Home | Entroterra Genovese | MastroRobot, la robotica è arrivata a scuola

Il progetto che coinvolge le scuole medie di Sant'Olcese e Serra Riccò

MastroRobot, la robotica è arrivata a scuola

Questa mattina, al teatro “La Lanterna Magica” di Serra Riccò, davanti ad oltre centosettanta studenti della Scuola Media “Giuseppe Ungaretti”, è stato presentato ufficialmente il progetto “MastroRobot” che coinvolgerà le scuole medie di Serra Riccò e Sant’Olcese (dove è stato presentato nei giorni scorsi a Villa Serra).

Il progetto, di cui abbiamo parlato nel nostro articolo di qualche giorno fa, è nato, grazie ad un finanziamento ottenuto presso il M.I.U.R. (Ministero Istruzione-Università e Ricerca) di ventimila Euro dai due istituti comprensivili. Obiettivo di MastroRobot, come anticipa lo stesso nome, è quello di introdurre le giovanissime generazioni alla robotica.

Non è azzardato dire, infatti, che siamo davanti ad una nuova Rivoluzione Industriale, la quarta dopo quella del vapore (fine ‘700-primi ‘800), dell’elettricità (1860-1880) e dell’innovazione tecnologica (1950-1970). La quarta rivoluzione industriale sarà appunto quella basata sulla robotica, dove gli autonomi affiancheranno o, in alcuni casi sostituiranno, l’uomo in diversi ambiti di lavoro. Siamo solamente agli inizi ma tutto fa pensare che il futuro sarà questo ed è fondamentale, quindi, che le nuove generazioni arrivino preparate ad un cambio epocale.

Dopo l’introduzione da parte di Maria Grazia Lanzavecchia, responsabile del progetto dell’istituto comprensivo e dal preside Dario Ferraro, la parola è andata a due esperti del settore, entrambi tra l’altro della Valpolcevera e precisamente di Sant’Olcese: Giorgio Bruzzone e Claudio Di Tursi.

Giorgio Bruzzone, che in zona è conosciuto da tutti come l’”uomo dei ghiacci”, egli infatti è un ricercatore del C.N.R. (Centro Nazionale di Ricerca), esperto nel settore della robotica, ed ha al suo attivo decine di spedizioni scientifiche in Artide e soprattutto in Antartide. Proprio riguardo alla sua esperienza, Bruzzone ha mostrato al giovane pubblico i filmati delle spedizioni, dove l’ausilio dei robot è fondamentale, sono diversi infatti i mezzi automatici adattati proprio per effettuare campionamenti e ricerche tra i ghiacci eterni e, raggiungere anche i fondali catturando immagini che, fino a pochi anni fa, erano impossibili da ottenere. Tra le realizzazioni tecnologiche più interessanti sperimentate nell’Artico vi è un gommone che si guida interamente da solo, mostrato ai ragazzi, che anticipa quello che tra non troppi anni potrebbe diventare una realtà: automezzi senza bisogno di autista che percorrono tragitti già prestabiliti.

Claudio Di Tursi, tecnico informatico della Polizia di Stato a Bolzaneto ed esperto di robotica,  è invece passato ad illustrare i robot veri e propri che saranno, a partire dai prossimi giorni, dati in dotazione alle scuole medie di Serra Riccò e Sant’Olcese, si tratta di piccoli robot della Lego (si, proprio la stessa azienda conosciuta in tutto il mondo per i mattoncini colorati) EV3 Mindstorm, utilizzati sia da amatori della robotica che da veri e propri professionisti. Di Tursi ha spiegato il programma di sei ore che sarà seguito dagli studenti (e dagli insegnanti) per l’introduzione alla robotica, con la costruzione di un piccolo automa e la sua programmazione. «Le cose che a noi umani sembrano molto semplici alla macchina diventano difficili» ha detto Di Tursi «ad esempio lo programmeremo secondo un percorso di colori e ostacoli, e si vedrà come la macchina si comporterà di conseguenza».

Giorgio Bruzzone ha paragonato il robot ad un bambino appena nato «è come avere di fronte un neonato, con la differenza che il robot non cresce ma apprende sempre maggiori nozioni e capacità nel corso della sua vita».

Sono stati poi mostrati dei filmati di robot simili a quelli che sono stati dati in dotazione programmati per giochi logici, quali il cubo di Rubik ed il sudoku, risolti dagli automi in pochissimo tempo. È stato poi accennato all’enorme evoluzione che la robotica ha avuto negli ultimi decenni, per fare un semplice esempio lo Sputnik che portò Yuri Gagarin nel primo volo spaziale e l’Apollo 11 che portò Neil Armstrong sulla Luna avevano una memoria di gran lunga inferiore a quella dei piccoli robot Lego EV3 Mindstorm dati in dotazione ai ragazzi e pari a quella di un normale telefono cellulare!

Il Vicesindaco di Serra Riccò, Serena De Cecio ha espresso la sua soddisfazione per il progetto «è un progetto interessantissimo per le scuole medie, nel futuro speriamo di coinvolgere le quinte elementari. Siamo riusciti a coinvolgere i ragazzi alla robotica in maniera divertente, creativa e laboratoriale attraverso strumenti che loro conoscono ma che non sanno come utilizzare in maniera così funzionale».

Grandissimo interesse è stato infine dimostrato dai ragazzi della scuola media “Giuseppe Ungaretti” che hanno assistito ai filmati e alla presentazione con entusiasmo e hanno rivolto diverse domande ai due esperti di robotica.

Galleria fotografica (foto di Fabio Mazzari, riproduzione riservata)

Fabio Mazzari
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina