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“Era caustico, cinico, bizzarro e imprevedibile. Un'ironia feroce, la sua, che però nascondeva a mio avviso un suo lato misterioso, che non voleva palesare. La sua fragilità, la sua profonda malinconia, che non voleva far vedere. E questo era il suo fascino”

Fantozzi in Paradiso, addio al grande Paolo Villaggio

 

Paolo Villaggio, alias ragionier Ugo Fantozzi, ci ha lasciati per davvero questa volta, e non solo nella finzione cinematografica: l’attore si è spento questa mattina alle 6 a Roma nella clinica privata Paideia dove era ricoverato da alcuni giorni. Aveva 84 anni. A darne la triste notizia la figlia Elisabetta con un post su facebook: “ Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare”, poche parole accompagnate da una fotografia in bianco e nero che ritrae un giovanissimo Villaggio con i figli per mano.

Paolo Villaggio, genovese d.o.c., è stato uno dei pochi veri attori comici italiani, autore di una comicità originale e senza precedenti, uno stile, come lo definiva lui, “tragicomico”; attraverso i suoi personaggi come Fracchia, il ragionier Ugo Fantozzi, il Professor Kranz, ha raccontato la realtà dell’italiano medio, dissacrando il miracolo economico e denunciando una disparità sociale soffocante, dovuta a suo parere ad una classe dirigente corrotta ed infantile. 

Come dimenticare l’universo di personaggi da lui stesso creato: il megadirettore galattico Duca Conte Balabam o il Visconte Cobram, rappresentanti di quella società dirigente italiana da lui tanto criticata; oppure il Ragionier Filini (interpretato da Gigi Reder) esempio universale ed intramontabile del collega perennemente ottimista ormai omologato ed addattato ad una condizione di totale sudditanza lavorativa; il geometra Calboni, interpretato da Giuseppe Anatrelli, classico prototipo del collega arrivista e ruffiano; la signora Pina e la sua emblematica frase rivolta al marito: “Ugo, io ti stimo moltissimo”, riassunto di una relazione portata avanti più per convenienza che per vero amore, nondimeno l’attrice Milena Vukotic ricorda Paolo con grande affetto: “Era caustico, cinico, bizzarro e imprevedibile. Un’ironia feroce, la sua, che però nascondeva a mio avviso un suo lato misterioso, che non voleva palesare. La sua fragilità, la sua profonda malinconia, che non voleva far vedere. E questo era il suo fascino

Indimenticabile l’episodio della Coppa Cobram, la gara ciclistica aziendale a cui Fantozzi e colleghi sono obbligati a partecipare improvvisandosi ciclisti per compiacere il direttore. Episodio che ha ispirato la manifestazione tutta genovese del Trofeo Fantozzi, approdata quest’anno anche a Sassello, nell’entroterra ligure come a voler simboleggiare il ritiro dalla vita di città del ragioniere che, come ha scritto Paolo Villaggio, nel suo libro “tragica vita del ragionier Ugo Fantozzi” immagina uno stanco Fantozzi, ormai ritiratosi da una vita cittadina d’inferno, riposarsi in uno sperduto paesino del cuneese, ma nonostante tutto, nostalgico dei tempi in cui lavorava alla Megaditta.

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Luca Serlenga
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