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La cittadinanza è invitata per parlarne Mercoledì sera al consiglio comunale straordinario presso le scuole in località Campè

Urbe, un futuro nel Beigua Geopark?

Urbe e parco del Beigua, “Odi et amo?”
Con queste catulliane parole, nello scorso numero cartaceo de “l’Inchiostro Fresco” di marzo, neanche a farlo apposta, lanciavamo una “sfida” al sindaco di Urbe Fabrizio Antoci, chiedendogli se ci sarà un futuro del piccolo comune dell’entroterra savonese all’interno del Geoparco del Beigua, essendo il territorio comunale interamente circondato da quello del Geoparco; ebbene, il sindaco ci rispose che  era sua volontà fare il possibile per far entrare Urbe, dopo ben 14 anni di ritardo, nel Beigua Geopark, ossia quel territorio dei 10 comuni (Arenzano, Genova, Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Tiglieto, Sassello, Stella, Cogoleto, Varazze) che gravitano attorno al Parco Regionale dei Beigua, e che godono di tutti quei servizi che un Geoparco europeo patrimonio dell’Unesco può offrire: ebbene, è di oggi la nota del Comune di Urbe rivolta alla cittadinanza che spiega i motivi di questa scelta storica e che invita tutti gli interessati al consiglio comunale straordinario che si terrà mercoledì sera presso le scuole in località Campè

“Questa decisione arriva con 16 anni di ritardo” si legge nella nota, “nel 2001 l’allora Amministrazione Comunale decise, unica nel nostro entroterra, di rimanere fuori dal nascente Parco del Beigua. Il danno cagionato al Comune e alla sua comunità di residenti e non residenti proprietari di immobili è evidente”, spiega il sindaco Fabrizio Antoci, ricordando che, una parte di fondi, già destinati a Urbe, furono “deviati” al comune di Sassello; “questo momento storico”, continua la nota, “obbliga gli amministratori dei piccoli comuni come il  nostro a non farsi sfuggire qualsiasi opportunità in termini di possibile creazione di posti di lavoro nel turismo sostenibile, nella difesa del territorio, nelle attività tipiche della zona”, che riguardano il futuro del territorio stesso: “dobbiamo invertire la tendenza allo spopolamento e al declino, o si chiude bottega in pochi anni“.
Un monito duro, ma ponderato, quello del sindaco, poichè “i numeri dei nostri comuni”, spiega la nota, “sono tali da mettere a rischio i servizi essenziali, scuola e trasporti per primi […]; riteniamo doveroso intraprendere ogni iniziativa che possa portare, direttamente o indirettamente, reddito sul nostro territorio, sempre però nel rispetto dell’ambiente e delle condizioni di vita della comunità”.

..Quali sarebbero i giovamenti che otterrebbe il Comune di Urbe entrando nel Geoparco del Beigua?

Come spiega la nota del comune, “entrare a far parte di un parco Unesco per Urbe significa garantirsi una visibilità gratuita […] e per i suoi esercizi commerciali e di accoglienza turistica, una maggiore promozione“; ricorda inoltre la nota che, a giovarne, sarebbe anche l’intera rete sentieristica, molto lunga e difficile da gestire, e i negozi delle frazioni più alte (Vara e Acquabianca), che diventerebbero anche punti di informazione del Geoparco.

..a quale prezzo?

Secondo la nota, la porzione di territorio che diventerà protetta interamente dal Parco Regionale sarà solo il 3%, situato a sud est nella zona del Faiallo: una porzione di territorio a cui i cacciatori dovranno rinunciare; “Crediamo fermamente che entrare a far parte del Parco del Beigua rappresenti, per Urbe, un passo avanti” conclude la nota, ricordando che “chi dice di battersi per il bene della nostra gente non può non appoggiare la nostra richiesta di entrare a far parte del Parco del Beigua”.

Nota del Comune leggibile interamente qui:

Lettera alla cittadinanza

Pubblicato da Comune di Urbe su Lunedì 10 aprile 2017

RIPRODUZIONE RISERVATA.

Matteo Serlenga
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