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Appunti storici a margine della presentazione del libro di Carlotta Scozzari

Anche il Diavolo ha le sue chiese… le banche!

 Sul geniale Blog di aforismi riguardanti il mondo della finanza “Fragmentarius” si legge il detto che riportiamo come titolo al nostro articolo perché storicamente crediamo si adatti bene alla storia delle banche italiane, in quanto le banche italiane, limitandoci al periodo unitario e pre unitario, nascono proprio in seno alla chiesa, la quale nel 1834, sulle ceneri della Banca di sconto nata nel 1825, crea con un atto notarile firmato a Parigi la Banca Romana con potestà di stampare moneta.
E questa banca sarà la protagonista della prima parte della storia del nuovo Stato che di lì a poco stava per nascere: il Regno d’Italia.

Proprio in previsione della nuova realtà statuale che si andava profilando e che avrebbe preso forma il 17 marzo 1861, Cavour avrebbe voluto far confluire in una unica banca nazionale tutte le allora banche nazionali presenti nella penisola ancora politicamente frantumata, in un istituto regio. Purtroppo Cavour non sopravvisse più alla nascita del regno, morendo pochi mesi dopo la sua creazione, non prima di gridare sul letto di morte: “Frate, libero Stato in libera Chiesa”. Frase purtroppo rimasta inascoltata.

La banca Romana, strettamente legata alla chiesa con i suoi intrallazzi, con i suoi prestiti inesigibili agli amici degli amici, con i suoi “falsi in atto pubblico” come si direbbe adesso, portò nel pieno dell’età crispina al collasso del sistema creditizio del Regno.

Tra il 1892 e il 1894 si consumò infatti un dramma finanziario molto simile a quello che stiamo vendo oggi ma che a differenza di oggi a quei tempi portò molti dei responsabili di quel disastro economico nella patrie galere. Anche a quei tempi, come oggi nel caso del Monte dei Paschi di Siena, vi fu anche una morte eccellente quanto inspiegabile: quella del maggiordomo di casa Crispi, Achille Lanti, ritrovato cadavere in condizioni misteriose.

Lo scandalo della Banca Romana si concluse con la creazione nel 1893 della Banca d’Italia con compiti di “banca delle banche” inglobando le quattro grandi banche nazionali allora presenti nel regno con compiti di emissione.

Era un po’ la realizzazione del sogno di Cavour, anche se non ancora del tutto completo perché la nuova Banca, legandosi al sistema creditizio connesso all’era dell’industrializzazione attraversò fasi molto controverse, tanto è vero che occorrerà attendere il 1936 con il riordino del sistema bancario.
Nel 1936 la banca d’Italia si trasforma in un Istituto di diritto pubblico (diventa cioè di proprietà pubblica) con compiti di vigilanza sulle altre banche e con l’esclusivo incarico di battere moneta.
Direte voi: finalmente! E no cari amici. Non è finita qui perché nel mondo dei banchieri gli scandali non terminano.

 Lo scandalo dello IOR (lo citiamo anche se questo istituto era ed è del Vaticano ma ha grandi interessi sul nostro territorio nazionale) è da manuale e poi ancora ultimamente con le Banche Venete, la Banca Etruria (dove conflitti d’interessi albergano a iosa), il Monte dei Paschi di Siena (con morti eccellenti).

E più vicino a noi la Carige, della quale appunto parla Carlotta Scozzari nel suo libro Banche in sofferenza presentato venerdì 27 ottobre a Novi Ligure, presso la Galleria d’Arte Pagetto, da Enrico Morando, vice ministro dell’Economia nel governo Gentiloni, con moderatore il giornalista Alberto Masoero.

Un bel libro stringato ma ricco di note, tabelle e di interessanti indicazioni bibliografiche.

Gianni Cassulo
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