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Sabato 25 novembre gli eredi della famiglia nobiliare visiteranno l'antico feudo

Gorreto, il ritorno dei principi Centurione

Carlo Centurione Scotto

Il Feudo di Gorreto, per un giorno, avrà nuovamente i suoi principi. Sabato 25 novembre infatti Carlo Centurione Scotto, erede dell’antichissima famiglia nobiliare genovese, che da diverso tempo vive a Lucca, visiterà il piccolo centro della Val Trebbia, ultimo lembo della Provincia di Genova prima dell’ingresso in quella di Piacenza, invitato, insieme alla sua famiglia, dal Sindaco di Gorreto, Gian Carlo Capelli.

La visita del principe sarà anche l’occasione per porre l’accento sul futuro del Palazzo Centurione di Gorreto, imporntate edificio storico oggi purtroppo in grave stato di abbandono.

«La visita della famiglia Centurione Scotto – spiega il sindaco Gian Carlo Capelli – sarà l’occasione per sensibilizzare le istituzioni sul recupero di questo importante palazzo storico. Da qualche tempo stiamo lavorando insieme all’Università di Genova per riportare agli antchi splendori l’edificio. Il nostro obiettivo – prosegue il primo cittadino – è quello di realizzare al primo piano del palazzo un centro studi gestito dalla facoltà di Scienze Naturali, grazie anche alla presenza del nostro comune inserito tra due parchi naturali, quello dell’Antola e quello Fluviale del Trebbia, mentre per il piano superiore abbiamo un progetto di strutture ricettive”.

Il prossimo anno inoltre il Comune di Gorreto presenterà il libro sulla storia del paese, ricostruita minuziosamente da Attilio Carboni, noto storico della Val Trebbia insieme al professor Fabio Sardi dell’Università di Genova con la supervisione dello sindaco Gian Carlo Capelli.

Il Palazzo Centurione di Gorreto, dall’inconfondibile livrea a strisce bianche e nere, venne costruito nel corso del XVII secolo ed diventò pienamente operativo dal 1635. Si trattava di un “palazzo di giustizia” dell’epoca dei Capitanati del Popolo dove, oltre che l’amministrazione della legge, vi era la presenza della guarnigione militare e vi erano installate diverse attività operative quali una cartiera (grazie alla presenza del vicino corso d’acqua), una conceria, una falegnameria, una fornace per calce e mattoni e, addirittura un pastificio. Ma l’attività indubbiamente più importante per il Palazzo Centurione di Gorreto era quella della zecca, esso fu, per diverso tempo, l’unico edificio della Val Trebbia in cui veniva battuta moneta.

Abitato dalla famiglia Centurione fino al XIX secolo l’edificio subì poi diverse traversie, sede di un comando militare durante l’ultima guerra mondiale venne adibito poi a sede di un ente religioso, che lo rilevò e lo utilizzò fino agli anni Sessanta. Da allora, purtroppo, è stato completamente abbandonato e si trova in uno stato di evidente degrado. Il progetto del Comune di Gorreto punta a far rinascere questa importante realtà storica della valle.

Fabio Mazzari
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