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Un confronto serio e pacato sulle tematiche sentite dalla cittadinanza

Ceranesi, ieri il dibattito tra i candidati sindaco

Da sx: Francesca Pasqualino (Vivere Ceranesi), Angelo Valcarenghi (Centrosinistra per Ceranesi-Legalità solidarietà), Emanuela Molinari (Ceranesi Bene Comune) e Gerardo Altosole (MoVimento 5 Stelle)

Si è tenuto ieri pomeriggio, nella sala riunioni della nuovissima libreria “Libropiù” di Pontedecimo, appena inaugurata (di cui parleremo poi nei prossimi giorni), il confronto ufficiale fra i quattro candidata alla carica di Sindaco del Comune di Ceranesi.

L’incontro è stato condotto e moderato dal noto giornalista locale Gilberto Volpara, davanti ad un pubblico numeroso e attento.

In rigoroso ordine alfabetico Gerardo Altosole (MoVimento 5 Stelle), Emanuela Molinari (Ceranesi Bene Comune), Francesca Pasqualino (Vivere Ceranesi) e Angelo Valcarenghi (Centrosinistra per Ceranesi-Legalità e Solidarietà) si sono confrontati in un dibattito sereno e dai toni pacati, che ha toccato alcuni punti dei diversi programmi elettorali.

La scelta di candidarsi a Sindaco:

Gerardo Altosole: è stata una scelta valutata insieme, dopo aver costituito a Ceranesi un meetup del MoVimento 5 Stelle che, in questi anni, è stato molto attivo sul territorio. Trovo che Ceranesi sia un paese in declino e serva un sindaco presente sul territorio. Ho 53 anni, sono sposato con due figli e sono impiegato, sono sempre stato attivo nel mondo del volontariato.

Emanuela Molinari: ho deciso di candidarmi come sindaco come rappresentante di questa lista completamente civica e slegata dalle logiche dei partiti politici. Abbiamo costituito la lista pensando al territorio, alle diverse frazioni inserendo in lista persone che rappresentano tutte le nostre frazioni. Ho 40 anni, sono architetto in uno studio associato.

Francesca Pasqualino: ho scelto di candidarmi in “Vivere Ceranesi” perché è una lista slegata dai partiti e dalle loro logiche. Voglio mettere a servizio del paese la mia esperienza maturata nel mondo del volontariato e soprattutto della scuola, essendo a conoscenza dei problemi delle famiglie. Ho 42 anni, sono spostata con due figli e sono rappresentante dei genitori dell’Istituto Comprensivo Campomorone-Ceranesi.

Angelo Valcarenghi: ho deciso di candidarmi per mettere a servizio di Ceranesi l’esperienza che ho maturato negli anni, essendomi occupato di urbanistica negli uffici tecnici di diversi comuni ed avendo ricoperto l’incarico di assessore a Campomorone, nonché per rappresentare le idee progressiste a Ceranesi. Ho 69 anni, sono architetto e gestisco una galleria d’arte a Campomorone.

 

Il tema dell’unione o la fusione dei Comuni della Valpolcevera:

Gerardo Altosole: personalmente sono contrario, è vero che i comuni sono vicini, ma ognuno di essi ha le sue specificità. Non condivido la visione “Campomoronecentrica” portata avanti durante l’amministrazione di Mauro Vigo, è necessario che valorizziamo il nostro territorio. È vero che i comuni oggi hanno poche risorse, ma se si uniscono cinque realtà con pochi fondi che guadagno abbiamo? Si può avere un risparmio economico e mantenere i servizi necessari amministrando bene il comune.

Emanuela Molinari: sono favorevole, è un processo che, volente o nolente, sarà inevitabile nei prossimi anni, possiamo protrarlo nel tempo, ma alla fine ci arriveremo. Con le poche risorse che ci sono attualmente è necessario fare rete comune tra i paesi. Se consideriamo che Campomorone e Ceranesi sono divise solamente da un fiume i campanilismi hanno davvero poco senso. Bisogna stabilire delle regole per le unioni che diano ai cittadini un risparmio economico e la garanzia di servizi adeguati.

Francesca Pasqualino: personalmente vedo l’unione dei comuni con interesse, se fatta bene potrà dare dei vantaggi ai cittadini. È fondamentale cercare di aiutarci e collaborare tra comuni limitrofi, associando servizi in modo da dare migliori risposte ai cittadini. Unico appunto sono per l’unione rispetto alla fusione per non perdere, almeno inizialmente, l’autonomia.

Angelo Valcarenghi: personalmente sono favorevole, è vero che un tema complesso e che merita una riflessione adeguata. I fondi a disposizione ci portano in questa direzione, ci sono tematiche come i PUC (Piani Urbanistici Comunali) o la gestione dei rifiuti che sono già svolte associate. È ovvio che le cose vanno fatte con il giusto tempo procedendo passo dopo passo.

L’Expo Valpolcevera, ancora utile? Come rilanciarlo?

