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Intervista a Sara Chiarlone, Laureata in Scienze Naturali cacciatrice di selezione e tecnico faunistico.

Sara Chiarlone, studiosa (e cacciatrice) affascinata dai lupi

Buongiorno Sara, ti ho contattato in merito alle splendide foto di lupo che hai realizzato attraverso una delle tue video-trappole. Mi ha molto colpito la foto della lupa adulta che gioca. I “comportamenti giocosi” degli animali selvatici spesso vengono associati solo ai cuccioli ma spesso si sbaglia. Io stesso in compagnia del mio amico e collega Nicola Rebora ho assistito alla scena di un lupo adulto che in completa solitudine giocava e provava apparente esaltazione: correndo, “sgroppando” e saltando in mezzo ad una splendida radura di zona umida situata tra faggi secolari a 1.500 m SLM (in Abruzzo)

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Quanto è difficile incontrare un lupo?

Molto difficile, il lupo è tornato in modo stabile in Val Bormida da almeno 4 anni ma sono rarissime le volte in cui sono riuscita a ritrarlo in video/foto. Le mie video-trappole da 2 anni sono in funzione giorno e notte eppure hanno catturato le sue immagini solo 4 volte.

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Ti sembra un cucciolotto l’esemplare della foto?

No, direi che si tratta di uno dei due adulti che vivono in zona ed è stata un’emozione grandissima scoprire che la mia video-trappola aveva finalmente registrato immagini così belle di un animale così raro.

Hai mai visto personalmente esemplari di lupo in questi anni in Val Bormida?

Si mi è capitato qualche episodio emozionante di incontri a tu per tu col lupo. Noi cacciatori siamo quelli che hanno maggiore possibilità di incontrarli. Ma anche i bikers che dalle mie parti svolgono giri notturni in bicicletta si sono trovati più volte di fronte a dei lupi.

Come è percepito il lupo dai cacciatori della Val Bormida secondo te? Si sentono in competizione con questo superpredatore?

Direi che non ne hanno motivo, infatti i dati dei censimenti effettuati nella mia zona dimostrano che gli ungulati aumentano di anno in anno. Il ritorno del lupo non sembra condizionare il numero di cinghiali e caprioli, al limite ne migliora la salute: predando attivamente tutti gli animali deboli e malati.

Mi sono più volte trovato di fronte a persone che credono che il lupo sia stato “mollato o addirittura paracadutato” da ambientalisti. Anche dalle tue parti ha preso piede questa leggenda?

Purtroppo si, la parte meno informata e più testarda della popolazione racconta che in passato, alcune persone a bordo di una Fiat Panda rossa abbiano liberato lupi in zona. Sembra assurdo ma in molti pensano che sia vero! Invece gran parte dei miei “colleghi di caccia” per fortuna, sono consapevoli che il lupo è ritornato in modo naturale.

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Lupi e pastori, com’è la situazione in Val Bormida?

Complicata, gran parte degli allevatori non si sono ancora adattati alla presenza del lupo, non usano cani da guardiania o recinti. Durante la notte (uno dei momenti dove i greggi sono più sensibili agli attacchi dei lupi) tendono a chiudere gli animali in recinti assolutamente inadeguati.

Ci sono molte predazioni sui domestici?

Capitano alcune predazioni, ma è difficile dire con certezza se si tratta di lupi o di cani. In questi anni le mie video-trappole hanno registrato più video di cani vaganti piuttosto che di lupi liberi. Alcuni di questi cani appartengono a padroni che non sanno gestirli e li lasciano liberi di vagare. In altri casi è plausibile che si tratti di cani rinselvatichiti.

Come è percepito dagli abitanti della valle il lupo. C’è timore?

Direi che c’è soprattutto molta curiosità. Le persone più responsabili e che forse nutrono un po’ di sana paura, vogliono sapere come devono comportarsi in caso di un incontro fortuito. Io rispondo a loro di godersi il momento restando immobili durante quei pochi speciali secondi: è probabile che il lupo vi guarderà con il suo sguardo magnetico e con il suo tipico trotto selvaggio tornerà nel fitto dei boschi della Val Bormida, continuando a vivere e a cacciare lontano dai vostri occhi “indiscreti”.

 Grazie Sara attendiamo altre foto dei lupi della tua valle, buon lavoro!

 Di Paolo Rossi e Luca Serlenga

riproduzione riservata

Luca Serlenga e Paolo Rossi
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