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Intervista con uno dei più giovani candidati alle elezioni amministrative di giugno

Mauro Bonavita: mi candido per una Genova europea

 La campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative è entrata ormai nel vivo. Molti sono anche i giovani che si presentano nelle diverse liste. Uno di essi, candidato come indipendente nelle liste del Partito Democratico è Mauro Bonavita, ventisei anni, che spiega il perché di una scelta.

«Sono un indipendente del Partito Democratico e mi ritengo un europeista convinto anche per formazione personale, essendo vissuto per diverso tempo ad Atene – spiega Mauro Bonavita – sono però per un Europa ben diversa da quella attuale, che non è quella della Troika ma quella teorizzata da Altiero Spinelli, c’è bisogno di un Parlamento Europeo che non sia il rifugio per i non eletti ma che abbia poteri decisionali seri, in modo che non siano sempre i paesi del nord, più ricchi, a imporre la loro volontà su quelli del sud e dell’est più poveri». Una visione quindi molto europeista quella di Mauro Bonavita che, da diversi anni, milita nel Movimento Federalista Europeo, organizzazione apartitica che da anni si batte per il sogno degli “Stati Uniti d’Europa”.

Riguardo a Genova «Proprio per questo sono del parere che dobbiamo cambiare la mentalità di Genova, siamo un grande porto del Mediterraneo e non possiamo più ragionare da città provinciale ma riprendere la nostra vocazione europea – fa presente Bonavita – e allo stesso tempo c’è bisogno di una città che sia “unica”, dove i quartieri disagiati vengano considerati allo stesso modo di quelli “bene”. Riguardo alla società deve essere dinamica, non possiamo più fare leva sull’assistenzialismo che troppi danni ha prodotto in questi anni. Proprio perché siamo progressisti dobbiamo puntare sul creare lavoro. Uno dei primissimi punti che porterò, se dovessi essere eletto in Consiglio Comunale, è che Genova si relazioni come una grande città europea e non come una cittadina italiana come avviene adesso. Abbiamo un porto che compete con realtà quali Barcellona, Rotterdam, Marsiglia».

Parlando della Città Metropolitana Bonavita fa presente «l’abolizione delle Province è stato un grosso errore, le competenze sono passate alle Regioni, che sono percepite come enti molto lontani, basta vedere che è andato a votare per esse meno della metà degli aventi diritto. Ma è un errore, perché ci sono molte leggi regionali che influiscono sulla vita di tutti i giorni e sono le aree interne a soffrire maggiormente».

Riguardo al candidato della sua coalizione, Gianni Crivello, Mauro Bonavita spiega «è una persona molto competente e che conosce bene il territorio, essendo stato per diversi anni presidente di Municipio prima e assessore poi. Se do un’occhiata agli altri candidati – prosegue Mauro Bonavita – vedo un Marco Bucci che viene dal mondo dell’impresa e ha ben poca conoscenza del territorio ed un Luca Pirondini il quale sembra più che altro il rappresentante del suo leader nazionale».

I giovani ovviamente sono tra i punti centrali di un candidato giovane e riguardo a ciò Mauro Bonavita dice «siamo la seconda città più vecchia d’Italia dopo Venezia, sto mettendo in campo una proposta seria, che prenda tutti i centri della città, creare un tavolo comunale con i giovani artisti, sia emergenti che di arte tradizionale e portarli a valorizzare questi centri, dando gratuitamente degli spazi. I presidi sono un grandissimo deterrente contro la prostituzione e lo spaccio di droga, ci sono piazzette nella zona di Prè e della Maddalena che sono bellissime ma sono abbandonate e in mano al degrado. Immaginiamoci questi scorci con pittori, musicisti, ecc… Genova deve essere bella per tutti a partire da chi ci vive».

Ultimo punto quello della sicurezza «La sicurezza non è un tema partitico. Non possiamo avere né atteggiamenti da sceriffo né ignorare il fenomeno. Il problema è reale e sentito, la sicurezza si combatte con interventi contro il degrado, impendendo di consegnare molte persone ad una possibile devianza. Non basta mobilitare le Forze dell’Ordine, serve un’educazione alla legalità».

Fabio Mazzari
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