Home | Ovada e Ovadese | L’assessore alla sanità Saitta conferma il rispetto della legge 1/600

Dal 1 dicembre 2016 un nuovo medico nel Punto di Primo Intervento dell’Ospedale di Ovada

L’assessore alla sanità Saitta conferma il rispetto della legge 1/600

ovada1Qualcosa si muove nella Sanità Ovadese, dopo il documento condiviso inviato dall’Amministrazione Comunale di Ovada, dai Sindaci della Valle Stura, dai partiti politici, dalle Associazioni di volontariato, di categoria, dai Sindacati (di cui vi abbiamo parlato nello scorso numero, ndr) per una pronta risposta sul futuro dell’Ospedale di Ovada, qualificato dalla Regione come nosocomio di“area disagiata”, ma dove non sono ancora stati attuati quei cambiamenti annunciati. È stato l’Assessore Regionale alla Sanità, Antonio Saitta, in visita all’Ospedale di Ovada ad annunciare i primi cambiamenti. La prima notizia è che dal 1° dicembre ha preso servizio al Punto di Primo Intervento dell’Ospedale di Ovada il quarto medico, la Dott.sa Michela Pezza che è andata a rafforzare la “squadra” di medici attivi in un Pronto Soccorso che registra circa 6mila passaggi l’anno. Sempre entro il mese di dicembre 2016 l’Assessore alla Sanità ha garantito che sarà attivata la procedura del bando per avere all’Ospedale di Ovada nei primi mesi del nuovo anno anche il Primario di Lungodegenza, che lavorerà in stretta collaborazione con la dottoressa Paola Varese, Primario del reparto di medicina con la quale l’assessore ha esaminato i positivi risultati di un grande impegno, dedicato in particolare ai pazienti oncologici. L’Assessore alla Sanità ha quindi  incontrato il personale, l’Associazione Vela che opera all’interno della struttura insieme al Sindaco di Ovada Paolo Lantero, i Sindaci della zona, il Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale Domenico Ravetti, il consigliere regionale Walter Ottria, il Senatore Federico Fornaro, i vertici dell’Asl AL con il Direttore Generale Gilberto Gentili, il Direttore Sanitario Elide Azzan e il Direttore Amministrativo Valter Alpe. Una visita che si è concentrata in ognuno dei tre piani della struttura, dove è palpabile il forte senso di appartenenza che anima i dipendenti e gli stessi pazienti. Con tutti loro Saitta ha voluto condividere le notizie positive sul futuro dell’ospedale di Ovada, il cui mantenimento non è mai stato in discussione ed il cui rafforzamento vede la Regione impegnata ad attuare la programmazione impostata non solo sul disegno della rete ospedaliera piemontese, ma anche sull’integrazione con la rete di assistenza territoriale. La rete ospedaliera della Regione lo definisce, come abbiamo precedentemente ricordato, “ospedale di area disagiata“, ma il termine è certamente riduttivo: il nosocomio di Ovada è una realtà che fornisce alla popolazione del territorio del basso Piemonte servizi e prestazioni di ottimo livello, spesso anche di eccellenza, senza dimenticare che è considerato punto di riferimento anche per la popolazione ligure, producendo mobilità attiva.

saitta_Con il Sindaco di Ovada l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte ha condiviso la necessità di nuovi progetti che consentano alla popolazione anziana con problemi cronici di essere assistita sul territorio, magari a domicilio, incrementando o sperimentando servizi infermieristici sempre più indispensabili per dare risposte nuove ai bisogni di salute della popolazione per superare anche i problemi legati al trasporto pubblico. Soddisfatto il Sindaco Paolo Lantero: “La legge 1/600 con il Pronto Soccorso Semplice verrà applicata – dice il Primo Cittadino – l’Assessore Regionale ha manifestato l’apprezzamento e lo stile della struttura dove si trattano le persone e non i pazienti, si è interessato dell’attività dell’Associazione Vela lasciando anche un messaggio scritto in cui si legge, testuali parole, Ho visto concretamente l’umanizzazione di un Ospedale”. Durante l’incontro si è anche parlato del potenziamento degli ambulatori, oltre alle positività che sono rappresentate dall’attività di senologia alla quale la popolazione femminile della zona può fare riferimento e che può ancora svilupparsi, il medico di famiglia, i letti di Osservazione Breve Territoriale (OBT). Un altro dato è rappresentato dal 13% della popolazione della Valle Stura che si rivolge all’Ospedale di Ovada per la buona qualità del servizio. “L’applicazione della legge 1/600 – conclude Paolo Lantero – è monitorata: il livello di attenzione deve rimanere  alto

Enzo Prato
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina