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Un grande personaggio dello sport e della politica ovadese

Giorgio Arcella, un commosso ricordo

 La provincia di Alessandria piange Giorgio Arcella personaggio di sport e uomo politico.

Appassionato sin da giovane di pallone elastico, fu attirato dal calcio dove giocò all’età di 14 anni con l’Alessandria, quindi tre stagioni all’Acqui e poi all’Ovadese, che culminò con quell’epico spareggio di Marassi per il salto di categoria con Mister Baiardo. Con il calcio conquistò quindici allori di cui quattro da giocatore, otto da allenatore, uno da Direttore Sportivo e due Coppe Piemonte.

Erano gli anni ‘80 e 90 quando il popolare “Mago”, grazie al rapporto che sapeva costruire con la squadra, otteneva risultati prestigiosi tanto da risultare uno dei più gettonati del calcio mercato insieme ai suoi fidi calciatori che intendevano seguire. È da tecnico che ottenne i maggiori successi partendo proprio da Ovada con la formazione Juniores, seguita poi da quell’epico spareggio di Canelli del maggio 1989  dell’OvadaMobili con la Fulvius per il salto in Promozione e poi via via tutti gli altri successi a Carrosio con “patron” Villona, a Cassano con Castagnetto, a Fresonara con Deiana, a Novi Ligure con la Polisportiva Sergio Comollo con Malfettani, a Strevi con Montorro.

Abbandonato il calcio giocato perché probabilmente non era più il suo ambiente, dedicò tutto il suo tempo alla vita politica di Silvano d’Orba nel Circolo “Paolo Perfumo”, dove ricoprì il ruolo di segretario contribuendo all’elezione dell’attuale Sindaco Ivana Maggiolino, ma soprattutto organizzando la festa de l’Unità con la partecipazione dei più rinomati complessi di ballo liscio tanto da attribuire alla festa la denominazione di “Festival Italiano della Musica da ballo”. Non si possono dimenticare le serate con le orchestre di Bagutti, Castellina Pasi, Tarantino che fecero “il pieno” allo “Stefano Rapetti” oltre alla prelibata cucina di cui andava fiero per il coinvolgimento di tutto il paese nell’allestimento dei piatti tipici.

Purtroppo la grave malattia che lo ha colpito nell’autunno del 2015 e la conseguente amputazione della gamba, lasciarono un segno nell’organizzazione della festa anche se la scorsa estate venne ugualmente presentata in onore a Giorgio che, nonostante tutto, fu presente e già pensava al prossimo appuntamento del 2017. Le condizioni fisiche lo hanno però fermato all’età di 70 anni, lui che sul campo sapeva superare gli avversari con dribbling ed anche qualche malizia.

A tutti noi il suo ricordo di uomo semplice, onesto, impegnato e coerente, possa essere di esempio a molti in un tempo di disorientamento nella fede politica e di un calcio di ieri di cui è stato il grande protagonista. Lascia la moglie Teresa, la figlia Rosa e il fratello Bruno.

Enzo Prato
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