due soli personaggi, un poliziotto e un tifoso, che successivamente sono diventati dodici.

Il mondo del calcio, inoltre, è sempre stato giudicato difficile per cinema e letteratura, il mondo del tifo calcistico viene sempre raccontato in chiave comica, nel suo libro ”A viso coperto”  invece è visto in chiave drammatica…

Ho voluto raccontare quella parte di tifo calcistico che non viene mai raccontata, se non dalla cronaca nera. Quello che mi aveva interessato, senza voler giudicare perché un romanziere non lo fa mai, era capire il perché queste persone decidono di fare scontri e devastazioni senza un perché.

Cosa ha scoperto riguardo al mondo degli ultras del calcio?

Chi entra all’interno di quella mentalità, di un gruppo chiuso, si adegua a codici di comportamento e meccanismi tutti suoi. Gli scontri e le devastazioni spesso sono atti di espressione di forza e identità dello stesso gruppo ultras rispetto agli altri. Non sono mai entrato all’interno di questi gruppi,  ma ho lavorato spesso da vicino in servizi allo stadio. E poi ci sono molti altri sistemi per conoscerli, a esempio i libri e i forum su internet, dove si riesce a capire la mentalità e farsi un’idea di che tipo di mondo sia.

Questo libro ha ottenuto molto successo ed ha avuto numerosi premi e ne ha parlato anche la televisione…

Si, è stato letto anche e soprattutto da chi, di calcio, non si interessa. Ho vinto il Premio Massarosa e il Premio Calvino per gli autori emergenti. Molta popolarità me l’ha data il passaggio in televisione nel programma di Daria Bignardi.

Tra le sue attività c’è anche una popolarità grazie ad un post diventato famoso su Facebook, di cosa parlava?

Ho avuto ben settantamila mi piace per quel post! Racconto una storia di sport, la gara dei duecento metri ai Giochi Olimpici di Città del Messico del 1968, parlando dell’australiano Peter Norman, arrivato secondo e protagonista, inconsapevole, di un pezzo di storia olimpica per via della famosa foto dove lui, bianco, si trova tra i due atleti neri che per protesta alzano il pugno sul podio.

Parliamo invece del suo secondo romanzo, “Non devi dirlo nessuno”, che abbiamo visto presentato qualche giorno fa a Campomorone. Lei ha raccontato di avere una passione per Stephen King…

Si, il maestro del Maine è il mio autore preferito sin da ragazzo, dal libro “La lunga marcia” letto al liceo. Ho sempre letto molti gialli e polizieschi, ma soprattutto horror.

Il suo libro ha una tematica ispirata a Stephen King ma soprattutto ha molti ricordi personali e dell’infanzia…

Il romanzo è ambientato a Lamon, piccolo paese delle Dolomiti, di dove è originaria mia madre. Ancora oggi, appena posso, vado li. Ho mescolato diversi ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, con la tematica gialla-horror. A Lamon hanno accolto benissimo il mio romanzo e gli ha fatto molto piacere leggere dei propri luoghi.

gazzaniga Il romanzo ha una data precisa, l’estate del 1989 e ci sono molti riferimenti alle cose e alla cultura dell’epoca…

Il protagonista del romanzo all’epoca ha tredici anni e il fratello dieci, esattamente come avevamo io e mio fratello nella realtà. Ho lavorato molto di memoria, ricostruendo l’ambientazione del periodo, è stato anche un divertimento trovare tutti questi ricordi. Ho fatto anche un po’ di domande via internet, chiedendo ai miei lettori che cosa si ricordassero maggiormente di quel periodo: vinsero incredibilmente le spalline nei vestiti! È anche un’epoca di grandi cambiamenti storici e di grande speranza per il futuro, oggi purtroppo smentita.

I personaggi citati nel libro sono frutto della fantasia o hanno dei collegamenti reali?

No, sono tutti ispirati a persone, specialmente i ragazzi, che frequentavo in quegli anni. Ho cambiato per ovvi motivi i nomi, ma l’aspetto fisico, il carattere e la loro provenienza era proprio quella reale.

Per concludere che progetti ha per il futuro?

Ho due idee in testa attualmente, la prima sulla storia di uno scrittore che viene accusato ingiustamente di plagio e deve cercare di difendersi. La seconda ispirata proprio alle vicende, dette prima, delle Olimpiadi di Città del Messico. Ma non è ancora certo che diventeranno romanzi, alla fine. Vedremo!

Fabio Mazzari
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