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La pittrice genovese si racconta a L'Inchiostro Fresco

L’arte del ritratto di Elisabeth Cyran

Elisabeth Cyran, artista polacca di nascita ma genovese da molti anni si dedica, fin dalla giovane età al ritratto, una delle più antiche realtà pittoriche.

La vita di Elisabeth Cyran è stata molto intensa «sono nata in Polonia a Sopot, vicino a Danzica, ho vissuto a Baghdad, a Maastricht in Olanda e da molti anni vivo a Genova». Il paese di origine ha influenzato molto la sua arte «la mia consapevolezza e la mia espressione si sono formate in Polonia. L’arte per noi è stata anche una forma di ribellione contro l’occupazione, prima quella degli zar e poi quella sovietica. Ci definiamo dei maestri nel leggere e parlare tra le righe».

Il percorso dell’artista nasce negli anni Settanta in Polonia, riguardo a quel periodo Elisabeth Cyran ci spiega «era molto difficile farsi strada nel mondo dell’arte, le persone della mia generazione emigravano per avere una vita più sicura, una vita con le possibilità, ma in Polonia esisteva una sensibilità ed una fame intellettuale come da pochi altri parti».

La scelta di dedicarsi ai ritratti nasce in Elisabeth Cyran già da giovanissima, già dall’età di quattordici anni «amavo dipingere l’uomo, iniziai con l’uomo avvilito della Polonia di quegli anni, costretto ad elogiare il sistema e l’idea dello stato, ma sono stata anche influenzata dal splendore del Rinascimento italiano della sua bellezza e l’ammirazione per la individualità umana».

Riguardo al suo rapporto con Genova l’artista spiega «il mondo della cultura genovese è ermetico ma questa è la natura che influenza il carattere; qui abbiamo gli scogli a due passi dalle montagne».

Ma cosa serve e quali tecniche bisogna utilizzare per realizzare un buon ritratto? Elisabeth Cyran spiega che è fondamentale vedere innanzi tutto la bellezza in ogni persona «una persona contenta è migliore anche per gli altri, ma questa bellezza deve essere convincente, io al massimo su richiesta tolgo qualche chilo e non mostro le rughe, facendo il lifting più veloce e indolore del mondo» dice scherzando l’artista «non ho una teoria riguardo alle ombre e ai colori, le opere d’arte, indipendentemente da come vengono create devono essere sincere. L’artista» prosegue Elisabeth Cyran «deve ricercare il profondo in ogni opera, avendo un controllo su tutto ciò che ci sommerge dall’esterno e che ci preme dall’interno».

Il ritratto è anche cambiato nel corso dei tempi, come ci fa presente l’artista «una volta posare per un pittore era una forma di vita sociale, oggi nessuno ha più né la voglia né il tempo di stare seduto a posare, si dipinge quindi partendo da una o più fotografie. L’occhio umano» conclude Elisabeth Cyran «deve vedere oltre la lente dell’obiettivo».

Le opere di Elisabeth Cyran si possono ammirare a Genova nel Teatro Politeama, nelle chiese di Santa Caterina e del Santo Padre, nella casa di Nicolò Paganini, nel Museo fondazione Genoa, al ristorante Zeffirino e alla Cattedrale di San Lorenzo. Vi sono anche opere esposte all’estero a Sopot in polonia, a L’Aia in Olanda e all’Università di Yale negli Stati Uniti.

Fabio Mazzari
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