Gerardo Altosole: ovviamente favorevole a partecipare come Comune di Ceranesi, assieme, però, dobbiamo fare manifestazioni di prestigio dislocate sul territorio del nostro comune, penso al grandissimo potenziale che ha l’area dei Piani di Praglia.

Emanuela Molinari: sicuramente favorevole a parteciparci, bisogna che l’Expo torni quello che è stato per diversi anni, quando era un grande momento di cultura e di aggregazione per il territorio che, purtroppo, in questi ultimi anni si è perso per motivi commerciali.

Francesca Pasqualino: sono assolutamente d’accordo alla partecipazione, dobbiamo far sì che l’Expo non sia solo quello dei commercianti ma l’Expo della Valpolcevera, aiutando allo stesso tempo le attività locali, dando ad esse la possibilità di partecipare.

Angelo Valcarenghi: felicissimo di far parte dell’Expo Valpolcevera, che deve tornare ad essere quello di alcuni anni fa. Non più solo la festa dei commercianti ma la festa del territorio, recuperando i fasti degli anni ’90 e primi anni 2000.

Le priorità in tema di cultura

Gerardo Altosole: la mia priorità è quella di un dialogo tra il Comune e la Curia di Genova per rilanciare il Santuario della Guardia, che può diventare per la Valpolcevera quello che Palazzo Ducale rappresenta per Genova. Poi vogliamo aprire un museo e una campagna “mediatica” per far sì che si parli di Ceranesi ogni volta che c’è qualche sagra o evento e non si nominino più solo le frazioni.

Emanuela Molinari: ci vogliamo soffermare soprattutto sulla promozione del territorio attraverso un punto di vista naturalistico-ambientale. Il nostro territorio è ricco di bellissimi luoghi che sono ancora poco conosciuti, dobbiamo cercare di valorizzarlo al meglio.

Francesca Pasqualino: assolutamente il dialogo con le scuole, che rappresentano il futuro delle nuove generazioni. Dobbiamo cercare di investire organizzando a Ceranesi eventi letterari, musicali, ecc… come si organizzano nei comuni vicini, a cominciare da Campomorone. Vogliamo valutare anche l’organizzazione di laboratori territoriali insieme agli studenti universitari.

Angelo Valcarenghi: cultura è un termine molto vaso, personalmente ritengo che sia più corretto parlare di portare a conoscenza quello che abbiamo. La nostra zona viene ritenuta a torto come una periferia della città, ma invece è ricchissima di realtà storiche, religiose, paesaggistiche e naturalistiche di grandissimo valore, che dobbiamo far conoscere e promuovere al di fuori.

Quali strutture per Ceranesi?

Gerardo Altosole: il rilancio della Guardia, che è una risorsa culturale inespressa, come abbiamo visto ancora pochi giorni fa in occasione della visita del Papa. Dobbiamo valorizzare l’impianto abbandonato di Pontasso e creare un’area delle feste.

Emanuela Molinari: nel nostro programma c’è il riordino del patrimonio edilizio, vogliamo riqualificare edifici esistenti e darli in gestione. Tra le strutture da riqualificare penso ad esempio alla sede dell’ex Comunità Montana a Santa Marta che può diventare una struttura per i cittadini.

Francesca Pasqualino: non servono nuove strutture ma sfruttare e riqualificare quelle che abbiamo, dobbiamo garantire a tutti coloro che vivono nelle frazioni la possibilità di avere un’area comune a disposizione. Penso ad esempio alla struttura delle Piane, la palestra di Gaiazza o la località Cacciatori.

Angelo Valcarenghi: basta con le “cattedrali nel deserto”, ne sono già state costruite troppe nel corso dei decenni anche nel nostro territorio, dobbiamo invece valorizzare gli edifici esistenti per garantire delle strutture pubbliche nelle varie frazioni, il tutto rispettando sempre la conformazione del territorio.

Un ticket per usufruire dell’area dei Piani di Praglia?

Gerardo Altosole: non sono favorevole, Praglia va recuperata, così invece si incentiva un ulteriore abbandono. Oggi siamo davanti ad episodi di delinquenza e ad un degrado dell’area, come testimonia ad esempio la mancanza di linee tratteggiate per i parcheggi.

Emanuela Molinari: contraria all’introduzione di un ticket di ingresso, Praglia va recuperata e rilanciata, allo stesso tempo bisogna monitorare quest’area nei periodi di campeggi e barbecue, sanzionando e prevenendo eventuali danni che purtroppo si sono verificati.

Francesca Pasqualino: non saprei se un ticket si una buona idea o no, l’area di Praglia va messa in sicurezza e va valorizzata, sensibilizzando sui rischi. Una buona idea sarebbero incontri nelle scuole sul tema della raccolta differenziata, dei rischi dei barbecue, ecc…

Angelo Valcarenghi: sono contrario al ticket, darebbe al comune delle risorse irrisorie e, allo stesso tempo, disincentiverebbe le persone ad andarci. Sono necessarie multe e sorveglianza. L’area va assolutamente valorizzata cercando sinergie con i privati.

Fabio Mazzari
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