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A seguito dell’ufficialità della chiusura della tratta “Novi-Tortona” il prossimo agosto

L’Associazione Pendolari Novesi prende posizione

Quando abbiamo saputo, va detto davvero con pochissimo se non con alcun preavviso, che dal prossimo agosto cesserà la circolazione di treni sulla tratta Novi –Tortona in qualità di Associazione Pendolari ci siamo sentiti subito in dovere di organizzare una riunione per stabilire il da farsi”. Con queste parole decise ma piene di preoccupazione Andrea Pernigotti, Presidente dell’Associazione Pendolari Novesi, ha introdotto l’Assemblea Straordinario di venerdì 12 maggio svoltasi nella Sala del Consiglio Comunale di Novi Ligure. Alla presenza dell’Assessore al Bilancio, Simone Tedeschi, del Consigliere di Minoranza, Fabrizio Gallo e del Vicesindaco di Pozzolo Formigaro, Felice Pappadà un buon numero di pendolari e non ha animato l’assemblea, con numerose proposte volte a ridurre al minimo i possibili/plausibili disagi derivante la chiusura della linea.

Le nostre stelle polari sono, a seguito di due infruttuose riunioni di Trenitalia Liguria e Trenitalia Lombardia, quelle del mantenimento degli stessi servizi, con gli stessi orari, nel limite delle possibilità – spiega Pernigotti – ed anche senza nessun tipo di esborso in più da parte dell’utenza. Occorre ricordare la situazione unica di Novi Ligure, cittadina di 30.000 abitanti in Piemonte ma la cui linea con Tortona è per 9/10 di competenza di Trenitalia Liguria (l’altro decimo è ad appannaggio di Trenitalia Lombardia, grosso modo all’altezza di Rivalta Scrivia, ndr) con treni gestiti da Trenord. Tutto questo non facilita le cose, per la pluralità dei soggetti in campo  – aggiunge il Presidente – tuttavia non per questo bisogna arrendersi”. Andrea Pernigotti ha sottolineato, in misura preliminare, di convocare al più presto una nuova assemblea, dove saranno invitati i rappresentanti di Regione Piemonte, Liguria e Lombardia, oltre che di Trenitali, Trenord e Cociv (l’azienda che si occupa dei lavori sul Terzo Valico, ndr) sottolineando che: “Quest’azione dovrà essere necessariamente un’azione collettiva perché la soppressione per quattro anni della Tortona- Novi non significherà problemi solo per i centinaia di pendolari lavorativi e per gli studenti  ma per tutti quelli che si debbono recare a Milano per prendere un Frecciarossa ed andare a Roma o per prendere un aereo e viaggiare in tutto il mondo. Tra Pozzolo, Novi e Serravalle, senza considerare Stazzano e Cassano, quasi 50.000 persone sarebbero isolate”.

Le soluzioni suggerite dall’Associazione Pendolari, e che poi saranno sottoposte agli Enti competenti, come già detto sono state numerose. Forse la più interessante è stata quella denominata “tutto ferro” ovvero far partire i treni da Novi diretti per Arquata che, grazie ad un cambio di pilotine, riprenderebbero la marcia in direzione contraria, via Villavernia, così da andare a Tortona e quindi Milano e servendo anche Serravalle Scrivia e Pozzolo Formigaro. È stata avanzata anche l’ipotesi di rendere la stazione di Cassano Spinola, al momento non servita da treni ma in fase di riattivazione, una sorta di hub per Novi se non, come detto da un pendolare, tramutarla nella stazione di “Novi Cassano” (sulla scorta di esempi come la “Frugarolo – Bosco Marengo”) e potere così, nobilitando il grado della stazione, poter intercettare anche qualche treno “Genova – Milano”. Tante idee e soluzioni, anche di bus sostitutivi, per un tema che, anche dopo il pieno appoggio dell’Assessore Tedeschi di Novi e del Vicesindaco Pappadà per Pozzolo, certo non cesserà di far parlare di sé.

 

Mattia Nesto
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