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Venerdì 28 aprile, presso la Sala delle Conferenze della Biblioteca Civica di Novi Ligure, si è tenuta un incontro sul problema etico, politico e medico delle vaccinazioni

Vaccini: se ne è discusso a Novi Ligure

Venerdì 28 aprile, presso la Sala delle Conferenze della Biblioteca Civica di Novi Ligure, si è tenuta un incontro sul problema etico, politico e medico delle vaccinazioni. A introdurre e moderare l’argomento è stato Andrea Vignoli, direttore de “Il Novese”, che ha sottolineato il decremento progressivo dei vaccini in Italia per la messa in dubbio della loro validità. Questo fenomeno, ha detto Vignoli, si è sviluppato anche a causa della rete che influenza, positivamente o negativamente, i “non-istruiti” in merito e, a seguito di questi atteggiamenti, il numero dei vaccinati scende.

Il dibattito è stato poi affrontato dal medico ed epidemiologo Vittorio Demicheli che, servendosi di slide, ha mostrato le statistiche riguardo la diminuzione e l’aumento dei vaccini nelle varie regioni del Bel Paese spiegando che spesso i rifiuti a vaccinarsi sono “dissensi temporanei”, causati dalla volontà di prendere tempo in merito. Stando a quanto riportano i dati, Novi Ligure è “controcorrente”: infatti in città aumentano i rifiuti mentre in Piemonte diminuiscono. Questa “paura” dei vaccini è generata dalla paura degli effetti indesiderati . E queste preoccupazioni non sono infondate: infatti, nel 2015 in Piemonte sono state registrate 11 reazione avverse su 100 mila dosi somministrate.

Ma come ha detto la scrittrice e bioeticista Elena Nave, che ha chiuso il discorso, il rischio di contrarre malattie gravi è maggiore rispetto ai rischi di riscontrare effetti indesiderati a seguito di una vaccinazione. Lo scopo dei vaccini è quello di fornire all’individuo l’immunità contro le patologie e quando raramente le sue conseguenze sgradevoli emergono, interessano casi singoli e non una collettività. Elena Nave ha evidenziato poi anche l’importanza dell’autonomia morale e quindi del personale governo di sé. Lo Stato non deve imporre limiti all’individualismo, dice Nave, ma deve coinvolgere il maggior numero di persone e massimizzare la partecipazione per il bene comune.

Rosa Capricano
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