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Il 7 settembre il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso presentato per la gara

Novi Ligure, riflessioni sulla vendita della Farmacia Comunale

 Sui due più importanti giornali cittadini, “Il Novese” e “Panorama di Novi”, il tema che recentemente ha maggiormente tenuto banco è stata la questione della vendita della farmacia comunale.

Per riassumere, l’Amministrazione comunale di Novi Ligure già da tempo aveva deciso l’alienazione di questo bene pubblico, ponendolo il 3 aprile 2017, sulla base di una perizia redatta dal Dott. Marino Mascheroni, in vendita al miglior offerente con base d’asta pari a 1.243.000 Euro.

Due i concorrenti: la “Società Farmacia Valletta” con un’offerta di 1.301.000 Euro e la “Farmacia Pieve” con un’offerta di 1.555.000 Euro.

Ad aggiudicarsi la gara, che si è svolta il 2 maggio 2017, è stata dunque la seconda società, formata dalla dott.ssa Francesca Ravera e dal dott. Gianluca Ludovici, perché ha presentato l’offerta più appetibile.

Argomentando anomalie procedurali, la “Società Farmacia Valletta” presenta ricorso al T.A.R. Piemonte (Tribunale Amministrativo Regionale) chiedendo la sospensiva della gara, che con sentenza in data 26 luglio 2017 viene però respinta e così il 29 luglio 2017, come si legge su “Panorama di Novi” a pag. 2 nel pezzo titolato “Ricorso respinto: firmato l’atto notarile per la Farmacia comunale”, i legali della “Società Farmacia Valletta” preannunciano un ricorso al Consiglio di Stato ribadendo la richiesta della sospensiva della vendita, che invece avviene  il 31 luglio 2017 con la stipula dell’atto nello studio del Notaio Gianluigi Bailo, come appunto si legge sempre nel sopra citato articolo.

Dagli atti risulta che il Segretario generale del Comune di Novi Ligure, Angelo Lo Destro, prima della firma del contratto di compra/vendita, ha prodotto un parere legale dello studio dell’Avv. Carlo Emanuele Gallo di Torino, che sostanzialmente lascia libera l’Amministrazione comunale di procedere nella vendita, e informa che la “Società Farmacia Valletta” ha manifestato l’intenzione di interporre appello “avverso l’ordinanza cautelare del T.A.R. Piemonte”, ma che sino alle ore 13 del 31 luglio tale ricorso non era ancora agli atti del protocollo.

Il ricorso da parte della “Società Farmacia Valletta” comunque è stato presentato, in  quanto il 2 agosto 2017 il Consiglio di Stato si pronuncia sul contenzioso e, pur non riconoscendo la sospensiva richiesta, fissa la discussione finale per il 7 settembre 2017.

Il tutto, sperando, questo lo diciamo noi, venga posta la parola fine a questa vicenda portata avanti a colpi di carta bollata e che ci lascia perplessi per diversi motivi.

In primo luogo per l’amarezza nel vedere l’alienazione di un bene pubblico, quale la Farmacia comunale a forte valenza sociale, in quanto nelle intenzioni di chi sin dal 1888 (Legge Crispi-Pagliani) aveva istituito su tutto il territorio dell’allora Regno d’Italia tale servizio serve – sia pure con le più recenti modificazioni di legge del 1991 sul riordino del servizio farmaceutico – a garantire al cittadino, in primo luogo ai meno abbienti, la possibilità di accedere alla dispensazione dei farmaci.

In secondo luogo per costatare che il Comune, anche se introiterà la bella cifra di 1.555.000 Euro, avrà pur sempre l’onere di mantenersi a carico l’attuale personale dipendente dell’ex Farmacia comunale, nelle figure della dott.ssa Loretta Mirabelli, che andrà agli Uffici Finanziari, della dott.ssa Rosa Armella, che andrà agli Affari Sociali, della dott.ssa Maria Luisa Borghero, che andrà alla Segreteria generale. Figure professionali queste che originariamente erano state assunte per “fare le farmaciste” mentre adesso saranno impiegate certamente in incarichi di prestigio ma non per quello che originariamente dovevano fare anche in ordine al loro titolo di studio. Tre stipendi dunque per lavori di ripiego a carico dei cittadini novesi. A ciò aggiungasi che nelle casse comunali non entrerà più quel sia pur limitato guadagno annuo, derivato dalla gestione della Farmacia Comunale stessa.

E infine per vedere un’incomprensibile fretta nell’assegnazione avvenuta con l’atto notarile  del 31 luglio, quando ancora sulla gara pende un ricorso, sul quale si dovrà pronunciare il Consiglio di Stato, pronuncia che non avverrà alle calende greche, ma tra poco più di un mese, il 7 settembre prossimo.

E tale fretta denota a nostro avviso una deplorevole mancanza di rispetto istituzionale verso un organo di rilevanza costituzionale, quale appunto è il Consiglio di Stato.

Gian Battista Cassulo

 

 

 CRONOLOGIA

 

  • 03/04/ 2017: pubblicazione sul sito del Comune di Novi Ligure della “Gara pubblica alienazione Farmacia comunale”. Prezzo base di gara soggetto a rialzo Euro 1.243.000
  • 28/04/ 2017: scadenza ore 12 presentazione offerte
  • 02/05/2017: apertura ore 10,00 delle buste contenenti le offerte. Due le società in gara, la “Società Farmacia Pieve” e la “Società Farmacia Valletta”.
  • Giugno 2017: si apre il contenzioso tra Amministrazione comunale e “Società Frmacia Valletta” che ha presentato ricorso al T.A.R.
  • 26/7/2017: la Camera di consiglio del T.A.R. rifiuta la sospensiva della gara invocata dalla “Società Farmacia Valletta”, la quale fa ricorso al Consiglio di Stato.
  • 31/07/2017: Nello studio del Notaio Gianluigi Bailo viene firmato l’atto di assegnazione della Farmacia Comunale alla “Società Farmacia Pieve”.
  • 2/agosto/2017: Il Consiglio di Stato si pronuncia e non riconosce la sospensiva richiesta ma fissa la data della discussione sul ricorso al 7 settembre 2017.
Gian Battista Cassulo
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