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La versione di Carmelo Balbi sulle vicende politiche dell'entroterra genovese

Il Falchetto impallinato nel giorno del ricordo

 Nel tentativo di avere ospite alla presentazione del libro “Il Falchetto dello Scrivia scritto da Carmelo Balbi, cittadino di Busalla sin dalla nascita, un esponente di rilievo della cultura fiumana come il dott. De Cleva, ben due copie del libro, finito di stampare a dicembre scorso, venivano, come vedremo, incautamente affidate a mani amiche affinché giungessero al destinatario, questi libero poi di decidere se intervenire alla presentazione del 28 gennaio scorso, oppure declinare l’invito.

A parziale giustificazione del comportamento di istriani insediatisi ormai nel tessuto sociale busallese, si considera che proprio oggi, 10 febbraio, è il giorno eletto come quello del ricordo di eventi assai dolorosi per quelle popolazioni e dell’arrivo dei profughi fiumani in Valle Scrivia.

Giorno celebrato qui  con una cerimonia derubricata a “incontro pubblico” nella biblioteca comunale Bertha Von Suttner  di Busalla e un pranzo della fratellanza dei popoli con prodotti della  tradizione fiumana consumato nelle sale di Villa Borzino, nobile cornice avvolta in una  delicata nevicata di questo fine inverno atipico.

Pur non sottovalutando dunque la relativa vicinanza della data di presentazione del libro, 28 gennaio, a quella della memoria e della fratellanza vissuta, nel paese settanta anni fa, proprio oggi,  non è sfuggita, ad occhi appena attenti, la circostanza che, i due volumi, erano un bel giorno finiti nelle mani di una dipendente comunale fiumana jus sanguinis,  sia quello destinato con superflua dedica allo storico, sia l’altro finito chissà dove.

Non sembra esagerato supporre che il Falchetto, sia stato impallinato proprio quel giorno di gennaio, forse ritenuto volatile eccessivamente curioso, forse visto come uccello portatore di stagionali malesseri o peggio  come falco astuto a caccia miserabile di pubblicità anche nella giornata del ricordo.

Deve essersi trattato di due grosse incomprensioni, almeno si spera, perché il libro presentato, è d’uopo ripeterlo, il 28 gennaio, lavoro impegnativo di chi aveva, tra l’altro, visto arrivare i così detti fiumani e li aveva accolti con simpatia, trasferendo, molto più tardi, nel suo libro esperienze anche particolari di quella lontana conoscenza e solidarietà, non potrebbe comunque considerarsi ne in antitesi con la successiva giornata del ricordo, ne tanto meno una anticipazione della medesima, solo perché il libro contiene scritti che parlano oltre che della nostra Valle,  di varia umanità e degli istriani scacchisti a Busalla.

La verità è che l’autore del “Falchetto” cercava di avere la presenza del dott. De Cleva il 28 gennaio alla presentazione del libro, indipendentemente dalla giornata della memoria che sarebbe seguita il 10 febbraio, durante la quale nessun rilievo avrebbe potuto e dovuto assumere “il Falchetto”.

“Voce dal sen fuggita più richiamar non vale”, consegnati i due libri, una cortina di silenzio è calata su di essi: un servizio postale gratuito che però non trasferisce e non da neppure conto del disservizio.

E’ passata la presentazione nella saletta della biblioteca comunale, con dignitose e tranquille presentazioni del lavoro, con interessanti interventi e presenze qualificate: di fiumani e fiumane neppure l’ombra.

E’  passata la giornata della memoria, sicuramente secondo programmi e dedizione di reduci e loro discendenti, ricordo di eventi dolorosi per una comunità che ogni anno si rinnova con il doveroso riconoscimento per l’accoglienza ricevuta in molte parti d’Italia, compresa la Valle Scrivia.

Carmelo Balbi
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